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Brotti, quando le crepe diventano teatro

Al Festival di Todi Manuela Zero porta in scena Brotti!… e non ridere che sei come loro, uno spettacolo sulle fragilità umane tra musica, ironia e dolore.

Il 4 settembre, al Festival di Todi, ormai verso la conclusione della manifestazione, Manuela Zero porta in scena Brotti!… e non ridere che sei come loro, spettacolo scritto insieme a Davide Santi, che nasce dall’unione di due parole: brutti e rotti. I “brotti” siamo tutti noi, ciascuno con le proprie imperfezioni, le proprie ferite e quelle fragilità che spesso cerchiamo di nascondere. È questo il punto di partenza di uno spettacolo che sceglie di guardare all’umanità senza giudicarla, mettendo in scena ciò che normalmente preferiamo non mostrare.

La scena si apre con tre musicisti dal vivo, Martino Panna alla chitarra, Cecilia Drago al violino, Lucia Libassi al violoncello, che non sono semplice accompagnamento, ma parte integrante della narrazione. La musica segue ogni gesto, parola, suono e movimento, costruendo insieme all’attrice un unico linguaggio scenico. Manuela Zero entra dalla platea e sale sul palco senza interrompere il rapporto con gli spettatori: li interroga, li coinvolge, li rende partecipi del gioco teatrale. Il pubblico risponde volentieri e accetta di entrare in quel mondo fatto di personaggi, racconti e fragilità. La formazione nella danza della Zero emerge nella precisione del gesto e nella capacità di costruire i personaggi anche attraverso il corpo. Ma è la parola, insieme al canto, a diventare lo strumento attraverso cui quella fisicità si trasforma in racconto. La sua presenza scenica è intensa e fortemente espressiva, capace di passare dal movimento alla parola mantenendo sempre un rapporto diretto con la platea.

L’artista interpreta sette personaggi, sette modi diversi di essere “rotti”. Ci sono la solitudine di una donna anziana, gli amori tossici, il disagio infantile, le donne ai margini. Storie familiari e relazionali che attraversano zone dolorose della nostra società e raccontano persone segnate da esperienze che finiscono per condizionare anche la loro vita adulta. Il dolore, però, non viene affrontato sempre attraverso il dramma. Il linguaggio dello spettacolo conserva una componente ironica e grottesca, che permette di avvicinarsi alle fragilità senza trasformarle in pura tragedia. È un equilibrio non semplice. 

Tra i momenti più intensi c’è quello dedicato alla violenza all’interno della coppia. Una donna racconta di aver dato il cuore al proprio compagno, un uomo dal quale subisce violenza ma che lei stessa non riesce pienamente a riconoscere come violento. Arriva così a immaginare di stare con lui anche in Paradiso, ma lì lui non potrà entrare. La luce rossa sulle sue mani e la musica amplificano il significato della scena, trasformando il racconto in un’immagine di forte impatto emotivo. È uno dei momenti in cui l’attrice riesce a esprimere il dolore con particolare intensità e profondità.

La regia di Davide Santi sceglie l’essenzialità, riducendo gli elementi scenici per lasciare spazio al corpo dell’interprete, alla parola, alla musica e alle luci. Un impianto semplice ma costruito con attenzione, nel quale i tre musicisti dal vivo contribuiscono in maniera decisiva al ritmo e all’atmosfera dello spettacolo. Proprio la ricchezza delle storie potrebbe forse trovare ulteriore forza in una maggiore variazione dei ritmi e dei registri. I sette personaggi appartengono infatti a mondi emotivi differenti e una più marcata distanza tra i loro tempi, le loro voci e le loro intensità potrebbe rendere ancora più evidente questa diversità, sostenendo il ritmo dello spettacolo nei passaggi più distesi. Un’attenzione ulteriore alla differenziazione dei personaggi potrebbe così valorizzare ancora di più un lavoro già solido e accuratamente costruito.

Brotti! guarda dunque alle crepe dell’essere umano senza tentare di nasconderle. Le porta in scena attraverso sette figure diverse, accomunate dalla necessità di essere viste e riconosciute. Ed è forse proprio qui che lo spettacolo trova la sua forza più autentica: ricordarci che l’imperfezione non è ciò che ci separa dagli altri, ma ciò che, prima o poi, ci rende simili.

Uno spettacolo di qualità, sostenuto dalla presenza scenica di Manuela Zero, dalla regia essenziale di Davide Santi e da una partitura musicale dal vivo che accompagna e amplifica la narrazione. Un lavoro che merita attenzione per il coraggio con cui porta in scena le nostre fragilità e le trasforma in materia teatrale.

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Brotti!… e non ridere che sei come loro – di Manuela Zero e Davide Santi – con Manuela Zero – Martino Panna (chitarra) – Cecilia Drago (violino) – Lucia Libassi (violoncello) – Regia Davide Santi – Produzione Maximo Event – Teatro Nido dell’Aquila – Todi Festival 4 settembre 2026

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