È in scena fino al 3 maggio un sontuoso allestimento basato sulla traduzione e la regia di Arturo Cirillo, che interpreta Dubois affiancato da un’indimenticabile Elena Sofia Ricci.
Rappresentata per la prima volta nel 1737, Le false confidenze è una commedia sofisticata costruita su un intrigo orchestrato dal servo Dubois (Arturo Cirillo) per far innamorare la sua ricca padrona Araminte (Elena Sofia Ricci) del giovane e affascinante Dorante (Giacomo Vigentini), che effettivamente ne è realmente innamorato ma troppo povero per aspirare a tale sorte con i mezzi dell’onestà. Un piano articolato che si snoda intorno al ritrovamento di un misterioso ritratto e che deve oltrepassare numerosi ostacoli, come l’ostinazione della madre (Orietta Notari) di Araminte a far sposare la figlia con il Conte (Giacinto Palmarini) per interessi economici.

Arturo Cirillo ed Elena Sofia Ricci
L’elegante fermezza e austerità di Elena Sofia Ricci lentamente si sgretola in un pulviscolo di afflizione e dilaniamento. Una ponderatezza che si lascia corrodere e travolgere dalla caoticità dell’amore, catturare dalla brutale scintilla dell’empatia e trarre in inganno dall’intrigo di un Arturo Cirillo che gode della sua sofferenza e del macigno emotivo in cui la induce il gioco da lui stesso architettato.
Un Dubois che si compiace del proprio operato come un direttore d’orchestra sagace ed elettrizzato dai colpi di scena di un piano estremamente accurato dalla partitura entusiasmante. Si sovrappongono entrate e uscite, le parti strumentali cadono nel tranello loro malgrado, incluso a suo modo lo stesso Dorante, attore conscio del sotterfugio costruito a regola d’arte sulla sua bellezza, ma alle volte spiazzato e in definitiva manovrato quanto gli altri, seppure a proprio beneficio.
Le false confidenze. Un ossimoro che richiama le contraddizioni e ambiguità dell’inganno, menzogna alle volte più veritiera della realtà stessa. L’accento viene posto da Arturo Cirillo sulla scenografia di Dario Gessati, un gigantesco blocco monolitico che si scompone in parti e segue un moto rotatorio. Un’identità architettonica che muta costantemente, che rivela sempre nuovi angoli, incanta con le sue diagonali e rientranze, così come ogni personaggio si evolve e vede le proprie intenzioni e i propri sentimenti trasformarsi. La pluralità dell’unicum.
Su un’estetica della metamorfosi e dell’ambivalenza si struttura non solo l’impianto scenico con le sue forme astratte e i colori metallici, ma anche l’illuminotecnica di Pasquale Mari con luci che variano da toni bianchi e freddi a temperature dorate e che ruotano a 360˚ intorno a questa isola scultorea monumentale.
La fine indagine psicologica viene portata avanti dalla sinergia tra modernità e antichità. Così la vivacità dell’Estate di Vivaldi e della musica barocca sfuma in un incontro fortunato con l’elettronica contemporanea e i costumi di stile moderno ed essenziale di Gianluca Falaschi richiamano una forte impronta retrò. L’abito non è d’altronde mai neutro ma sottintende un substrato di codici e rappresentazioni, come un ritratto non è mai oggettivo ma implica la prospettiva percettiva dell’autore.

Arturo Cirillo e Orietta Notari
Le false confidenze gioca sullo scarto tra rappresentazione e identità, menzogna e verità. Una labirintica metamorfosi visiva che ripudia un approccio naturalistico concentrandosi sulla resa del turbinio emotivo dei personaggi, sullo scardinarsi dei rigidi ma non del tutto immutabili argini di appartenenza a una classe sociale e sul dispiegarsi dell’inatteso nella vita di tutti i giorni.
____________________
Le false confidenze di Pierre Marivaux – traduzione e regia Arturo Cirillo – con Elena Sofia Ricci – Giacomo Vigentini – Rosario Giglio – Orietta Notari – Francesco Petruzzelli – Arturo Cirillo – Giulia Trippetta – Giacinto Palmarini – Scene: Dario Gessati – Costumi: Gianluca Falaschi – Disegno luci: Pasquale Mari – Suono: Federico Mezzana – Assistente alla regia: Mario Scandale – Assistente scenografo: Stefano Pes – Costumista collaboratrice: Anna Missaglia – Assistenti volontari: Isabella Rizzitello e Niccolò Di Molfetta – Allievi registi della Scuola del Teatro Nazionale di Napoli – Teatro Argentina dal 14 aprile al 3 maggio 2026
Foto ©Manuela Giusto





