di Ilaria Sambucci

 

Continua con il suo quarto appuntamento “Radici” l’edizione 2020 del Festival Internazionale della danza contemporanea diretto da Patrizia Cavola in collaborazione con il Comune di Velletri.

La serata suddivisa in tre parti si è svolta nella Casa della Cultura e della Musica di Velletri. Ad aprire le danze è la compagnia siciliana Megakles Ballet Petranura Danza che si esibisce in “Respiro”.

Due musicisti di nero vestiti avanzano con i piedi scalzi nella sala lunga e stretta fino ad arrivare nella loro postazione. Entra in scena il danzatore Salvatore Romania che porta sulle spalle un gigantesco manichino gonfiabile, lo lascia cadere e inizia a creare pose plastiche su questo particolare elemento scenico, fino a riprodurre la sua stessa posizione. È un gioco di ritmi, equilibri che si mescolano a elementi acrobatici, contrazioni e figure cariche di dinamicità. L’artista con questa rappresentazione si libera da schemi prestabiliti sfruttando i suoni riprodotti al momento. Romania sfodera grande tecnica ed espressività, presentando una performance originale senza mai cadere nella ripetizione, utilizzando con sapienza lo spazio ristretto della sala. Un plauso anche ai musicisti Antonio Moncada (percussioni) e Carlo Cattano (flauti e sax) che accompagnano con grande maestria il danzatore.

Il secondo momento coreografico si svolge all’Auditorium dove si esibisce la compagnia spagnola EnClave Danza & ES.ARTE in “IA * La Edad Pos Humana Intuiciόn Artificial” (L’età Postumana, L’intuizione Artificiale)”. L’idea alquanto geniale è di Cristina Masson che ne cura anche le coreografie, oltre a essere l’interprete principale insieme alla travolgente danzatrice Erina Sanders. La performance dinamica e sorprendente cattura lo spettatore trasportandolo nel complesso e caotico mondo dell’intelligenza artificiale. Le danzatrici iniziano l’esibizione mimando dei robot, indossando dei blazer eleganti con tacchi a spillo, il tutto arricchito da maestose maschere sul viso in stile veneziano. Linee spezzate e movimenti rigidi caratterizzano la prima esibizione. Successivamente le ragazze cambiano outfit e sostituiscono la maschera veneziana con una particolare visiera/schermo che immerge le artiste in un’altra dimensione e, come traspare dai loro movimenti e dalle musiche utilizzate, risulta essere ingestibile dall’essere umano.

Conclude la serata la compagnia bolognese DNA presentando “Materica”. Sulle coreografie di Elisa Pagani danzano Francesca Caselli e Massimo Monticelli che conducono lo spettatore in luoghi non convenzionali al confine tra il reale e l’astratto, lasciando all’immaginazione del pubblico la libertà di interpretare l’esibizione stessa.

Il prossimo appuntamento di “Paesaggi del Corpo” si terrà Sabato 16 Ottobre al Teatro Artemisio Gian Maria Volontè di Velletri.

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