di Tonino Pinto

Qui c’è un’energia straordinaria, qui ho incontrato mia moglie, accetto l’invito di tornare l’anno prossimo fra voi”. Così ieri sera in collegamento via streaming con Hollywood, Richard Gere ha dialogato a lungo con centinaia di giovani giurati qui presenti  a Giffoni e oltre 2000 sparsi in tutta Italia, in occasione del cinquantesimo Festival internazionale del cinema dei ragazzi. E stasera ci sarà sempre da Hollywood Sylvester Stallone. Entrambi questi grandi attori dovevano essere presenti qui fisicamente, ma naturalmente il Covid ha dettato le sue leggi. Invece sullo schermo e lo diciamo subito tra gli eventi brillano le luci per vedere l’attesissima graphic-novel “Un sogno chiamato Giffoni”, una storia disegnata dal grande fumettista Wallly e scritta da par suo da Tito Faraci, autore messosi in luce come eccellente sceneggiatore di fumetti, ancorché scrittore di successo con il suo ultimo romanzo “Spigole”, già disponibile nelle librerie. “Un sogno chiamato Giffoni” racconta in 80 pagine a colori edito da Feltrinelli Comics, , la storia stessa di Giffoni attraverso questa grande avventura che ha costruito Claudio Gubitosi, sui suoi sogni di giovane ragazzo diciottenne . Accanto a Faraci c’è un’altra firma prestigiosa come quella del disegnatore Wally nome d’arte di Walter Petrone, cartoonist veramente originale e molto conosciuto, nato a San Felice a Cancello in provincia di Caserta ma residente a Bologna, dove si è laureato all’Accademia di Belle Arti, i suoi lavori sono seguiti da oltre 150 mila follower. Ospite oggi di questa mia corrispondenza da Giffoni c’e proprio Tito Faraci, che ho intervistato questa mattina e che consegno ai lettori di Quarta Parete.

 

 

 

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