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Desiderio Almodóvar: un viaggio rivoluzionario negli eccessi

Al via la rassegna del cinema di Pedro Almodóvar a Palazzo Esposizioni Roma

Desiderio Almodóvar è la rassegna sul regista spagnolo che si terrà a Palazzo Esposizioni Roma dal 9 aprile al 3 maggio 2026, a cura di Marco Berti e Francesca Pappalardo. Una totale immersione nella cinematografia di uno dei registi più influenti a partire dagli anni ’80, nella scena mondiale.

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C’è stato un momento, a cavallo tra gli anni Ottanta e Novanta, in cui il cinema europeo ha subito una scossa tellurica. Il suo epicentro fu la Spagna, e il suo nome: Pedro Almodóvar. Il regista è penetrato all’improvviso nell’immaginario collettivo, centrando inesorabilmente il cuore del pubblico. Non si trattò di una semplice comparsa, ma di una vera e propria detonazione stilistica e tematica. Qualcosa di rivoluzionario, di irriverente e profondamente trasgressivo ha fatto irruzione sugli schermi, cambiando per sempre le regole della narrazione. Ma per capirne la potenza è necessario fare un passo indietro e analizzare la questione nel contesto storico politico in cui è immersa.

Almodóvar è emerso in una Spagna appena uscita dalla morsa franchista, ancora intrisa di silenzi e paure represse. In quel contesto di liberazione appena riconquistata, ha avuto il coraggio e la lucidità di trasferire sulla pellicola l’energia vitale della movida madrileña. La sua macchina da presa si è aperta a un vero e proprio magma umano, fino ad allora confinato nel sottosuolo della città. L’omosessualità non solo non viene più repressa ma diviene finalmente protagonista di storie di vita.

Drag queen esuberanti, tossicodipendenti, punk dagli slanci anarchici. Ogni tipo di eccesso trova spazio sul grande schermo. Ma non solo, diventa il più importante catalizzatore della curiosità del regista spagnolo, che lo approfondirà fino alle viscere. Un’epoca che non vuole morire del tutto. Un trauma irrisolto che continua a pulsare sotterraneamente.

In questo caos, grottesco e spesso esilarante, tutti i personaggi sembrano muoversi come ipnotizzati, inseguendo le proprie ossessioni più intime. Per Almodóvar, ridurre l’identità a desiderio non è una semplificazione, ma una liberazione. L’unica ragione che può muovere sinceramente i suoi personaggi. È questa la scintilla narrativa che accende ogni suo film. In particolare i personaggi femminili, che lui definisce: “sempre alla ricerca di qualcosa che non hanno. Il desiderio nasce da questa mancanza, da questo vuoto che cercano di colmare con la passione, anche quando questa è chiaramente autodistruttiva”.

Proprio questa devozione quasi liturgica verso la rappresentazione della figura femminile, lo accomuna alla cinematografia del regista contemporaneo italo-turco Ferzan Özpetek. Inoltre, la semiotica e il particolare uso dei colori (come il rosso e il blu), la loro saturazione, rendono l’assonanza tra i due registi quasi inevitabile. Anche Özpetek, come Almodóvar, costruisce la messa in scena attorno a storie di donne, avvolte in atmosfere cromaticamente dense. I registi sviscerano la figura femminile, lasciando che le tonalità raccontino ogni stato d’animo.

Ed ecco che il desiderio rivela il suo volto complementare: il vuoto. Fin dagli esordi, l’assenza e la morte sono state presenze inquietanti nei film di Almodóvar. Con il passare degli anni, però, hanno guadagnato sempre più spazio. Quando l’urgenza trasgressiva e il gusto per il grottesco si sono attenuati, lasciando il posto a una maturità più meditativa, le nubi della perdita si sono addensate. Nei suoi capolavori più recenti, il dolore si incarna soprattutto nelle figure materne. Archetipi di sofferenza, nostalgie incancellabili, madri che cercano figli e figli che cercano madri.

Così, Desiderio Almodóvar ci conduce per mano attraverso la lunga parabola creativa di un “genio ribelle”. Partendo dall’energia provocatoria e liberatoria della post-dittatura fino alla lucida rappresentazione del dolore esistenziale contemporaneo, Almodóvar restituisce un ritratto viscerale e potentemente critico dell’intera cultura europea degli ultimi quarant’anni. Diciassette film di Pedro Almodóvar verranno proiettati nelle sere che vanno dal 9 aprile al 3 maggio 2026. Non perdeteveli.

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Desiderio Almodóvar – A cura di: Marco Berti e Francesca Pappalardo, Palazzo Esposizioni Roma. Promossa da:  Assessorato alla Cultura di Roma Capitale e Azienda Speciale Palaexpo. Si ringraziano: CG Entertainment, Cineteca Lucana, Cineteca Milano, Eagle Pictures, Imago Company Srl, Park Circus, Warner Bros. Entertainment Italia – Palazzo Esposizioni di Roma dal 9 aprile al 3 maggio 2026

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