Tanto cinema tra Montecarlo e Cannes e in mezzo il ricordo del piccolo grande Rascel

Anche il Festival di Cannes è stato inevitabilmente coinvolto dalla guerra in Ucraina e quindi per ragioni di opportunità via la “Z” dal film del regista francese premio Oscar Michel Hazanavicius, scelto per inaugurare fra pochissimi giorni la 75a edizione della rassegna francese.

La pellicola girata a inizio anno parla ironicamente di “zombie” e rende omaggio a quel cinema francese di serie “B” a basso costo degli anni settanta con attori del calibro di Bérénice Bejo e Romain Duris. Ora dopo la protesta dell’Istituto Ucraino di Cultura che ravvisava nel titolo “Z” da un paio di mesi tristemente noto come simbolo dell’invasione militare dell’Ucraina da parte dei Russi, il film adesso si chiamerà’ Final Cut  per il mercato internazionale e nella versione francese Cupe e speriamo sia finita così!

Intanto Cannes ha ufficializzato la nomina delle attrici italiane Jasmine Trinca come membro della giuria del concorso ufficiale che sarà presieduta dall’attore francese Vincent Lindon e Valeria Golino Presidente di quella che giudicherà i film nella sezione Un Certain Regard.

Cannes   ricorderà anche Jaques Perrin scomparso recentemente a 80 anni, tra i protagonisti di Nuovo cinema paradiso, di Tornatore e una carriera costellata da tanti successi anche in teatro. In Italia lo ricordiamo in film come La ragazza con la valigia al fianco di Claudia Cardinale e Cronaca Familiare al fianco di Marcello Mastroianni entrambi diretti da Valerio Zurlini. Jaques Perrin è stato premiato ben due volte come migliore attore alla Mostra del Cinema di Venezia per Un Uomo a metà e per il film spagnolo La Busca. Nel 1977 produsse Il Deserto dei Tartari accanto a Giuliano Gemma e Vittorio Gassman. Fra i film girati in Italia ricordiamo In nome del popolo sovrano di Luigi Magni.

Con la primavera il cinema libero dal covid (speriamo), in attesa di Cannes al via il prossimo 15 maggio, ritrova le sue passerelle a cominciare dal Festival de là Commedie di Montecarlo appena concluso giunto alla 19a edizione  dove sono state presentate otto commedie in concorso provenienti da tutto il mondo. Fra gli eventi le anteprime di Tapirulàn il film che segna il debutto nella regia di Claudia Gerini e Lasciarsi un giorno a Roma di Edoardo Leo. La giuria presieduta dal regista americano premio Oscar Paul Haggis ha attribuito due premi speciali alla carriera a Stefania Sandrelli e Luca Argentero. «Oggi più che mai la leggerezza può avere almeno nel cinema una funzione sociale», ha detto Ezio Greggio, attore, regista, mattatore televisivo, ideatore e Direttore artistico del Festival da oltre vent’anni.

E a Roma a proposito di leggerezza ma anche di bravura E’ arrivata la bufera, celebre canzone scritta e interpretata dal grande Renato Rascel che dava il titolo anche ad uno spettacolo di rivista al teatro Brancaccio di Roma ridicolizzando l’occupazione nazista del 1943.  Rascel si dice, dovette fuggire alla fine dello spettacolo, tra gli applausi dal pubblico per evitare di essere arrestato. Renato Rascel ha interpretato tanti film fra cui capolavori come Policarpo, ufficiale di scrittura diretto da Mario Soldati e Il Cappotto di Lattuada tratto dal racconto di Gogol, tanta televisione, tante canzoni composte e portate al successo come Romantica (portata al successo da Tony Dallara) e Arrivederci Roma. All’indimenticato attore romano, Elisabetta Castiglioni ha dedicato un romanzo di 400 pagine ricco di episodi inediti, curiosità, materiale fotografico in cui si ripercorrono le fasi della sua straordinaria carriera, quella di un grande artista il cui nome resta indelebile nella storia dello spettacolo italiano. Non a caso quando lo andai a trovare nella sua bella casa sulle colline della Flaminia a Roma, sui tavoli del salotto la sua adorata compagna Giuditta Saltarini (Renatino era piccolo) mi fece notare in una elegante cornice d’argento la foto sorridente con dedica di un suo grande fan: quella di Charlie Chaplin.

Ma a Cannes arriverà anche l’attrice feticcio del regista Pedro Almodovar, Rosy De Palma attrice riconosciuta in tutto il mondo per la sua originalità e per il suo carisma e un viso che avrebbe fatto felici artisti come Picasso o Fellini. In passato in concorso a Cannes con Entreinte Brisée, Juliette e soprattutto con L’uomo che uccise Don Chisciotte di Terry Gilliam. E sarà’ ancora una donna a presiedere la giuria de La camera d’or per la miglior opera prima di questa 75a edizione che nella sezione Classic non mancherà di stupire con la presentazione delle copie restaurate di film leggenda come Sciuscià di Vittorio De Sica, Il Processo” di Orson Wells e L’Ultimo valzer di Martin Scorzese.

Intanto a Roma il Presidente Mattarella ha reso omaggio al mondo del cinema italiano riunito per la cerimonia dei David di Donatello in diretta dagli studi di Cinecittà e condotta da Carlo Conti affiancato da Drusilla Foer. Tanti volti noti da Sabrina Ferilli premiata con il David Speciale alla carriera a Giovanna Ralli anche lei premiata per la carriera (ben 70 anni iniziati proprio a Cinecittà). Fra i film premiati E’ stata la mano di Dio di Sorrentino (miglior film), Freaks Out di Mainetti (ben sei statuette) e Ariaferma di Leonardo Di Costanzo. Fra gli attori la prestigiosa statuetta è stata assegnata a Swamy Rotolo per A Chiara di Jonas Carpignano Silvio Orlando per Ariaferma

«Bisogna costruire il futuro del cinema», ha detto il Presidente. Parole accolte con speranza dal settore che piange un’assenza di pubblico nei cinema senza precedenti.

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