di Claudio Riccardi

 

A poche decine di metri dal Colosseo, in quella che per secoli fu la cappella di un convento, si trova un piccolo e pittoresco teatro. Esiste dal 1997 e si chiama Ivelise, dal nome della sua fondatrice, la regista Ivelise Ghione. Poco prima di venire a mancare, ha passato il testimone a Brenda Monticone Martini, che facendo fede a una promessa ne ha mantenuto il nome. L’attuale responsabile dello spazio nella vita è anche tanto altro: architetto, giornalista, autrice e attrice. Insomma, una forza della natura.

E proprio come attrice, a 8 anni dal suo ingresso alla direzione, Morticone Martini dal 13 al 15 maggio si è esibita per la prima volta sul palco del suo Ivelise. Taglio la corda è il titolo dello spettacolo, scritto a quattro mani insieme a Maria Letizia Avato. Per la regia di Marco Belocchi.

Una pièce divertente e irriverente. Sul palco Monticone Martini, nei panni di Marisa, e la bravissima Silvia Grasso in quelli di Domitilla. Due donne adulte che si trovano alle prese con il reset delle rispettive esistenze. Improvvisamente sulla strada, bagaglio in mano e in fuga da un primo tempo della vita piuttosto fallimentare. Tra sentimenti repressi, routine famigliari soffocanti, incomprensioni, ruggine.

Tagliano, appunto, la corda. Paiono il bianco e il nero, gli opposti. Acide, mal si sopportano. Su quel ciglio ai bordi della città, reso efficacemente dall’impianto scenografico, Marisa e Domitilla però trovano anche dei punti di contatto. Si avvicinano, per mezzo dei racconti e delle avventure tragicomiche che lungo il percorso della narrazione si trovano a vivere. Sono sole e dunque si fanno forza, diventano amiche e fanno squadra. Entrambe trovano nell’altra qualcosa che manca nel proprio intimo, e che fa aprire gli occhi. Nuove prospettive di vita, un secondo tempo tutto da scrivere. Perché non è mai troppo tardi per ri-cominciare, l’importante è sentirsi vive e felici.

In sala il pubblico ride e di gusto. I dialoghi sono un concentrato di comicità, ironia e sarcasmo, Marisa e Domitilla sono affiatatissime, in certi passaggi ricordano il binomio Thelma&Louise. Comunicano umori e  personalità anche attraverso i costumi, che cambiano diverse volte in scena. Cambiano pelle, ripetutamente. Iniziano lo spettacolo da donne impaurite e “rosicone”, chiudono sorridenti e con il vento in poppa. Gioviali partner in crime.

Il loro viaggio nell’ignoto ha generato nuova linfa. Coraggio e determinazione che sono un messaggio di speranza per tutti gli individui, donne e uomini, bloccati in situazioni personali trascinate nell’abitudine e prive di entusiasmo. Tagliare la corda, si può. Anzi, a volte è necessario.

Condividi su: