di Tonino Pinto*

Festival in emergenza” titolava un importante quotidiano, riferendosi al vasto universo del cinema e commentando con una bella foto tratta da alcune scene del film “Le sorelle Macaluso” di Emma Dante, uno dei quattro film italiani selezionati in concorso ufficiale alla prossima 77esima Mostra del Cinema di Venezia che si inaugurerà il prossimo 2 di settembre. Ma questa foto si riporta, ci riporta anzi ad un altro importante Festival che ieri ha acceso i riflettori sulla cinquantesima edizione appunto del Festival del Cinema dei ragazzi di Giffoni, di cui vi abbiamo già dato notizia e che fino al 29 agosto ospiterà oltre 600 giovani provenienti da tutto il mondo, in rappresentanza della prima parte di un evento che quest’anno,  per colpa del covid-19  si è dovuto suddividere in quattro segmenti, dai 16 18 anni fino ai più piccoli che saranno ospitati come  tradizione nelle case della città di Giffoni in dicembre, per passare insieme alla fine dell’anno. Quella foto tratta da un bel film che rappresenterà l’Italia a Venezia sembra proprio scattata ripresa al festival di Giffoni, perché rappresenta la gioia e la speranza con la terra che è il tema del Festival di Giffoni di quest’anno, con i sorrisi aperti, sinceri, innocenti e felici di un gruppo di giovani che corrono verso la vita. E da Giffoni da dove vi scriviamo, apre le porte anche al suo passato, esponendo in vetrina in una delle moderne sale della” Multimedia Valley”, i documenti storici a partire dal 1973 che testimoniano il cammino di una formula che si ripropone anche in tanti paesi del mondo: dal Brasile al Qatar, in Europa e anche ad Hollywood. Tra le curiosità la storica lettera del regista François Truffaut che poi è diventata anche il simbolo di questo festival, la corrispondenza con il presidente Premio Nobel Gorbačëv, che visitò con il Nobel Lech Walesa e il premio Oscar Dino De Laurentiis, Giffoni. Il proiettore che il famoso regista premio Oscar Michelangelo Antonioni donò al Festival insieme a quello che al presidente Giulio Andreotti donò a Giffoni e che aveva ricevuto dall’ambasciatore americano alla prima mondiale di “Quo Vadis”. In vetrina anche alcuni disegni originali del papà di “E.T.”, il premio Oscar Carlo Rambaldi, e uno spartito anche dell’indimenticabile maestro Ennio Morricone, ma sono tantissimi i documenti che sono in vetrina.

Oggi al Giffoni con i film come “Just Kids” una produzione franco svizzera che il regista e sceneggiatore Christophe Blanc dedica alla avventurosa vita di tre giovani fratelli che restano improvvisamente orfani e che naturalmente devono affrontare la vita. É un bel film che racconta come si può costruire un futuro uniti quando Il passato è diventato un’ossessione. Giovane ma con numerosissimi titoli al suo attivo considerata uno dei volti più promettenti del cinema italiano, rivelatasi con le serie televisive  di “Gomorra”, “Di padre in figlio” ma soprattutto con il film di Paolo Virzì il “Capitale umano “a fianco di Fabrizio Bentivoglio, per il quale è stata premiata con un  prestigioso Nastro d’argento, e un Ciak d’oro tra gli altri, oggi la star del Giffoni sarà Matilde Gioli a cui i ragazzi più 16 e più 18 consegneranno in una cerimonia  alla Sala Truffaut il premio Giffoni Award 2020. Ma si fa già la fila per accreditarsi ad un’intervista con lo sceneggiatore cartoonist Tito Faraci, autore con il disegnatore Wally di “Un sogno chiamato Giffoni” un vero gioiello fumetto che sarà presto in libreria, una “graphic novel” appunto di cui già si parla molto, dedicata proprio ai 50 anni del Giffoni.

 

 

INTERVISTA AL PRESIDENTE DEL GIFFONI FESTIVAL: PIETRO RINALDI

 

Se ci sono due anime al Giffoni Film Festival sono identificabilissime, uno è il direttore artistico  Claudio Gubitosi che ha inventato questa formula, l’altro è il presidente Pietro Rinaldi perché è un industriale e quindi ha messo a disposizione del Giffoni tutta l’esperienza da imprenditore, perché c’è poco da fare Giffoni è diventato un’industria.

Ciao Tonino, è sempre un piacere vederti dopo tanti anni trascorsi insieme, abbiamo in qualche modo creato un percorso.  Sì è vero io con Claudio Gubitosi ho condiviso tanti anni, tanti progetti, stiamo condividendo il futuro e ti posso dire che sono orgoglioso di essere presidente e nello stesso tempo ho messo a disposizione il mio know-how all’interno di un’industria culturale quella di Giffoni Opportunity. Stiamo creando nuove opportunità ai giovani grazie ad un nuovo progetto, la creazione di  venti start-up quest’anno,  anche se il Covid ci ha molto limitato a causa delle restrizioni. Ma noi stiamo portando avanti queste idee e questi progetti per dare la possibilità ai giovani di crearsi un posto di lavoro, di mettersi in discussione e creare un indotto culturale, industriale e cinematografico intorno al Giffoni Opportunity.

 

Tutto questo accade nel mezzogiorno d’Italia, a quante persone da lavoro il Festival di Giffoni tutto l’anno?

Tutto l’anno ci sono circa 100 persone che girano intorno alla macchina del Festival  durante gli eventi arriviamo a 500 persone.

 

Questo naturalmente pianificare il futuro anche a livello economico e a livello finanziario. È vero che si sta pensando ad una fondazione?

Si si sta pensando di una fondazione per cercare di renderla autonoma, perché noi viviamo soprattutto di fondi europei e di fondi regionali e ministeriali. Cerchiamo privati per entrare a far parte di questa fondazione e ci auguriamo che nei prossimi cinque anni di creare un futuro migliore per tutti i giovani che credono in Giffoni è che in qualche modo immagino nella loro mente di creare un’opportunità sia per loro che per la nostra Giffoni

 

Quanto resta di Pietro Rinaldi industriale e di Pietro Rinaldi innamorato del cinema? Chi è che vince?

Entrambi, ti assicuro. Perché io sono innamorato del mio lavoro e sono innamorato anche di Giffoni, perché sono nato all’interno di Giffoni, sono entrato come consigliere di amministrazione tanti anni fa e sono 7 anni che sono presidente al fianco di un grande uomo, di una grande mente che è Claudio Gubitosi.

 

Possiamo dire  che il Festival di Giffoni ha contribuito a far diventare una vera città Giffoni.

Si, Giffoni è completamente cambiata anzi si è trasformata e ne approfitto anche per ringraziare il nostro sindaco Antonio Giuliano, una persona molto attenta a fianco a noi che ha creduto in noi ancora una volta, con tutte queste restrizioni del covid in atto, ha dato il massimo, noi abbiamo dato il massimo cercando di rispettare tutte le regole possibile immaginare

 

 

 

 

* Critico cinematografico e letterario, giornalista, dal 1976 inviato speciale RAI (TG1, TG2, TG3, TG3 Regionale, Rete Uno, Rete Due, Rete Tre) per Cinema, Spettacolo, Costume.

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