di Miriam Bocchino 

 

“The Renaissance of Performing Arts è il nome del nuovo progetto fotografico di Luca Vantusso, noto fotografo di scena.

Il racconto è nato per esporre, attraverso il connubio tra le arti dello spettacolo e la fotografia, con il sostegno della moda, la vita sospesa del lockdown in cui l’esistenza artistica e culturale del Paese ha subito una drastica cancellazione per far fronte all’emergenza sanitaria e alla sofferenza. La speranza, tuttavia, in Luca Vantusso, si è manifestata, nonostante la tragicità del momento, conducendolo all’ideazione di una narrazione, nata per dare voce e corpo, attraverso le immagini, agli operatori dello spettacolo, relegati in un costretto “mutismo dell’arte”. Si è avvalso in questo dell’ausilio di tre artisti del mondo del teatro, della danza e della musica: Virna Toppi, prima ballerina del Teatro alla Scala di Milano e del Bayerisches Staatsballett di Monaco, Riccardo Sinisi, noto performer, ora impegnato in CATS di Lloyd Webber a Vienna e Fabio Buonarota, importante musicista e tromba solista di Mario Biondi nel tour internazionale. 

“Il progetto è stato concepito durante le prime fasi del lockdown, periodo che ha visto in breve tempo le cancellazioni di tutti gli spettacoli programmati. Il mio calendario per il 2020 era composto da eventi sui palchi di mezza Europa e fin dall’inizio dello stato di emergenza apparì evidente che il fermo che ne sarebbe scaturito avrebbe pesantemente influito non solo su noi operatori ma su tutti i componenti del mondo dello spettacolo. Il pensiero è subito corso a tutti gli addetti di questa realtà che, a partire da quella data, non hanno potuto lavorare in seguito alla chiusura dei teatri e alla cancellazione di ogni tipo di evento con pubblico. Chi meglio di tre artisti, Riccardo, Virna e Fabio sono stati magici in questo, per mostrare come le tre categorie hanno interpretato ciò che è successo, evidenziando il percorso che li ha segnati? Dalla sofferenza e costrizione iniziale sono passati per la reazione e successivamente sono giunti all’energia che li ha portati all’inizio della ripresa. Ripresa che ancora segna la nostra vita, ben lungi dall’essere tornata alla normalità.” Queste le parole di Luca Vantusso in merito all’ideazione del progetto fotografico.

La storia è narrata attraverso cinque “quadri”, raffiguranti le differenti evoluzioni del percorso: La Costrizione e il Disagio”, “Il Risveglio e la Consapevolezza”, “La Forza e la Decisione”, “L’Energia e la Performance” e “La Gioia e la Ripresa”.

Gli artisti, nello sviluppo del racconto, dopo uno stato iniziale di completa apatia, in cui ingabbiati in abiti ingombranti sono sofferenti per lo stato di immobilità in cui versano, iniziano a reagire, spogliandosi dalle costrizioni e liberandosi delle vesti che li tengono prigionieri, fino a giungere al mutamento e al desiderio di tornare a esprimere la propria creatività, grazie alla gioia per la ripresa che è sopraggiunta nel loro animo. Gioia che è tangibile ma non si è ancora manifestata giacché come afferma Luca Vantusso: “l’autunno sarà una fase che segnerà profondamente tutti gli operatori dello spettacolo e non solo. C’è solamente da augurarsi di poter superare questo periodo e di riuscire a rimanere in piedi con la forza e l’energia per riprendere una vita più soddisfacente. Ho la speranza che i 5 quadri possano servire a rappresentare il giusto iter da seguire per uscire dall’apatia con la necessaria speranza.”

Il progetto è una cartolina dello stato di fatto e potrebbe diventare una mostra itinerante ma vuole anche essere, per il fotografo, l’avvicinamento tra il mondo della moda e quello dello spettacolo, per creare collaborazione tra gli artisti e i brand. I capi d’abbigliamento indossati per il racconto, infatti, sono della Maison Koché e di alcuni stilisti emergenti che, grazie alle loro creazioni, hanno reso viva la storia, esaltandone il significato. La collaborazione è capostipite del prossimo progetto di Luca Vantusso, la LKV Artist Management, il cui scopo sarà, appunto, di mettere in contatto danzatori, attori e musicisti con il mondo della moda.

“The Renaissance of Performing Arts” è l’esplicazione di come il mutamento possa essere il fautore di un cambiamento prolifico, senza “annullare” ciò che è stato ma traendone insegnamento. Concetto che emerge dalle parole conclusive dell’artista: “la situazione è ancora molto difficile ma la mutata visione della vita porta a spostare gli obiettivi rispetto a prima e, in un certo modo, a dare più valore alla libertà di movimento e di azione. Ritengo che la pianificazione e la poliedricità ci aiuteranno a migliorare il nostro lavoro”.

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