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Breve viaggio nel mondo visionario di Baz Lurhmann

Il racconto del cinema del regista australiano tra visione teatrale, musica e grandi storie d’amore. 

Sono pochi, si, ma di grande successo di botteghino i film che hanno reso celebre il regista australiano Baz Lurhmann, una carriera artistica simile a quella di Quentin Tarantino. Con un tocco di classe e con la sua firma d’autore, Lurhmann ha cambiato le sorti del cinema contemporaneo, strappando letteralmente la Settima Arte alla struttura classica del film. Sperimento riuscito grazie all’arrivo di tecnologie d’avanguardia che hanno permesso a Lurhmann di dar voce, corpo e anima alla sua cinematografia visionaria.

Scena tratta dal film “Romeo + Giulietta” – © Web

Sappiamo tutto dei suoi film, eppure sappiamo così poche cose di lui: cresciuto nella zona rurale dell’Australia, Lurhmann a Sidney si avvicina alla recitazione, dirigendo spettacoli teatrali, musical e melodrammi come La Bohème di Giacomo Puccini con una rivisitazione più contemporanea.

La sua visione completamente destrutturata come se fosse un Picasso cinematografico arriva con la composizione della Trilogia del Sipario Rosso, tre film composti dal film Ballroom – Gara di Ballo (trasposizione della sua pièce teatrale Strictly ballroom) del 1992, una storia d’amore e una gara di ballo in stile Ballando, Ballando, Romeo + Giulietta del 1996, nella dimostrazione che anche le opere universali di William Shakespeare possono essere trasfigurate nei tempi moderni pur mantenendo la struttura poetica della drammaturgia shakesperiana. Dulcis in fundo, a completare la trilogia, il film Moulin Rouge! del 2001 (presentato in anteprima a Cannes lo stesso anno) che quest’anno a marzo spegne le candeline per i 25 anni dall’esordio del film. Moulin Rouge! è la pellicola manifesto di Lurhmann ispirata a La Traviata di Giuseppe Verdi, contestualizzata in una Parigi bohémienne di fine Ottocento ma con musiche e danze contemporanee.

Con questa magica tripletta, Lurhmann si avvale di numerose premiazioni e candidature: nel 1994 Ballroom viene candidato ai Golden Globe come Miglior film o commedia musicale, nel 1997 Romeo + Giulietta guadagna la candidatura agli Oscar come miglior Scenografia ma si porta a casa il premio BAFTA nel 1998 come Miglior regia. Ma con Moulin Rouge! ottiene maggior successo con la vittoria di una serie di premi e statuette: due premi Oscar nel 2002 come miglior Scenografia e Migliori Costumi, tre Golden Globe come Miglior film o commedia musicale, Miglior colonna sonora originale e Miglior attrice in film commedia o musicale a Nicole Kidman.

Ma è giusto porre una lente di ingrandimento sui tratti metaforici della trilogia cinematografica di Lurhmann: il concetto del Sipario Rosso, simbolo assoluto del Teatro, ritorna con fermezza per tutti e tre i film per trasportare gli spettatori in un contesto teatrale fin dall’inizio del film. Danza, teatro, musica e canto sono elementi vincenti per la riuscita dei film con una visione totalmente illusoria e astratta. Il tutto reso possibile da un uso minuzioso della macchina da presa che muove continuamente la narrazione in un flusso continuo e dinamico a ritmo di danza, tra flashback e immagini future che vengono inseriti in modo beffardo senza svelare troppo le intenzioni future del film.

Le storie sono sempre delle love story struggenti tra i due amanti che vivono un amore anticonvenzionale, personaggi ribelli, talvolta emarginati o ricchi signori, che mostrano caratteri e sembianze lontani dai registri sociali, dalla mentalità del contesto storico raccontato: un amore a passo di danza in Ballroom, un amore puro e burrascoso lontano dall’odio di due casate familiari come in Romeo + Giulietta e l’amore delle classi sociali in Moulin Rouge!. Il linguaggio artistico più prorompente utilizzato in Ballroom è senz’altro la danza in tutte le sue forme, in Romeo + Giulietta la poesia che incombe sulla crudeltà moderna e il musical in Moulin Rouge! come mezzo di espressione comunicativo di un amore lancinante e passionale. 

Sebbene tutti i film di Lurhmann abbiano rispetto per la grande tradizione cinematografica e del melodramma, l’inserimento della musica e della cultura pop all’interno dei suoi film rinfresca la visione della storia e la riadatta ai tempi moderni, consentendo una chiave di lettura delle opere più contemporanea e rendendo omaggio al patrimonio artistico di riferimento che ha fatto parte della sua formazione registica. Molti dunque sono le citazioni e i riferimenti intertestuali in contesti culturali, musicali e teatrali all’interno della sua filmografia che non prendono stonature nella sperimentazione del regista australiano. Sono veri e propri esercizi di stile quelli di Lurhmann, dove l’attenzione dello spettatore si concentra più sulla forma che sul contenuto del film.

Il simbolismo lurhmanniano si cela in forma più moderata nel film de Il Grande Gatsby del 2013 (di cui è già stata approfondita la tematica in comparazione con l’omonimo film nella versione di Jack Clayton del 1973 con Robert Redford) nel connubio perfetto di riadattamento dello stile del grande romanzo di Francis Scott Fitzgerald con le musiche, le danze e lo stile visionario di Lurhmann volto a modernizzare un classico della letteratura americana. Si vociferava della nascita di un’altra trilogia con Il Grande Gatsby a farne da capostipite, ma Lurhmann ne ha smentito la fonte, cambiando strada verso nuovi orizzonti nella realizzazione di un suo particolare tributo alla sua Australia nel periodo coloniale inglese (film del 2008) per poi concentrarsi nei suoi ultimi lavori alla figura di Elvis Presley nel 2022 e alla visione di frammenti di concerti dello stesso cantante americano in un docufilm uscito nelle sale italiane lo scorso 05 marzo.

Scena tratta dal film “Moulin Rouge!” – © Web

Sebbene abbia intrapreso altri orizzonti, il suo stile rimane sempre come un grande “Spettacolo Spettacolare” da comprendere per conoscere con occhi nuovi il cinema moderno.

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I film sopracitati:

“Ballroom” – Regia di Baz Lurhmann – 1992

“Romeo + Giulietta” – Regia di Buz Lurhmann – 1996

“Moulin Rouge!” – Regia di Buz Lurhmann – 2001

“Australia” – Regia di Buz Lurhmann – 2008

“Il Grande Gatsby” – Regia di Buz Lurhmann – 2013

“Elvis” – Regia di Buz Lurhmann – 2022

“Epic – Elvis Presley in concert” – Regia di Buz Lurhmann – 2025

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