di Tonino Pinto*

 

 

E’ morta a Parigi nel 2017. Un grande regista spagnolo parlando di lei come il trasgressivo visionario Luis Bunuel, il papà di Veridiana ,uno dei suoi film feticcio, la definì un concentrato di femminilità e sensualità che da vicino e sullo schermo riusciva a rapire chiunque.L’ultima volta che la vidi per una lunga intervista per il TG1 della Rai, fu in una suite dell’hotel Adlon di Berlino durante la Berlinale cinema.

Quando arrivo sull’ improvvisato set, avvolta in un tailleur tutto rosa, l’aria che spostava camminando con passi felpati, ci inondò del suo inquietante profumo come una nuvola magica come lei, Jeanne Moreau, occhi grandi e neri, come le calze che le fasciavano le gambe; il tutto condito da un sorriso da pantera, appena ostacolato da un bocchino d’avorio nero che bruciava una sigaretta con voluttà e boccate di fumo che finivano sul viso del sottoscritto cronista.

 “Che effetto le fa?” le chiesi, giusto per spezzare l’incantesimo ricevere dopo una carriera che l’ha vista protagonista sullo schermo con autori del calibro di Orson Wells, Antonioni, Louis Malle, Truffaut,”Che effetto le fa ricevere un Orso d’oro alla carriera? “Di solito” mi rispose guardandomi negli occhi “i premi sono per usare la stessa metafora del bravo Tom Hanks in Forrest Gump: sono come cioccolatini non sai mai se li hai meritati

“Gli amanti”, “Ascensore per il patibolo”,  “La sposa in nero”,  “Moderato cantabile”,  “Nikita”,  “Viva Maria”,  “Jules e Jim”, ha lavorato perfino in coppia con la “Marianne de France”  Brigitte Bardot in “Viva Maria “, ci ha subito unite una grandissima amicizia  e una comune  visione della vita, uomini inclusi.  Ci divideva sul set e nel privato solo una cosa: Io fumo lei no. Lei è stata ed è una delle attrici francesi più popolari nel mondo intero, cantante e adesso anche regista con un bagaglio artistico di oltre 130 film è stata diretta da miti sacri come Bunuel come dicevamo Wenders, Truffaut . “Qual è il film che conserva fra i suoi ricordi?” “Tutti caro amico tutti, dal primo all’ultimo”. “Ogni film mi ricorda un set, un compagno di lavoro”.  “I set sa, sono come tante famiglie convivi ogni volta per settimane, alle volte per mesi con persone diverse che lavorano, si odiano, si amano, insomma vivono, insomma è una vita aggiunta”.

Lei ha avuto mariti straordinari fra i quali il regista William Friedkin (Il braccio violento della legge e L’esorcista tanto per citarne qualcuno), che ha amato moltissimo così come gli altri. “ Io amo moltissimo il mio passato, e i miei mariti ,ma soprattutto amo il mio unico figlio Jérôme Richard”.

Quello della cantante è un ruolo artistico nuovo o di una vecchia passione che finalmente trova spazio fra un. film e un altro. “Io sono francese, sono nata a Parigi, i miei idoli sono stati e restano Edith Piaf, Yves Montand”. “Ho registrato recentemente dopo aver cantato nel film Jules e Jim, ho registrato con successo un album dal titolo “Le condamné  a  mort”, ( Il condannato a morte), dai testi Jean Genet,

Figlia di una ballerina del Folie Bergère, Accademia di Francia, Teatro Nazionale Francese, Jeanne Moreau ha ricevuto il César d’onore che in Francia è un po’ come l’Oscar per festeggiare  i  60 anni di carriera. É diventata il simbolo della donna non bellissima ma seducente, ribelle, che sceglie quello che vuole, come la protagonista di Jules e Jim  di Truffaut, uno dei suoi film più importanti.  In Italia ha girato per Michelangelo Antonioni “La notte” insieme a Marcello Mastroianni e Monica Vitti. “Mister Klein” al fianco di Alain Delon diretta Joseph Losey.

In chiusura ubriachi di profumo e di fumo negli occhi gli chiediamo: “Signora, una vita così piena di film, di registi, di attori, di storie, di bugie, di segreti, che cosa le rimane, che cosa la rapisce oggi di più? “Che cosa le interessa ancora di pù?” Lei i guardandomi negli occhi con malizia, scostando per un attimo il bocchino d’avorio con la sua eterna sigaretta mi disse avvolgendomi con una nuvola di fumo e facendomi sognare: “L’amour mon ami,  toujour l’amour”.

Di lei Truffat disse:” Ogni volta che me la immagino a distanza la vedo che legge non un giornale ma un libro, perché Jeanne Moreau non fa pensare al flirt ma all’amore”.

* Critico cinematografico e letterario, giornalista, dal 1976 inviato speciale RAI (TG1, TG2, TG3, TG3 Regionale, Rete Uno, Rete Due, Rete Tre) per Cinema, Spettacolo, Costume.

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