di Edoardo Vezzi

 

Sabato 10 ottobre 500 bauli sono stati disposti a scacchiera in Piazza Duomo a Milano. Davanti a ogni baule uomini e donne che, opportunamente distanzianti, hanno organizzato un sit-in per richiamare il governo ad aiutare un settore profondamente in crisi.

Si stima che da quando la pandemia da Coronavirus ha preso il sopravvento, il 95% degli eventi mondiali sia stato cancellato. Dietro ogni manifestazione artistica, a farne le spese, una miriade di lavoratori, tra artisti e manovalanze, milioni di operatori dello spettacolo che si sono trovati di fronte a un futuro con pochissime certezze, usando un eufemismo. Così, lo scorso sabato, cinquecento lavoratori hanno occupato Piazza Duomo dando vita a un evento organizzato da BIP (Bauli in piazza), di cui fa parte anche Fabio Pazzini, event manager e direttore di produzione.

Abbiamo riunito in piazza tutti i lavoratori e le rappresentanze delle imprese che lavorano nel settore, dai promoter di eventi e concerti ai service audio-luci perché è importante dimostrare alla politica che esiste un settore unito che chiede con un’unica voce una sola cosa: poter ripartire e guadagnarci da soli il pane quotidiano”, ha dichiarato Pazzini.

Ma come fare? “Sono da rivedere – dice Pazzini – le regole in essere, è fondamentale che siano chiare e uniformi a livello nazionale, perché con regole lasche e lasciate all’arbitrio dei vari enti locali non ci può essere programmazione“. E ancora: “Vanno riviste le norme affinché ci permettano di rendere gli eventi redditizi, che un teatro che tiene 2500 posti possa accoglierne 200 è un non-sense normativo“.

Non vogliamo – sottolinea poi Pazzini – essere confusi con i negazionisti, ma vogliamo che questo problema sia affrontato nel contesto di oggi“. L’auspicio è che il governo cominci ad approfondire il tema, a prendere delle decisioni forti che possano dare dignità e futuro a un settore che sta affogando.

BIP è un’organizzazione senza scopo di lucro che nasce prendendo spunto dal movimento “We make events”, creato in Nord America, che riunisce tutta la filiera del settore dell’organizzazione degli spettacoli e degli eventi che è stata messa in ginocchio dopo l’arrivo del Covid-19 e i conseguenti lockdown mondiali. Anche l’Italia ha quindi aderito con #noifacciamoeventi e #bipbauliinpiazza a questa corrente che suona come un campanello d’allarme per l’industria dello spettacolo, che conta nel nostro paese 570.000 lavoratori. Lavoratori che hanno bisogno di tornare a svolgere il loro mestiere in assoluta sicurezza.

L’arte, la musica, lo spettacolo sono fondamentali nella nostra quotidianità. Sono un monito di speranza, un momento di leggerezza o spunti di grande riflessione. Ci fanno viaggiare, pensare, sorridere e commuovere e noi non possiamo assistere inermi alla disfatta di un settore che ogni giorno ci permette di provare delle emozioni così intense. Quando eravamo chiusi in casa per rimanere uniti nonostante la distanza, ci siamo commossi davanti ai video dei musicisti che suonavano dal balcone, dal sassofono che intonava Imagine alla chitarra che ci donava una fantastica interpretazione di Morricone. Bisogna ricominciare ad assaporare la musica dal vivo, l’arte e il teatro in totale sicurezza, con un programma normativo che possa ridare importanza ad un settore al collasso.

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