di Paola Tiriticco

 

I social visti con gli occhi di una signora del teatro italiano che ha calcato i palcoscenici per una vita ma ora ha paura di venire dimenticata solo perché non ha fatto abbastanza cinema, salvo poi scoprire che oggi la nuova unità di misura della notorietà sono i “like”.

I tempi sono cambiati, essere famosi equivale ad essere popolare sui social.

Quindi come fare? L’attrice non si perde d’animo e chiede aiuto alle nuove generazioni, determinata a riuscire nel cammino che la porterà verso un’imperitura notorietà.

Questa la trama del divertente corto “Per un pugno di like” della regista catanese Federica D’Ignoti,  scritto presentato nei maggiori festival cinematografici dal Davide di Donatello fino al Prato Film Festival dello scorso luglio.

Dopo il successo del precedente corto “Anna” interpretato da Valentina Lodovini e Pietro De Silva e con la fotografia di Daniele Ciprì, la regista cambia decisamente argomento e affronta uno dei temi più dibattuti della nostra società.

Il corto è magistralmente interpretato da Anna Malvica, autrice del soggetto insieme a Marta Angelucci che ne ha curato i dialoghi perfetta nel ruolo dell’attrice di teatro, sempre al centro della scena anche nella vita reale, attenta al suo pubblico, una vera diva.

Una prova di recitazione a tutto tondo, con l’attrice che riempie lo schermo con la sua ironia, la verve, l’abilità nel cantare, nel recitare monologhi, nel mettersi in gioco senza nulla risparmiarsi.

Anna Malvica è perfetta nel suo ruolo e non potrebbe essere altrimenti per un’attrice che conosce il mestiere come lei, con una lunga carriera, iniziata nel 1965 con Giovanni Poli e che l’ha portata poi via via a lavorare nei maggiori teatri italiani e con i migliori registi, unendo l’abilità di attrice a quella di cantante.

Fondamentale l’incontro con Tony Cucchiara e il teatro Stabile di Catania, la sua curiosità intellettuale e la sua professionalità che ne hanno fatto un’interprete di musical e film.

È proprio questa ecletticità la caratteristica della protagonista del corto, Anna, che seguiamo mentre cerca di farsi ricordare dalle future generazioni, finché approda a quella che è la soluzione: i social.

È divertente scoprire con gli occhi di una neofita, e oltretutto appartenente alla categoria di chi per età anagrafica non ha familiarità con la rete, le assurdità di certe condivisioni, le logiche perverse dei like, dove la professionalità e il curriculum sono spesso superati dal trash o dall’assurdo.

La nostra protagonista non si perde d’animo e capisce che deve usare tutta la sua ironia, solo così porterà a casa il suo risultato.

In questo percorso però,  sarà ancora il rapporto umano che avrà la meglio, forse…..meglio non svelare troppo per non rovinare il divertente finale.

Solo un ultimo, piccolo avvertimento per il pubblico: dietro all’ironia ci deve essere spazio per la riflessione e forse per un’autocritica.

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