di Ester Campese

 

Un salto indietro al tempo della dolce vita, perché no? L’occasione ce la fornisce il fotografo Rino Barillari attraverso la mostra “Rino Barillari una vita da paparazzo”. La mostra patrocinata dal Comune di Todi è visitabile in quella che è per antonomasia la città degli arcieri. Ed è una similitudine che calza bene per questo paparazzo;  come un arciere ha saputo far centro con una serie di sue fotografie che hanno fatto la storia e di cui circa una trentina sono state esposte in questa mostra.

Organizzata da Todimmagina in collaborazione con  Agenzia Rosebud2 , il festival di fotografia contemporanea, con scatti fotografici rigorosamente tutti in bianco e nero, ci offre una panoramica di quella che era appunto la dolce vita, fino ai giorni nostri della pandemia, in quanto ancora oggi Barillari è attivissimo.

Una curiosità che ci porta all’etimologia della parola dolce vita che ha una duplice valenza. La parola, ripresa dal titolo del noto ed omonimo film di Federico Fellini, “La dolce vita”, deriva sia dall’attore Giò Stajano, che interpretava il personaggio del dandy Pierone, che indossava in una scena proprio il fatidico maglioncino a collo alto, ma anche perché in quel periodo prediligeva vestirlo, al di fuori del set, anche il protagonista del film: Marcello Mastroianni.

In quella che dunque appariva un dolce epoca, vissuta non soltanto in Via Veneto, ritroviamo uno scatto proprio di Mastroianni con Sofia Loren, ma tanti sono i personaggi, in questa carrellata fotografica,  protagonisti, di quella straordinaria epoca dagli anni sessanta in poi.

Come farsi sfuggire lo scatto con Alberto Sordi e la principessa Soraya, Ursula Andress con il bel Fabio Testi,  la coppia più famosa e più chiacchierata della Hollywood  dell’epoca, Richard Burton e Liz Taylor, proseguendo con Frank SinatraAnita Ekberg, l’iconica Lady DianaBrigitte Bardot e persino Robert Kennedy a passeggio con Rudolf Nureyev e Papa Giovanni Paolo II° che gioca a bocce.

La maestria del King Barillari ha saputo riprendere anche attimi meno felici, ma importanti per la nostra storia, come l’arresto di Ali Ağca dopo l’attentato al Papa, o i tragici momenti del ritrovamento del corpo di  Aldo Moro in via Caetani. Non vi sveliamo tutto il percorso espositivo che davvero merita di esser visto e vissuto fino a giungere ai nostri giorni in cui uno scatto, che conclude la mostra e che ci riempie di speranza ed amore con il bacio ad un matrimonio che teneramente viene scambiato tra moglie e marito, nonostante le mascherine.

La mostra fotografica interattiva è completata da una video intervista del fotografo e dalle registrazioni audio , per alcune fotografie munite di QR code associato, che arricchisce quegli scatti con un suo personale commento. Quel giovane quindicenne di strada ne ha davvero fatta tanta, collaborando nel tempo, con i due quotidiani principali: Il Tempo ed  Il Messaggero ed ha ottenuto tantissimi riconoscimenti tra i quali è stato anche insignito docente honoris causa, in Cina, alla Xi’an International University, dove tra l’altro ha tenuto lezioni di fotogiornalismo.

La mostra, il cui progetto e curatela è stato seguito da Marcello Mencarini e ha visto come IT manager Cristian Pozzer, si concluderà domenica 23 maggio.

 

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