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La stanza dei sogni dimenticati a casa Morandi

Al Teatro Manzoni di Roma Marco e Marianna riportano in vita ricordi d’infanzia tra memoria e identità

I legami familiari, si sa, sono complessi per tutti. Che si porti un cognome noto, capace talvolta di gravare come un macigno, o uno sconosciuto e apparentemente irrilevante, le dinamiche restano universali. E quello tra fratelli è forse il legame più delicato e profondo: fatto di complicità, distanze, ritorni, oscillazioni continue.

Sul palco del Teatro Manzoni di Roma, Marianna e Marco Morandi raccontano proprio questo: il loro rapporto. Lo fanno con semplicità e ironia, attraversando ricordi condivisi, momenti di allontanamento e un affiatamento che resiste al tempo.

Il punto di partenza è la morte della loro amata Tata Marta, figura centrale della loro infanzia, che li ha cresciuti e accompagnati per cinquant’anni. La narrazione prende forma da un sogno di Marianna: Marta le chiede di tornare a casa sua per cercare qualcosa che ha dimenticato. Da qui, insieme a Marco, si ritrovano in uno spazio che dovrebbe essere svuotato per la vendita, ma che invece custodisce una sorpresa: la riproduzione esatta della loro cameretta da bambini.

È un luogo sospeso, quasi magico. Gli armadi si aprono da soli, gli oggetti si animano, i quadri si muovono. In questo spazio, tra nostalgia e incursioni della realtà quotidiana, telefonate improvvise, pensieri presenti, i due fratelli riscoprono i propri sogni d’infanzia.

Emerge così una verità semplice e potente: anche i figli di grandi nomi non sempre riescono a realizzarsi pienamente. Il peso del cognome, le insicurezze, le difficoltà della vita non fanno distinzioni. Il loro racconto diventa allora uno specchio in cui chiunque può riconoscersi. La scelta di esporsi con sincerità, mostrando fragilità e dubbi, restituisce una maturità conquistata nel tempo, fatta di consapevolezza e fiducia.

La scenografia, immutabile per tutta la durata dello spettacolo, assume un valore simbolico forte: è la stanza interiore che ciascuno porta dentro di sé, quella che non cambia mai. È il messaggio lasciato da Marta: tornare a quel luogo segreto in cui, da bambini, si custodivano sogni e speranze. Perché è proprio lì che spesso si nasconde il senso più autentico della propria esistenza.

Marianna e Marco sembrano averla ritrovata, quella stanza. E con essa, anche il desiderio di condividere il palco. Un’idea intensa e coraggiosa, accolta dal pubblico con calore.

Tuttavia, nella costruzione drammaturgica si avverte una certa mancanza di ritmo: il racconto procede con dolcezza ma senza veri scarti, senza imprevisti o colpi di scena capaci di tenere alta la tensione narrativa. Una maggiore dinamicità avrebbe reso l’insieme più coinvolgente.

La forza dello spettacolo emerge nei momenti musicali. Le canzoni di Marco rappresentano la punta di diamante della messinscena: quando i due fratelli cantano insieme, si accende una luce che non è quella dei riflettori, ma la loro. La musica funziona, emoziona, crea connessione. Sarebbe stato interessante osare di più su questo piano, intrecciando un numero maggiore di brani al racconto, con quella leggerezza ironica che dimostrano di possedere.

L’ingresso del terzo personaggio, Marcello Sindici, introduce un piacevole momento coreografico e un ulteriore tuffo nel passato: Sindici è stato infatti ballerino nello staff di Raffaella Carrà, aggiungendo così un ulteriore livello di memoria collettiva.

Nulla, nel loro racconto, appare costruito o artificioso. E tornano alla mente le parole di Gigi Proietti: “Benvenuti a teatro, dove tutto è finto ma niente è falso.

Benvenuti a Casa Morandi è uno spettacolo che punta sulla verità emotiva più che sulla costruzione spettacolare. Non perfetto nella forma, ma sincero nella sostanza, riesce a toccare corde intime grazie alla sua autenticità. E forse è proprio questo il suo valore più grande: ricordarci che, dietro ogni storia, famosa o comune, esiste sempre una stanza segreta in cui tornare per ritrovare sé stessi.

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Benvenuti a casa Morandi – con Marianna Morandi, Marco Morandi, Marcello Sindici – regia di Pino Quartullo – Produzione: Marioletta Bideri Per Bis Tremila S.R.L – Teatro Manzoni di Roma 9-26 aprile 2026

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