di Tonino Pinto*

 

Dopo un fine settimana ricco di star, film ed emozioni, compreso il titolo di “Campioni d’Europa” conquistato a Londra dalla nostra nazionale di calcio, sostenuta anche dalla presenza a Wembley dal nostro Presidente della Repubblica Mattarella e seguita al Festival del cinema di Cannes anche da Nanni Morettitifoso e in concorso al Festival con successo con il suo nuovo film Tre Piani, il Festival iniziando la sua settimana conclusiva, trova anche il suo abituale ritmo di “crociera”.

Alberghi da tutto esaurito,  spiagge affollate ma non di starlette come negli anni cinquanta e sessanta dove si facevano notare in bikini le Bardot le Claudia Cardinale; così’ dopo un fine settimana pieno di emozioni, la 74° edizione del  Festival di Cannes anti covid con i cinema che ritrovano il proprio  pubblico e che si è ’divertito ad applaudire con i divi Scamarcio, Buy,  Rohrwacher, anche la splendida “ritrovata” Catherine Deneuve,  Sean Penn con la figlia Dylan,attrice debuttante nel suo quinto film come regista in concorso, Flag day.  Matt Damon che dopo il successo di Stillwater” tornerà a girare ancora un film con Tom MccCarthy, il Festival accoglie anche il premio Oscar Oliver Stone regista e sceneggiatore di JFK. E proprio sulla morte del Kennedy, Stone a Cannes ha presentato un documentario sulle verità’ mai dette sulla morte del Presidente a Dallas, un documentario dove fornisce nuove prove mai viste prima sulla teoria della cospirazione.

E poi fra le tante bellissime donne della competizione francese viste finora obietti puntati su Lea Seydoux con i suoi splendidi occhi a mandorla, simbolo di una femminilità’ emancipata e vulnerabile che proprio a Cannes si rivelò’ nel 2013 con La Vita di Adele”.

In questa kermesse francese è la protagonista di ben tre film France di Bruno Dumont,  The Story of My Wife di Ildiko Enyedi e il il tanto atteso  The French Dispatch del texano di Houston, classe 1969 Wes Anderson, un film che con la bella Lea, annovera un cast da brivido, ovvero  Timothée Chalamet,  Bill Murray, Francis McDormand, Owen Wilson, Tilda Swinton senza dimenticare Benicio Del Toro e Willem Dafoe, fra i favoriti del concorso ufficiale, un thriller che unisce tante storie attraverso quelle pubblicate dalle grandi inchieste pubblicate in Francia.

Dopo aver sfilato sul red carpet come coprotagonista di Tre piani di Moretti, oggi la nostra brava Alba Rohrwacher presenterà nella sezione La Quinzaine des Réalisateurs il bel documentario Futura diretto a sei mani insieme a Pietro Marcello, Gran Premio alla Berlinale del 2009 con il film La bocca del lupo e Francesco Munzi autore di Saimir premiato a Venezia nel 2006 e Il resto della notte presentato nel 2008 proprio a Cannes. La stessa Rorwacher aveva già debuttato nella regia con il film Corpo celeste selezionato proprio alla La Quinzaine nel 2011 a cui seguì Le meraviglie insignito del  Gran Premio della giuria a Cannes nel 2014

Un documentario “collettivo” girato a sei mani, un’esplorazione del maxi universo della gioventù italiana dai 15 ai 20 anni, un lungo viaggio attraverso le speranze, i sogni, le paure di un universo fotografato senza filtri, dedicato proprio alle nuove generazioni e Alice Rohrwacher ha annunciato poco fa che dirigerà la sua prima serie televisiva intitolata Ci sarà una volta ideata e scritta insieme a Marco Pettenello, una serie che racconterà il mondo ormai dimenticato delle fiabe e dei cantastorie che fino alla seconda metà del ‘900 hanno popolato strade e piazze d’Italia.

 

* Critico cinematografico e letterario, giornalista, dal 1976 inviato speciale RAI (TG1, TG2, TG3, TG3 Regionale, Rete Uno, Rete Due, Rete Tre) per Cinema, Spettacolo, Costume.

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