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Un’altra vita, tutte le sue vite – Franco Battiato

Al MAXXI sette stanze per attraversare un’esistenza fatta di suono, immagini e spiritualità

A cinque anni dalla sua scomparsa, Franco Battiato continua a essere presente. Non come una figura relegata alla memoria, ma come una voce che ancora risuona, interroga, accompagna. È questo il sentimento che ha attraversato il MAXXI di Roma nella giornata di venerdì 30 gennaio, quando la mostra Franco Battiato. Un’altra vita è stata presentata alla stampa in un auditorium gremito, segno tangibile di un’eredità culturale che resta viva e condivisa.

Cristina Battiato, Giorgio Calcara

Alla conferenza stampa, in un clima di attenzione, partecipazione ed emozione autentica, hanno preso parte, insieme al curatore Giorgio Calcara e Grazia Cristina Battiato nipote dell’artista, la Presidente del MAXXI Emanuela Bruni,  la Dott.sa Alfonsina Russo Capo Dipartimento  per la valorizzazione del patrimonio culturale, il Dott. Alberto Spampinato, il Professore Alessandro Nicosia per la C.O.R..

La mostra apre al pubblico dal 31 gennaio al 26 aprile allo Spazio Extra del MAXXI e si configura come molto più di un omaggio commemorativo: è un attraversamento profondo dell’universo battiatesco, un viaggio dentro le molte “vite” di un uomo che è stato musicista, poeta, sperimentatore, pittore, regista, pensatore libero e, per sua stessa ammissione; “mai maestro, seppur ritenuto tale da tutti coloro che hanno avuto la fortuna di conoscerlo. Un artista capace di mutare pelle senza mai tradire una tensione costante verso l’essenziale, verso ciò che sta oltre la superficie.

Coprodotta dal Ministero della Cultura e dal MAXXI Museo nazionale delle arti del XXI secolo, e organizzata da C.O.R. Creare Organizzare Realizzare di Alessandro Nicosia in collaborazione con la Fondazione Franco Battiato ETS, l’esposizione, come già detto, è curata da Giorgio Calcara insieme a Grazia Cristina Battiato. Un lavoro che, come ha sottolineato lo stesso Calcara, nasce da una frequentazione lunga una vita: un racconto costruito non solo attraverso documenti e materiali, ma anche attraverso una memoria personale e culturale stratificata.

Il percorso espositivo si sviluppa in sette sezioni tematiche, che seguono l’evoluzione artistica e interiore di Battiato. Dall’abbandono della Sicilia negli anni Sessanta al trasferimento a Milano, allora epicentro dell’industria musicale, passando per le prime incisioni – quando ancora firmava Francesco Battiato – fino alla stagione delle sperimentazioni radicali degli anni Settanta. È il periodo dell’elettronica d’avanguardia, dei viaggi a Londra, dei sintetizzatori pionieristici, di una musica che guarda avanti e dialoga con le correnti più innovative d’Europa.

Poi arriva un’altra trasformazione: gli anni Ottanta e il successo popolare. Album come L’era del cinghiale bianco e La voce del padrone segnano un punto di svolta nella storia della musica italiana, dimostrando che si può essere accessibili senza rinunciare alla profondità, colti senza risultare elitari. Canzoni entrate nel patrimonio collettivo, capaci di unire ritmo e pensiero, leggerezza e visione.

La mostra accompagna il visitatore anche nella dimensione più spirituale di Battiato, nel suo dialogo costante tra Oriente e Occidente, nel ritorno alle origini siciliane, nella pittura e nel cinema, linguaggi che hanno affiancato e arricchito la sua ricerca. Ne emerge il ritratto di un uomo in continuo divenire, capace di migliorarsi, di mettersi in discussione, di tendere sempre a una verticalità interiore.

Al centro dell’allestimento, uno spazio ottagonale accoglie il pubblico in un’esperienza immersiva: cinque videoclip originali e cinque brani iconici vengono riproposti in Dolby Atmos, come ha spiegato Calcara, con un sistema di ascolto che scompone e redistribuisce il suono, restituendo una profondità quasi orchestrale. Un ascolto che non è solo tecnico, ma emotivo, fisico, totalizzante. Intorno, materiali rari e inediti: fotografie, scritti, copertine, oggetti personali, abiti di scena. Tracce che raccontano l’artista e l’uomo, la sua curiosità, la sua ironia, la sua semplicità unita a una profonda spiritualità. Una figura che rifuggiva le etichette, pur incarnando per molti un riferimento imprescindibile.

Franco Battiato

Durante la conferenza stampa, Grazia Cristina Battiato ha sottolineato l’importanza di trasmettere questo patrimonio alle nuove generazioni , a partire dai suoi figli, attraverso il lavoro della Fondazione: un invito a non fermarsi al successo materiale, ma a coltivare una crescita interiore, a cercare un’evoluzione che parta dallo spirito. Un’altra vita  è dunque un’esperienza da attraversare con tempo e attenzione. Una mostra che chiede di essere vista, ascoltata, sentita “nel cuore”, abitata. Perché Franco Battiato, ancora oggi, continua a indicarci una direzione possibile. E a ricordarci che la bellezza, quella autentica, è sempre una forma di responsabilità.

«[…]  La linea orizzontale, ci spinge verso la materia. Quella verticale verso lo spirito »  – Inneres Auge, Franco Battiato.

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Franco Battiato Un’altra vita mostra monografica sulla figura artistica di Franco Battiato, a cura di Giorgio Calcara e Grazia Cristina Battiato, MAXXI – Spazio Extra dal 31 gennaio al 26 aprile 2026

Foto ©Grazia Menna

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