CENERENTOLA al Teatro Ghione

Teatro Ghione

 

28 e 29 maggio 2022

 

CENERENTOLA

di Chiara Alivernini

Con

Jessica Ferro (la Matrigna)

Elisa Forte (Cenerentola) - Cristiano D'Alterio (Il Principe)

e con Giorgia Paolini, Serena Olmi, Armando Puccio

Angela Pascucci, Chiara Alivernini, Simone Fabiani, Roberto Pesaresi, Francesco Sciascia 

Elisabetta Settimi, Samuel Di Clemente e Flavia Cattivelli

 e gli allievi della scuola di recitazione “Gli Incompleti”.

regia di Giuseppe Brancato

 

Tratto dalla favola dei fratelli Grimm per eccellenza “Cenerentola, l’incanto di una notte”sarà in scena al Teatro Ghione, di via delle Fornaci, i prossimi 28 e 29 maggio, scritto da Chiara Alivernini con la regia di Giuseppe Brancato, assistente alla regia Fabrizia Sorrentino.

Uno spettacolo che mette d’accordo grandi e piccini, adatto alla famiglia, ma anche a chi ha bisogno di sognare e di tornare bambino almeno per una serata, in totale spensieratezza.

Sul palco ad interpretare la Matrigna l’attrice romana Jessica Ferro, nel ruolo di Cenerentola troviamo Elisa Forte, mentre Cristiano D'Alterio è il bel Principe.

Un cast di tutto rispetto che vede la partecipazione di Giorgia Paolini (Anastasia la sorrelastra), Serena Olmi (Genoveffa la sorellastra), Armando Puccio (il Re), Angela Pascucci (la Regina), Chiara Alivernini (la Madrina), Simone Fabiani (l’Araldo), Roberto Pesaresi (il Sarto), Francesco Sciascia (lo Chef). A fare da corollario Elisabetta Settimi, Samuel Di Clemente e Flavia Cattivelli e alcuni degli allievi della scuola di recitazione “Gli Incompleti”.

Un mix di amore, magia e famiglia che rotea intorno ad un unico obiettivo: la realizzazione di un sogno.

Cenerentola che perde la scarpetta, una storia d’amore, una perfida matrigna, due odiose sorellastre, una coppia di simpatici sovrani, questa è la fiaba che tutti noi nella vita almeno una volta abbiamo visto al cinema, in televisione o ci è stata raccontata…

Gli spettacolari abiti di scena sia di Cenerentola  (Elisa Forte) che della Matrigna (Jessica Ferro), sono stati realizzati a mano dalla costumista Silvia Masci, in collaborazione conChiara Bocci. Si ringrazia la costumeria Costumepoche Srl e Bliz Costumi Roma.

Un’organizzazione capillare, un meccanismo perfetto, che strizza l’occhio alla sostenibilità ambientale e al riuso anche nelle scenografie, che vedono collaborazione dello scenografo Marco Papalia e dall'architetto Pierpaolo Giannuzzi con “Eventi di Cartone”, per i materiali utilizzati.

Sponsor dello spettacolo Venturini Ceramiche.

Allo spettacolo teatrale sono abbinati una serie di eventi collaterali su Roma, dedicati ai bambini, con la presenza di Cenerentola (Elisa Forte) e della Matrigna (Jessica Ferro), nei quali sarà organizzata una caccia al tesoro con un hashtag ad hoc #trovalascarpetta e non solo.

I primi due eventi si sono già svolti il 15 Maggio alla Scuola Nitti di Via Francesco Saverio Nitti e al Castello di Lunghezza al "Fantastico mondo del Fantastico".

 

Gli eventi successivi, invece, saranno nelle seguenti date:

22 Maggio  dalle 11.00 alle 16.00 al Museo Explora di Via Flaminia 82

22 Maggio dalle 17.30 alle 19.30 all'Acquario Romano Ordine Architetti a Piazza Manfredo Fanti 47

24 Maggio dalle 15.00 alle 16.30 alla  Scuola FATE TURCHINE Via Fornaci di Tor di Quinto 10

Per tutte le informazioni sugli eventi contattare il 3932812983.

E tu cosa aspetti a trovare la tua scarpetta?

 

Questo il trailer ufficiale dello spettacolo: https://youtu.be/0ub6rnjioz0


Gregory

Parola di Gregory. Una storia di famiglia al Teatro de’ Servi

 di Sofia Chiappini

 

In scena al Teatro de’ ServiGregory: una storia di famiglia” di Veronica Liberale per la regia di Nicola Pistoia.

Quella di Gregory è una storia che si propone di essere raccontata senza pietismo di sorta. Un intento apparentemente impossibile — e, nondimeno, riuscito — se si pensa che al centro di questa storia stanno le vicende di una famiglia, successivamente alla diagnosi del disturbo dello spettro autistico, che colpisce il piccolo Francesco (detto Gregory, in onore di Gregory Peck).
Nel vivace e sereno trambusto di questa famiglia che abita nel centro di Roma — quello verace e popolare, di cui ormai da tempo la città sta perdendo le tracce — la notizia inaspettata si accompagna alla difficoltà di comprendere cosa riservi il futuro.

La parola ‘normalità’ è dunque messa tra parentesi, in stallo, in favore della ricerca di nuove soluzioni di vita, più congeniali a quello che è il clima domestico così trasformato all’alba del nuovo millennio.

La storia di Francesco-Gregory è raccontata da Veronica Liberale, che oltre a interpretare la zia Fiorella, firma il testo, con la regia di Nicola Pistoia. Quest’ultimo costruisce una partitura scenica congeniale al testo, in cui a livello spaziale sono rese, mediante l’inserimento di una pedana a più livelli, le difficoltà della convivenza. La regia di Pistoia va incontro, inoltre, all’esigenze tipiche di una drammaturgia di stampo contemporaneo, che non prevede più le canoniche ‘entrate’ e ‘uscite’, in cui lo spazio scenico rimane condiviso seppure opportunamente distinto (nonostante appaia lecita l’ipotesi, che tale partitura fisica avrebbe potuto essere articolata in maniera ulteriore).

Nelle elucubrazioni spesso sconclusionate e paradossali del personaggio di Fiorella, che mette in scena le vicende di una studentessa irrimediabilmente fuori corso, troviamo un appiglio per comprendere la natura più profonda di “Gregory: una storia di famiglia”. Nel marasma caotico che anima una casa affollata, come quella di Luciana (Stefania Polentini) e Adriano (Armando Puccio), le interminabili telefonate di Fiorella con il suo tenace spasimante spaziano con ironia tra gli argomenti filosofici più in voga. E lo spettatore è indotto così a domandarsi che cosa sia, in fondo, questa ‘ontologia’ intorno a cui i due pseudo-intellettuali si affannano tanto. In fondo, lo studio dell’essere è, per sua stessa natura, anche lo studio di ciò che non è o di ciò che potrebbe essere e, invece, poi non è.

Detto in parole povere, chi si occupa di ontologia è oggi qualcuno che si interroga sul concetto di possibilità, di come quest’ultima non trovi più molto spazio nelle nostre esistenze, perché messa a tacere dall’ideale tecnologico di una vita spinta ferocemente verso il progresso.

In un’epoca in cui il relativismo ha preso tanto spaventosamente piede, la paura della malattia e del contagio anche solo possibile prendono, come è ovvio, il sopravvento. Pertanto, l’esperimento familiare messo in scena da “Gregory” assume un senso ulteriore, perché rappresenta, attraverso la comicità, un tentativo efficace di ribellione nei confronti di quella paura. Ammettere la difficoltà e il proprio spaesamento diventano le misure più efficaci per prevenire la discriminazioni sociali che possono colpire un figlio, che si riconosce come ‘diverso’. Queste sono, in fondo, le strategie messe i campo da genitori e nonni, che, nonostante le difficoltà, raccontano ognuno a loro modo, tra confessioni intime e momenti goliardici, timori e speranze.

Aspetto rilevante, tuttavia, del disturbo dello spettro autistico da cui Francesco-Gregory è affetto riguarda un ritardo nel linguaggio.

Questo rappresenta un primo campanello d’allarme che, oltre a costituire uno snodo fondamentale (non senza risvolti comici) della narrazione scenica, getta una luce sull’importante risvolto sociale contenuto nel testo. La parola di Gregory (interpretato splendidamente da Francesco de Rosa, che ci omaggia anche di un accompagnamento musicale non ingombrate e davvero efficace) è quel monito al sano esercizio del dubbio, che non scadendo nel pensiero del ‘complotto’, diventa strumento più efficace per l’ascolto dell’altro.

Gregory: una storia di famiglia - dal 17 febbraio al 6 marzo in scena al Teatro de' Servi

  • di Veronica Liberale
  • regia di Nicola Pistoia
  • con Francesco De Rosa, Veronica Liberale, Francesca Pausilli, Stefania Polentini, Armando Puccio, Francesco Stella
  • La Bilancia Produzioni presenta

GREGORY: UNA STORIA DI FAMIGLIA al Teatro de Servi

Teatro de’ Servi- Roma

 

Dal 17  febbraio al 6 marzo

Da Martedì a Sabato ore 20; Domenica ore 17:30

 

La Bilancia Produzioni

presenta

GREGORY: UNA STORIA DI FAMIGLIA

di Veronica Liberale

regia di Nicola Pistoia

con Francesco De Rosa, Veronica Liberale, Francesca Pausilli, Stefania Polentini, Armando Puccio, Francesco Stella

 

 

Debutta al Teatro de’ Servi dal 17 febbraio al 6 marzo, GREGORY: UNA STORIA DI FAMIGLIA, una commedia umana che tratteggia con toni leggeri e senza pietismo una sindrome difficile vissuta in famiglia, scritta da Veronica Liberale e diretta da Nicola Pistoia.

Roma, 1999 - La vita della famiglia Puracchio viene felicemente sconvolta dall’arrivo di un bambino: la fidanzata di Adriano, figlio di Maurizio, proprietario di una ferramenta, è incinta. Il lieto evento viene accolto con entusiasmo da tutti i suoi componenti, compresa nonna Luciana e zia Fiorella. Nella vecchia casa familiare, all’interno di un quartiere popolare, che è un po’ come un paese, l’intera famiglia trascorre la propria vita fatta di tensioni sopite, sogni accantonati, paure nascoste, in nome di un’ esistenza normale e dignitosa.

Il piccolo Francesco, figlio di Adriano e Tamara, nato all’inizio del nuovo secolo, viene salutato come il bambino del futuro, colui al quale ciascun membro della famiglia cercherà di trasmettere qualcosa: Nonno Maurizio la sua ferramenta, Papà Adriano la sua passione per il calcio, zia Fiorella la sua visione del modo, Nonna Luciana i suoi ricordi di gioventù (legati a un vecchio poster di Gregory Peck che incombe sulla scena) e soprattutto i sogni più belli di mamma Tamara. Le aspettative sembrano infrangersi con la scoperta graduale che il nuovo arrivato sembra comportarsi in modo strano, quasi incomprensibile e poi con la consapevolezza della sua diversità. Di fronte a un evento così destabilizzante il castello di carte costruito dalla famiglia negli anni è costretto a cadere, ciascuno è chiamata a mettersi in discussione, a morire dentro per poi rinascere più forte e migliore di prima.
“Gregory: storia di una famiglia” è uno spettacolo che, sullo sfondo di una società che sta cambiando il suo modo di comunicare, con l’avvento di internet e dei social, ci accompagna con toni leggeri, rifuggendo da qualsiasi forma di pietismo, nelle fasi della scoperta di un figlio diverso, autistico con le sue caratteristiche e il suo modo tutto speciale di relazionarsi.
Una commedia umana che da la sua visione e il suo piccolo contributo nella descrizione di una sindrome difficile da comprendere e da descrivere. Una storia che cambia e travolge la vita dei protagonisti, le cui vicende, raccontate sempre con sorriso e ironia, ci portano a riflettere su una società molto spesso non inclusiva e sull’inconsistenza e la vacuità, che si cela dietro il concetto di normalità.