di Claudio Riccardi

 

Al Teatro Golden di via Taranto è in scena fino a domenica 6 marzo Stremate …Ultimo Atto?, il quinto e (forse) conclusivo capitolo della Saga Teatrale delle “Stremate” (Parzialmente Stremate, Stremate dalla Luna, Le Bisbetiche Stremate, Tre Stremate e un maggiordomo, Stremate: Ultimo Atto?). Un acclamato esempio di teatro brillante a tinte rosa che pone la lente sul complicato mondo della donna di oggigiorno. Ne mette in mostra gli aspetti più intimi ma al contempo più quotidiani. Tra l’esilarante, lo spietato e il grottesco, si tratteggiano la fragilità, la forza, la profondità e l’ilarità del genere femminile. Dubbi, crisi, schermaglie, umori palpitanti e frenesie goliardiche, nel ricordo delle grandi aspettative della giovinezza. Donne che nascondono le loro paure, rifugiandosi in una comicità violenta e spassosa. Le protagoniste sono quattro volti noti della comicità: Milena Miconi, attrice televisiva e teatrale, “fu” soubrette del Bagaglino; Beatrice Fazi, la “tata” del Medico in Famiglia, prolifica attrice teatrale e presentatrice televisiva; Giulia Ricciardi, autrice di grande esperienza di commedie a tema femminile, One Woman Show, monologhista a Zelig e Colorado; infine, last but non least,  Marta Zoffoli, nota attrice televisiva e cinematografica, con partecipazioni in film e serie TV di grande successo. Un poker d’assi brioso e divertente, sostenuto dalla precisa regia del pluripremiato Patrizio Cigliano.

Lo stile narrativo della Ricciardi, cha ha curato la scrittura, conferma una narrazione cinematografica e molto dialogata. Tra le chiacchiere spontanee di tre amiche sincere, tra un battibecco e una risata, c’è spazio per scavare nelle profondità emotive di tre signore ormai vecchie, parcheggiate in una casa di riposo, piene di acciacchi, di vuoti di memoria, e soprattutto sole. Fingono serenità, allegria, leggerezza, ma in tutte e tre è ora evidente la parabola discendente della vita, il bilancio di un’esistenza che irrimediabilmente volge al termine.

Incastonato in questo atto unico vi è anche un giallo, di cui è artefice la tetra governante della residenza per anziani. Il testo è molto toccante nella sua forte linea “esistenziale” e raggiunge una verità agrodolce. In platea si sorride, tanto, e si riflette, altrettanto.

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