Unfitting

Unfitting: Giovanna Mezzogiorno sul body shaming al SAFF

Un cortometraggio ideato dalla direttrice di Grazia per raccontare le discriminazioni e i pregiudizi sui corpi delle donne

Unfitting è un cortometraggio ideato da Silvia Grilli, direttrice di Grazia, e diretto da Giovanna Mezzogiorno. È stato presentato nella sezione sguardi (s)confinati del Women’s International Film Festival Sguardi Altrove, il 21 marzo 2024. Dopo la proiezione ha avuto luogo un incontro tenuto da Patrizia Rappazzo, con le ospiti Silvia Grilli, Grazia Tricarico, Diana De Marchi, Erica Del Bianco, Gabriella Giliberti. Si è discusso del rapporto tra i corpi femminili e l’industria cinematografica ma non solo. Il cortometraggio è stato il punto di partenza per poter riflettere sul body shaming e sui pregiudizi così profondamente sedimentati nel modo di pensare comune.

Marco Bonini, Giovanna Mezzogiorno, Carolina Crescentini e Massimiliano Caiazzo

In soli 10 minuti si è andato a presentare in modo inevitabilmente corrivo e forse con una visione un po’ più anacronistica, un tema che si sviluppa invece molto in profondità, con dinamiche anche molto sottili. Data la natura del prodotto, indubbiamente esso apre a un tema che vorremmo potesse svilupparsi oltre. E il fatto che sia stato presentato con una sceneggiatura così diretta e un po’ scontata, è utile a riflettere sull’evoluzione del body shaming negli ultimi anni.

La storia è personale, di Giovanna Mezzogiorno. Ma è anche generale, di ciò che hanno subito le donne almeno fino a un decennio fa e che capita tuttora, seppur in maniera più sibillina di quella vista su schermo. Giovanna (Carolina Crescentini) è un’attrice che, dopo due gravidanze e un cambiamento corporeo dettato dall’assunzione di peso, non riesce a trovare più lavoro. Se lavora, è però costretta a sopportare sgradevoli critiche sul suo fisico da parte di ogni membro della troupe. Dalla regista, alla costumista, al produttore non si perde occasione per farla sentire sbagliata e fuori luogo.

A partire da questo, una riflessione si sviluppa anche nei confronti della situazione difficile della componente nell’industria cinematografica. Al di là della lampante difficoltà nel poter accedere a lavori come quello della regista o della produttrice, approfondita in altri segmenti del festival, anche le attrici sono da sempre vittime di discriminazioni. A loro è quasi sempre richiesto di essere belle, e belle come decidono gli altri. Le attrici spesso fanno fatica a trovare la loro personale strada per esprimere il talento. La valutazione arriva sempre nella direzione dell’aspetto fisico, con il successivo giudizio e discriminazione per lo stesso.

Questa ossessiva attenzione al peso, al cambiamento corporeo, con sempre un intrinseco giudizio negativo, è connesso inevitabilmente ai disturbi alimentari. Ne ha parlato in sala da Diana De Marchi, la presidente della Commissione Pari Opportunità e Diritti Civili del Comune di Milano. De Marchi ha sottolineato come ogni anno siano sempre di più le vittime nel nostro paese. Il livello d’età si abbassa mentre è sempre maggiore la disattenzione da parte del paese rispetto a questo problema. L’appello è affinché si lavori sempre di più per fornire l’adeguato supporto alle vittime, soprattutto a livello psicologico.

Unfitting
Carolina Crescentini

Unfitting rappresenta uno spunto interessante per riflettere su come il corpo delle donne sia, da sempre e sotto ogni aspetto, oggetto di giudizi, pressioni psicologiche, richieste, critiche e sfruttamento. Il sistema patriarcale ha introiettato così tante dinamiche sottilmente discriminatorie anche nelle stesse donne, da renderle spesso le più critiche le une contro le altre.

Unfitting – di Giovanna Mezzogiorno – con Carolina Crescentini, Ambra Angiolini, Marco Bonini, Claudia Catalli, Massimiliano Caiazzo, Fabio Volo – ideato dalla direttrice di Grazia, Silvia Grilli – prodotto da Manuela Cacciamani

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