Iscriviti alla NewsLetter
Cerca

Dal riflesso all’identità: se specchi e algoritmi ridefiniscono chi siamo

A Teatrosophia la nuova drammaturgia della Compagnia Australe indaga il prezzo dell’apparire

C’è una notte lunga e frenetica in un’agenzia di marketing, dove la perfezione non è un ideale ma una regola ferrea. Oltre lo specchio, il nuovo lavoro teatrale della Compagnia Australe per la regia di Matteo Fasanella, in scena a Teatrosophia dal 19 al 22 e dal 26 al 29 marzo 2026, esplora con lucidità e tensione il paradosso contemporaneo tra l’apparire e l’essere, costruendo un impianto scenico e drammaturgico di forte attualità.

Oltre lo specchio – Nunzia Ambrosio,Carmelita Luciani

In questo ingranaggio perfettamente calibrato si muovono i quattro interpreti: Lorenzo Martinelli (Marco), Nunzia Ambrosio (Chiara), Carmelita Luciani (Giulia) e Antonio Buonocunto (Vittorio). Il loro lavoro corale è uno dei punti di forza dello spettacolo: ciascuno contribuisce a delineare un microcosmo credibile, fatto di ambizione, controllo e progressiva incrinatura interiore. Ambrosio restituisce con sensibilità il conflitto tra efficienza e radicamento emotivo; Luciani costruisce una Giulia sospesa tra razionalità e vertigine esistenziale; Buonocunto dà al suo Vittorio una fragilità vigile, che evolve in tensione etica.

Intensa la prova di Martinelli: presenza scenica magnetica, ritmo preciso, modulazione vocale capace di passare dalla sicurezza manageriale alla crepa emotiva. La sua interpretazione guida e attraversa l’intero arco drammatico, incarnando in modo tangibile il peso di un sistema che impone la perfezione come unica misura possibile.

Il primo movimento dello spettacolo è pura accelerazione: le battute si sovrappongono, i conflitti esplodono, ogni gesto appare determinato da un algoritmo invisibile, l’intelligenza artificiale “Riflesso”. Qui si coglie con chiarezza la regia attenta e meticolosa di Fasanella, che costruisce un ritmo serrato senza mai perdere il controllo del dettaglio. Nulla è lasciato al caso: dalle luci millimetriche alla disposizione degli attori, fino alla scelta degli oggetti di scena, essenziali ma carichi di significato, tutto contribuisce a creare un ambiente asettico e ipercontrollato, perfettamente coerente con il mondo rappresentato.

Il prodotto da lanciare, Aurea – evidente richiamo alla sezione aurea ed al suo algoritmo di bellezza – diventa il fulcro simbolico di questo universo: un’idea di perfezione matematica che si traduce in ossessione estetica e dominio dell’immagine. Ed è proprio qui che la drammaturgia mostra la sua forza più incisiva: nel mettere in scena un presente riconoscibile, in cui l’identità viene progressivamente modellata da standard esterni, fino a svuotarsi.

Quando il meccanismo si incrina, lo spettacolo cambia respiro. Il secondo movimento rallenta, si fa più denso e riflessivo. Gli attori modulano con precisione questo passaggio: Martinelli lascia affiorare la fragilità del suo Marco; Ambrosio scava nella nostalgia di Chiara; Luciani apre a una dimensione quasi metafisica; Buonocunto incarna il tentativo, disperato e lucido, di rompere il sistema. Lo specchio smette di restituire immagini perfette e diventa spazio di verità, costringendo i personaggi a confrontarsi con i propri desideri originari.

La tensione culmina nel gesto di Vittorio, che tenta di intervenire sul codice della macchina: un atto che, invece di liberare, rivela fino in fondo la dipendenza degli individui dal sistema stesso. La reazione collettiva – chiedere alla macchina persino come essere imperfetti – restituisce con forza l’idea drammaturgica alla base dello spettacolo: l’apparenza non è più superficie, ma struttura profonda che plasma pensiero e volontà.

Oltre lo specchio – Antonio Buonocunto,Lorenzo Martinelli

Pur scegliendo nel finale una linea più conciliatoria, che riapre alla possibilità di un ritorno all’umano come essere imperfetto, Oltre lo specchio mantiene intatta la sua incisività. Merito di una scrittura scenica compatta e attuale, di una regia rigorosa in ogni dettaglio e di un quartetto attoriale che, pur con accenti diversi, riesce a sostenere con coerenza e intensità l’intero impianto. Resta, allo spettatore, una domanda che non si esaurisce con il calare del sipario: in un mondo che misura tutto attraverso il riflesso di sè verso gli altri e verso se stessi, è ancora possibile sottrarvisi? La vera “evoluzione-rivoluzione” non sta nel fallire la perfezione, ma nel rifiutarne il dominio, recuperando il diritto – fragile e necessario – di essere autenticamente umani.

_________________________

Oltre lo specchio – drammaturgia Compagnia Australe e Matteo Fasanella, con Lorenzo Martinelli, Nunzia Ambrosio, Carmelita Luciani e Antonio Buonocunto, regia Matteo Fasanella, voce off Sofia Graiani, aiuto Regia Silvia Manazzone, scenografia Maurizio Marchini, ufficio stampa Andrea Cavazzini, Teatrosophia dal 19 al 22 e dal 26 al 29 marzo 2026

Foto ©Grazia Menna

error: Contenuto protetto per copyright [Content is protected !!]