White Rabbit Red – L’evasione di una voce

Un testo capace di instillare nello spettatore una riflessione profonda e tagliente.

Mercoledì 6 marzo 2024 il Cubo Teatro di Off Topic è divenuto la cassa di risonanza per White Rabbit Red Rabbit, testo dell’iraniano Nassim Soleimanpour, autore tanto prolifico quanto dirompente, con la sua scrittura dai tratti surreali al tempo stesso travolgenti. A leggere e interpretare il testo dell’autore iraniano è stato Alberto Boubakar Malanchino, giovane attore che lo scorso dicembre è stato vincitore del premio UBU come miglior performer under 35, con l’appassionante monologo Sid, fin qui tutto bene, spettacolo prodotto da Cubo Teatro che ha visto alla drammaturgia e alla regia Girolamo Lucania. Attualmente Sid sta girando per l’Italia con una folta tournée, con una tappa prevista a Torino al Teatro Astra il prossimo maggio, ospitato all’interno della stagione teatrale del TPE: Cecità.  

Nassim Soleimanpour

White Rabbit Red Rabbit è un testo che ha avuto i suoi natali nel 2010 in Iran, quando il suo autore aveva 29 anni e il suo sogno era quello di uscire, o meglio, di evadere da quella terra tanto angustiata dalla mancanza di libertà. Nassim, non potendo allontanarsi dall’Iran e da Teheran, poiché  non era in possesso della documentazione necessaria a permetterglielo, decise che il suo testo parlasse per lui e così avvenne. Soltanto un’anno più tardi, nel 2011, White Rabbit Red Rabbit fu messo in scena in maniera congiunta  a Edimburgo e al festival Summerworks di Toronto in Ontario. Sin dall’inizio fu riconosciuto il suo alto valore venendo premiato come Best New Performance al Dublin Fringe Festival.

Da quel momento, le sue parole hanno avuto una risonanza tale che White Rabbit Red Rabbit si è diffuso in gran parte dei paesi del continente europeo, venendo tradotto in più di venti lingue. Attualmente Nassim Soleimanpour vive a Berlino, dove continua a scrivere per il teatro e sovente partecipa a differenti laboratori di drammaturgia e a festival di arti performative. In Italia, l’associazione 369 Gradi si occupa della produzione del testo che, in accordo con l’autore, ha deciso di programmare intero anno di repliche diffuse in capillarmente su tutto il territorio nazionale e istituendo il fondo Un anno per la libertà. Il progetto, partito il 13 marzo 2023 e che si concluderà il 13 marzo 2024,  ha come obiettivo quello di raccogliere risorse per realizzare una residenza artistica dedicata alla drammaturgia, durante i mesi estivi del 2024,  rivolta alle autrici e agli autori iraniani. 

Il testo si presenta come un esperimento sociale, il cui contenuto è altamente metaforico e mai strettamente politico. Tutto comincia quando all’attore, in questo caso è stato Alberto Boubakar Malanchino, viene consegnata una busta contenente il copione, del quale farà una lettura scenica volta a coinvolgere attivamente l’audience, e una boccetta. Prima d’allora, nessun lavoro di preparazione o di analisi: tutti gli attori che si affiancano al testo di Soleimanpour vanno in scena senza averlo mai provato, senza aver affrontato un lavoro di preparazione o analisi drammaturgica. Senza una regia e avendo a disposizione soltanto pochissimi oggetti, quali un tavolo sul quale sono disposti due bicchieri contenenti dell’acqua, una sedia e nient’altro, creano una scena il più regolare possibile che permette di evadere verso spazi altri. 

Chi legge le parole di Nassim, col proprio afflato che si poggia pagina dopo pagina sul copione, da voce allo stesso autore, da voce ad un esule della libertà. Malanchino, con le sue istrioniche capacità attoriali, ha saputo coinvolgere visceralmente il pubblico, che man mano che i minuti scorrevano, ha perso il suo originario status di mero spettatore per divenire spetat(t)ore. White Rabbit Red Rabbit permette di intavolare un dialogo, rompendo ogni barriera. Ogni messa in scena del testo consente al suo autore, seppur non presente, di  entrare in comunicazione con sconosciuti, come in un gioco teatrale che si fa beffa della bieca censura a cui è stato soggetto per anni.

White Rabbit Red Rabbit è un territorio liminale da cui deflagra un canto di libertà, il sogno di un dialogo che sfida ogni distanza culturale e geografica. È la prima traccia di un cammino ancora ampio. 

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White Rabbit Red Rabbit – Con Alberto Boubakar Malanchino – Una produzione 369 gradi – In collaborazione con Cubo Teatro – In scena mercoledì 6 marzo 2024

Foto di copertina: Alberto Boubakar Malanchino

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Davide Tovani

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