21 Aprile @ 20:30 – 26 Aprile @ 16:00 CEST
Da martedì 21 a domenica 26 aprile, è in scena sul palcoscenico del teatro Gustavo Modena – I miei stupidi intenti – adattamento dal romanzo d’esordio di Bernardo Zannoni (Sellerio editore, 2022; Premio Campiello), a cura di Linda Dalisi, Gabriele Paolocà e Michele Altamura. L’ideazione e regia sono a cura di Michele Altamura e Gabriele Paolocà, anche interpreti con Leonardo Capuano Giuseppe Cederna Jonathan Lazzini Arianna Scommegna. Tornano a Genova dopo il successo e i premi Ubu per La Ferocia (sempre coprodotta con Genova), dall’omonimo romanzo – Premio Strega – di Nicola Lagioia. Vico Quarto Mazzini si riferisce ancora una volta alla narrativa contemporanea per il suo nuovo debutto (prima nazionale, meno di una settimana fa, al LAC di Lugano, il 14 aprile).
Una serie di figure di eccellenza firmano luci, scene, costumi, musiche: dal disegno luci di Giulia Pastore(premio Ubu 2025), al sound-design di Demetrio Castellucci; la scena di Daniele Spanò evoca una tana, “sospesa fuori dal tempo”, mentre e i costumi di Aurora Damanti si ispirano “ai cenci del trovarobato”. Lacoproduzione mette insieme LAC Lugano Arte e Cultura, Scarti Centro di Produzione Teatrale d’Innovazione, Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa, TSU – Teatro Stabile dell’Umbria, Teatro Nazionale di Genova.
Dopo Genova lo spettacolo avrà una ripresa autunnale e sarà in novembre al Piccolo Teatro di Milano e a Perugia, Torino, Bari, Lucca
Note di regia di di Michele Altamura e Gabriele Paolocà
La forza allegorica de I miei stupidi intenti, racchiusa nella dicotomia animale/umano, permette di riconoscersi liberamente nel suo significato simbolico più profondo. Il viaggio verso la conoscenza di una faina, narrato lungo l’intero arco della sua vita, ci fa riflettere sul nostro, e le sue domande irrisolte sono quelle del nostro quotidiano.
Quali sono i nostri intenti?
Cosa abbiamo per rispondere alla pretesa di una consapevolezza, di un senso, di un fine?
Esclusivamente la parola.
La parola di Dio è da sempre un rifugio per placare il desiderio di autodeterminazione, poiché dispensa dagli interrogativi esistenziali, affidando al mistero della fede ogni pretesa di consapevolezza.
È dunque questo il nostro intento: cercare conforto in qualcosa di più grande di noi?
E se invece alla parola di Dio preferissimo quella dell’Uomo?
“Queste sono parole, appartengono alla carta e restano”, così dice Faina leggendo il libro che raccoglie la vita di Volpe. La scrittura ci fa fermare il tempo a modo nostro, permettendoci di raccontare quello che vogliamo, rendendoci padroni della nostra storia. Attraverso la scrittura decidiamo cosa salvare e cosa lasciare scomparire: quale forma dare al passato. In questo senso diventiamo responsabili non solo di ciò che viviamo, ma di ciò che resta di noi. Dunque, è questo il nostro intento: trattenere il peso della memoria?
E qual è allora il nostro stupido intento di registi?
Raccontare storie su un palcoscenico per evocare immaginari più grandi di noi, o tentare di fermare il tempo attraverso l’atto creativo, nella speranza di diventare, a nostra volta, memoria?
Sentiamo la responsabilità di portare queste domande sulla scena, per capire se il teatro possa farsi risposta o se, invece, non sia soltanto un altro stupido intento.
VicoQuartoMazzini _ Ideazione, drammaturgia, regia e interpretazione
Nata nel 2010 dall’incontro tra Michele Altamura e Gabriele Paolocà, VicoQuartoMazzini attraversa scritture originali e rivisitazioni di grandi classici del teatro e della letteratura. Nel 2024, con il suo ultimo spettacolo La Ferocia, tratto dall’omonimo romanzo di Nicola Lagioia, vince 4 Premi Ubu, tra cui il riconoscimento come miglior spettacolo dell’anno. Nel 2021 vince il Premio Hystrio come migliore compagnia emergente italiana. Tra gli ultimi lavori: Livore. Mozart e Salieri (2020); Vieni su Marte (2018), ospitato nella sezione Anni Luce del Romaeuropa Festival; Leave the Kids Alone (2018), installazione prodotta da Fabulamundi Playwriting Europe; Karamazov (2017), progetto speciale ospitato al debutto dal Teatro Petruzzelli di Bari; Little Europa (2016), riscrittura de ll piccolo Eyolf di Henrik Ibsen, selezionato dall’Ibsen Festival di Oslo; Amleto Fx (2015), Premio In-box e Direction Under 30.
Per Rai Radio3 realizza Chi semina vento (2019), radiodramma originale ispirato a La guerra dei mondi di Orson Welles e Vivere è guerra con i troll del cuore e del cervello (2015), un omaggio a Henrik Ibsen.
Martedì, mercoledì e venerdì lo spettacolo inizia alle 20h30; giovedì e sabato alle 19h30; domenica alle 16h00
* venerdì 24 aprile, alle 17h00, per il ciclo di incontri “Trame aperte dalle pagine al palco” – libreria Feltrinelli di via Ceccardi – incontro pubblico con VicoQuartoMazzini (Michele Altamura e Gabriele Paolocà)
Info e biglietti telefono 010 5342 720
e-mail teatro@teatronazionalegenova.it; biglietteria@teatronazionalegenova.it
Teatro Gustavo Modena
Genova, IT 16149 Italia 010 534 2300
Visualizza il sito del Luogo
