Valerio Mastandrea interpreta un padre travolto dal dolore in un film sulla colpa, sulla rinascita e sulla potenza dei legami umani.
È l’amore senza confini di un padre, un sentimento primordiale che irrompe dalle viscere di chi ti ha messo al mondo, al di là di ogni logica e di ogni misura. È principalmente questo 5 secondi l’ultimo film di Paolo Virzì, presentato all’edizione 2025 del Festival del Cinema di Roma e riproposto il 7 luglio 2026 al Cine Village di Villa Lazzaroni introdotto da Virzì stesso.

Paolo Virzì a dx
Ma cosa accade quando quello stesso padre esita per un attimo, paralizzato da una paura altrettanto incontrollata?
Nelle parole di Paolo Virzì, il titolo del film racchiude il senso dell’intera vicenda: 5 secondi è il tempo di un’esitazione. Saranno proprio quei cinque secondi vissuti dal protagonista Adriano Sereni, interpretato da Valerio Mastandrea, a cambiare irrimediabilmente il corso della sua vita.
Sereni si è rinchiuso nelle scuderie di quella che un tempo fu la tenuta di un ricco nobile toscano. La villa è fatiscente e pericolante, ma le scuderie, riconvertite in B&B, diventano il suo rifugio, il luogo in cui trincerarsi dal resto del mondo. Non a caso, Paolo Virzì lo descrive come “una specie di eremita dall’aria burbera in una campagna toscana ben poco accogliente”. Adriano vuole tagliare i ponti con il resto del mondo, rinunciare perfino alla cura di sé, punirsi
Durante l’estate aveva portato suo figlio Matteo e sua figlia Elena al lago per una gita. Lei, affetta da una grave malattia neurodegenerativa, aveva confidato al padre che nell’acqua si sentiva leggera. È con il papà che si vivono le avventure più spericolate, le cose divertenti, spesso anche all’insaputa della mamma: piccole e innocenti marachelle che alimentano la complicità tra padre e figli.
È proprio durante quella gita al lago che si consuma la tragedia. Elena, a bordo di una canoa, si ribalta mentre il padre è distratto da una telefonata con l’ex moglie e il fratello è al bar a prendere dei panini.
Quando Adriano si accorge dell’accaduto esita per cinque secondi. Sono quei cinque secondi a determinare la morte della figlia e a trascinarlo in un incubo che lo porterà a essere accusato e poi incriminato per omicidio colposo.
Non è solo l’ex moglie a ritenerlo responsabile e a trascinarlo in tribunale: è Adriano stesso il primo a sentirsi colpevole, come confessa in un intenso discorso pronunciato in aula. È questo dolore sconfinato a spingerlo verso l’isolamento. Ciò che ancora non sa è che quella campagna finirà per diventare il luogo della sua rinascita, del riscatto e della ritrovata tenerezza. Come osserva Paolo Virzì, è con il rifiorire della campagna che Adriano trova finalmente il coraggio di dare voce a un dolore che sembrava insanabile e, allo stesso tempo, intravede una strada per riconciliarsi con sé stesso.
La svolta arriva con l’arrivo della contessina Guelfi e del suo vivace gruppo di amici, giovani laureati in biologia, enologia e scienze agrarie, decisi a riportare in vita l’antica vigna e a restituire nuova linfa al luogo dell’infanzia di Matilde, interpretata da Galatéa Bellugi.
Da subito si crea una connessione tra Matilde e Adriano che sfocerà in un tenero rapporto tra una giovane donna incinta e in qualche modo bisognosa di una figura paterna, e un uomo distrutto dal dolore per la perdita di sua figlia, che cerca riscatto e una nuova possibilità prendendosi cura della ragazza. Sarà poi lo stesso Adriano a far nascere il bambino di Matilde, momento che sancirà l’inizio dell’eterno legame tra i due.
Fin dal loro primo incontro, tra Matilde e Adriano nasce un’intesa silenziosa destinata a trasformarsi in un legame profondo. Da una parte c’è una giovane donna incinta, alla ricerca di un punto di riferimento; dall’altra un uomo devastato dalla perdita della figlia, che prova a ritrovare un senso prendendosi cura di lei. Sarà proprio Adriano ad assistere Matilde durante il parto e a far nascere suo figlio: un gesto che assume un valore profondamente simbolico, perché dove la morte aveva spezzato ogni speranza, una nuova vita gli offre la possibilità di riconciliarsi con sé stesso. Da quel momento tra i due si consolida un legame destinato a durare nel tempo.
Accanto a Valerio Mastandrea, intenso nel restituire il tormento e la graduale rinascita di Adriano, Galatéa Bellugioffre un’interpretazione luminosa e spontanea. La sua Matilde incarna con naturalezza l’energia, la fragilità e la fiducia nel futuro proprie della giovinezza, diventando il contrappunto ideale al dolore del protagonista.

Galatéa Bellugi
5 secondi è un film che trova la sua forza nel confronto tra due generazioni: da un lato un uomo schiacciato dal senso di colpa, dall’altro un gruppo di giovani animati dal desiderio di costruire, di coltivare la terra e immaginare un futuro diverso. È proprio da questo incontro che Paolo Virzì fa nascere un racconto di rinascita, in cui il dolore non viene cancellato, ma lentamente trasformato attraverso la cura dell’altro. E in cui l’amore di un padre, pur ferito e imperfetto, resta la forza capace di indicare una strada verso la riconciliazione.
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5 secondi – Regia di Paolo Virzì – Sceneggiatura: Francesco Bruni, Carlo Virzì, Paolo Virzì – Con: Valerio Mastandrea, Galatéa Bellugi, Valeria Bruni Tedeschi, Ilaria Spada, Francesco Maria Dominedò, Anna Ferraioli Ravel, Anna Lazzeri – Scenografia: Alessandro Iacopelli – Musiche: Carlo Virzì – Fotografia: Luca Bigazzi – Montaggio: Jacopo Quadri – Costumi: Ottavia Virzì – Trucco: Cristina Amadio, Diarra Sidibe, Mario Tola – Produzione: GreenBoo Production, Indiana Production, Motorino Amaranto, Vision Distribution – Anno 2025 – Cine Village di Villa Lazzaroni 7 luglio 2026





