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Torna fra nove mesi: il parto infinito di un addio

L’incisione sottile del dolore: la carta che si fa anima al Teatrosophia

Dal 18 al 22 febbraio, l’atmosfera intima del Teatrosophia di Roma ha accolto un’artista che non si limita a recitare, ma abita la scena con la consapevolezza di chi vede nel teatro un atto di comunicazione necessaria e viscerale. Evelina Nazzari torna a raccontarsi e a raccontare Torna fra nove mesi, portando con sé un bagaglio fatto di radici profonde e ferite trasformate in risorsa. Insieme a Maddalena Recino – e con la regia di Angelo Libri – Nazzari ci conduce nei meandri di un percorso creativo dove la sincerità si fa disarmante, esplorando il legame indissolubile tra rappresentazione e lutto.

Maddalena Recino e Evelina Nazzari

È qui che la creatività permette di “collocare altrove” un dolore che non scompare, ma che si fa carne viva attraverso una scenografia simbolica fatta di fogli di carta tagliuzzati e reinventati, simili a sentimenti e ricordi filtrati dalla fantasia e dalla sofferenza. È un’interpretazione che incide delicatamente come il bordo di un foglio, dove il bruciore dura un attimo ma il segno resta per ore. In alto, sospeso tra i fili, oscilla un uomo di carta i cui arti nascondono e rivelano frammenti – un ricordo, un oggetto d’infanzia o un pensiero ludico – mentre al centro della scena domina una cassa dalle molte porte stretta da funi. Esse rappresentano l’attaccamento al dolore e l’ancoraggio a un’esistenza profondamente umana: una barca di Caronte che non ospita molte anime, bensì un’anima sola e infinite memorie.

In questa dimensione sospesa si consuma un tormento affrontato come un’eterna lotta tra sentimenti e azioni, un conflitto fisico e morale tra due donne che, in fin dei conti, rappresentano la stessa persona. Due figure che lottano tra loro coinvolgendo il pubblico in un modo di affrontare il lutto fatto di ironia, sarcasmo e rabbia, apparendo come clown nelle vesti dell’Augusto e del Bianco. Vestite di costumi quasi spogli, i loro abiti appaiono ridotti a brandelli, specchio di un tormento che si accanisce e taglia la carne quanto l’anima. Questa dualità – proprio come quella circense – spogliata di ogni intento ludico, si fa simbolo della lotta ancestrale tra ragione e istinto, tra l’ordine necessario alla sopravvivenza e il caos generato dalla perdita. Eppure, in totale antitesi con la tradizione, non c’è comicità, ma solo il peso di un’esistenza che si scompone e si ricompone davanti agli occhi di chi guarda.

Evelina Nazzari e Maddalena Recino

Evelina Nazzari incarna una lucidità razionale in cui ogni gesto è conforto e, al tempo stesso, eco di un dolore materno; Maddalena Recino è invece la violenza e la rabbia di quel tormento, una furia che si placa solo alla fine della scena in un abbraccio che ferma il tempo e si schiude in una riflessione, sottile e profonda.

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Torna fra nove mesi di Maria Evelina Buffa Nazzari – Regia di Angelo Libri – Con: Evelina Nazzari e Maddalena Recino – Musiche: Francesco Crisafulli – Scenografia e costumi: Lodovica Cantono Di Ceva – Luci: Gloria Mancuso – Progetto grafico: Costanza Crisafulli – Produzione: Zerkalo – Teatrosophia dal 18 al 22 febbraio 2026

Foto di ©Maria Laura Pala

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