di Tonino Pinto*

 

 

Bette Davis classe 1908 è stata una delle maggiori attrici della storia del cinema hollywoodiano. La prima grande amica della nostra immensa Anna Magnani, quando andò’ ad Hollywood spinta dal drammaturgo Tennessee Williams per interpretare quella “Rosa tatuata” che gli fece conquistare il 21 marzo del 1956 un Oscar. La Davis, esordì giovanissima in teatro a Broadway per poi approdare ad Hollywood negli anni trenta, grazie al successo ottenuto con uno dei suoi primi film “Schiavo d’amore” di John Cromwell, riuscendo subito ad imporsi come star di prima grandezza. Tra i suoi film “Tentazioni” di Michael Curtiz, ”La foresta pietrificata” di Archie Mayo, ”La figlia del vento” di William Wyler con il quale ebbe anche una breve storia sentimentale, ”Io ti salverò” di Anatole Litvak, ”Tramonto” di Edmund Goulding, ”Il Conte di Essex” al fianco del divo  Erroll Flynn, nei panni della Regina d’Inghilterra, diretta ancora da Michael Curtiz, ”Eva contro Eva” di Joseph Mankiewicz, tutti film di successo, prodotti dal leggendario Jack Warner uno dei tre fratelli fondatore della Warner  Bros, la grande major che aveva inventato il cinema sonoro e che aveva scritturato in esclusiva Bette Davis, che si affermò’ in quella Hollywood che si imponeva al mondo  con grandi attori come  Humphrey Bogart, Erroll Flynn, Gary Cooper, Van Heflin, George Brent e attrici come Katharine Hepburn, Gloria Swanson, Olivia De Havilland e Joan Crawford  con la quale interpretò  il famoso film “Che fine ha fatto Baby Jane”. Una stella quindi di prima grandezza che ottenne grandissimi trionfi, alternando la sua carriera con il teatro e la televisione, aggiudicandosi anche un Emmy Award per l’interpretazione della “serie” “L’Abisso”.

Bette Davis è stata la prima donna a venire eletta Presidente dell’Accademy degli Oscar e la prima attrice della storia a conquistare il record di dieci nominations che vinse due volte come migliore attrice protagonista nel 1936 per il film “Paura D’Amare” e nel 1939 per “Figlia del vento”. Le nominations le ottenne invece per capolavori come “Tramonto”, ”Ombre malesi”, ”Piccole Volpi”, ”Perdutamente tua”, ”La signora Skeffington”, ”Eva contro Eva”, film questo che gli fece vincere  anche la Palma D’oro al Festival Internazionale del cinema di Cannes nel 1962, ”Che fine ha fatto Baby Jane?”,  nomination all’Oscar che però’ vinse quell’anno Anne Bancroft e che ritirò per lei impegnata in un film, con uno stratagemma degno di un noir, nei confronti della rivale Joan Crawford, cementando una già chiacchierata antipatia fra le due divine dello schermo di allora. Nel 1999 l’American Film Institute ha inserito Bette Davis al secondo posto dopo Katharine Hepburn, nella lista delle star più’ grandi del cinema. Una vita quindi piena di sorprese, sacrifici, contrasti, successi, invidie, boicottaggi, cominciata negli anni trenta in teatro, pagandosi lezioni e studi facendo la cameriera nei ristoranti di New York. Per soldi posò perfino nuda per la scultrice Anna Coleman Ladd , fino a quando in uno dei tanti provini fu finalmente notata dal Jack Warner  che la scritturò per un film diretto dal grande George Cukor  “Broadway”. “Mia cara ragazza” gli disse il produttore, “hai il fascino di Stanlio e Olio messi insieme, ma ti scritturo lo stesso per il tuo notevole talento”. Di quel periodo Bette Davis raccontava in televisione nel 1971 a Dick Cavett, le difficoltà ed i sacrifici che ha dovuto sopportare prima di approdare al successo. ”Una volta, a furia di fare provini finii su un set dove come una sorta di vergine stesa su un divano, dovevo testare quindici uomini, tutti  giovani speranzosi attori come me che dovevano giacere sopra di me e darmi un bacio,  pure appassionato, pensai  di morire”.

Il primo film in assoluto per la Warner fu The Man Who Played God” era il 1932 e la critica scrisse che era nata una stella e la Warner estese il contratto inizialmente di un anno a cinque.  Lei ci rimase diciotto anni. La grande rivista Life gli dedicò una copertina dopo la prima ad Hollywood di “Schiavo d’amore e una critica che diceva: ”Abbiamo visto ieri sera un gran bel film e una grande performance di Bette Davis mai registrata sullo schermo da un’attrice americana”.  Un suo fans diventò John Fitzgerald Kennedy. Seguirono i successi di pubblico e critica anche per il film “Paura d’amare” dove interpretava da par suo una giovane attrice alcolizzata ed il potente New York Times la proclamò come una delle più grandi attrici di Hollywood e per quel film Bette Davis vinse anche il suo secondo Oscar. Carattere determinato poco incline ai compromessi, forte, grande lavoratrice, Bette Davis si sposò’ quattro volte, nel 1932 con l’attore Harmon Nelson, nel 1940 con Arthur Farnworth fino alla sua morte, dal 1945 al 1950 con William Grant Sherry dal quale ebbe la figlia Barbara, poi dopo il divorzio sposò l’attore Gary Merrill con il quale adottò i figli Michael e Margot. Preoccupata della qualità dei successivi film che la Warner le proponeva, convinta che la sua carriera potesse essere danneggiata, nel 1937 accettò un’offerta per apparire in due film in Inghilterra cosciente del fatto che così facendo avrebbe commesso una grave violazione al contratto d’esclusiva ancora in essere con la WB. Fuggì in Canada portando il suo contenzioso in tribunale. Nel difendere gli interessi lesi della Warner, l’avvocato disse alla corte con un pizzico di ironia: ”La signora Bette Davis è una signorina birichina, in fondo tutto quello che vuole sono compensi maggiori”.  Tornò poco tempo accolta come una regina a lavorare per la Warner interpretando film come ”Le cinque schiave” di Lloyd Bacon dove interpretava il ruolo difficile di una prostituta che finisce sfregiata in un dramma di gangster, ispirato al caso del mafioso Lucky Luciano e per quel film  vinse la Coppa Volpi come migliore attrice alla Mostra del Cinema di Venezia.

Ormai considerata la stella più redditizia della Warner e la Diva assoluta della Majors, continuo’ a recitare in ruoli prevalentemente drammatici dove veniva ripresa spesso con dei primi piani che zoomavano ed esaltavano i suoi bellissimi occhi, un vero distintivo della sua bellezza a tal punto che negli anni settanta le fu dedicata una canzone dal titolo “Bette Davis eyes” scritta e incisa dalla cantuautrice Jackie DeShannon  e portata al successo nel 1981 da Kim Carnes. Nel 1961 tornò richiestissima a recitare in teatro a New York con “La notte dell’Iguana” pièce scritta per lei dall’amico drammaturgo Tennessee Williams, lo stesso che nel 1956 gli aveva presentato Anna Magnani dopo che la Davis come tanti rimase colpita dal film di Rossellini “Roma città aperta” e fu proprio durante le repliche in teatro che la venne a trovare la nemica Joan Crawford , che gli propose di interpretare con lei “Che fine ha fatto Baby Jane?”.  La Davis accettò solo dopo aver letto il romanzo a cui il film si ispirava ed ottenne dalla Warner un contratto con tanti zeri, il film diretto da Aldrich comandò nelle sale per parecchie settimane il box office superando gli incassi perfino di “Psyco” di Hitchcock. ”L’Italia mi mette allegria e voglia di vivere” così disse agli amici quando arrivò a Roma scritturata con Joseph Cotten da Dino  De Laurentiis per interpretare “Lo scopone scientifico” al fianco di Silvana Mangano e Alberto Sordi.  In precedenza  era già stata’ in Italia per girare un film con Damiano Damiani dal titolo “La noia”. Morì a Parigi il 6 ottobre del 1989, aveva 81 anni ed era molto malata. Restano i suoi film e quegli occhi che hanno rapito il mondo. Una grande donna.

 

* Critico cinematografico e letterario, giornalista, dal 1976 inviato speciale RAI (TG1, TG2, TG3, TG3 Regionale, Rete Uno, Rete Due, Rete Tre) per Cinema, Spettacolo, Costume

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