Ouka Leele e le sue foto variopinte in mostra a Roma

La mostra personale della fotografa Ouka Leele, in “Movida Bárbara”

Dirigersi dal 17 aprile al 07 luglio 2024 al Museo di Roma in Trastevere significa condursi alla scoperta di un magnifico tragitto di fotografie dallo stile pop-art che smantellano la famigerata idea di fotografia come impersonale ripresa di una porzione di realtà fine a sé stessa. Intorno alla quiete del cortile si presenta al pubblico la fautrice di un itinerario magnetico: la mostra fotografica Una movida Bárbara. Fotografie di Ouka Leele della fotografa contemporanea Bárbara Allende, colei che nel corso della vita scelse come nome artistico Ouka Leele, rimanendo colpita dalla lucentezza di un’omonima stella appartenente a una costellazione immaginaria dipinta dal collega El Hortelano. Ed effettivamente l’operato di Ouka spicca proprio per una luce cromaticamente suadente, simile a quella che proviene da una stella nel cielo.

Spain, 2006 Photography as a schield. Ouka Leele / Agence VU

Ouka Leele nacque a Madrid nel 1957, cominciando al termine degli anni ’70 la sua carriera di fotografa. Divenne nota per aver partecipato negli anni ’80 alla movida madrileña, un florido periodo di rinascita sociale e artistica dovuto alla fine della dittatura di Francisco Franco, che permise a molti artisti di dare spazio all’inventiva in assenza di limitazioni creative. In quell’epoca la socialità era un valore molto importante, si vivevano le giornate senza mai fermarsi, soprattutto la notte, che quando calava portava con sé l’ispirazione e la movida nei quartieri gremiti di persone pervase dalla voglia di divertirsi, di ballare e di sentirsi libere vivendo all’interno delle città spagnole. 

In questa unica mostra personale di Ouka in Italia, curata da María Rosenfeldt – figlia di Ouka Leele – e Silvia Oviaño, allestita al primo piano del museo, sono presenti opere a partire dalla sua prima esposizione, Peluquería, fino agli ultimi lavori, come la serie scattata nelle Asturie A donde la luz me lleve, assieme ai disegni con motivi botanici Floreale. La mostra comprende anche l’opera Menina Liberada, l’unica di una fotografa donna a essere esposta in modo permanente al Museo del Prado.

La retrospettiva elogia Ouka con immagini che parlano da sé, realizzate con ironia e leggerezza. Dietro l’obiettivo c’è stata un’attenta investigatrice del bello, che ha sempre sentito il bisogno di far apparire ed esporre scene innovative e accattivanti, ne è l’esempio La magia de les dones. Nel quadro è visibile un rifacimento moderno della Vergine Maria ricoperta da un velo sacrale con in braccio un bambino, la credibilità degli sguardi umani rende l’opera dolce e progressista allo stesso tempo.

Si spendono minuti prolungati a fissare le immagini di Ouka in vario formato, e dall’osservarle sussiste una forte connessione. I lavori non possono non soddisfare per ciò che concerne la loro capacità di cogliere l’attimo. Il momento perfetto per scattare è inafferrabile per chi non conosce i segreti dell’utilizzo di una macchina fotografica, ma gli esperti del mestiere, i fotografi e le fotografe, come Ouka, sanno afferrarlo regalandolo ai fruitori con una bellezza inviolata. Colpisce la tecnica utilizzata in alcune foto originalmente in bianco e nero, dipinte dall’artista con acquarello, rese piene di colore e dal risvolto appariscente, in Herida como la niebla por el sol o Hairdresser’s (Electric Shavers). Nel primo caso si vede una ragazza che rappresenta la perdizione, è poggiata su un tavolo con la freccia di un arco puntato in un frutto, da cui ne fuoriesce un vivido succo rosso, tale e quale al suo stato d’animo di noncuranza. Nel secondo caso un volto di grandi dimensioni richiama la spensieratezza di un sorriso compiaciuto per la cornetta telefonica posata sul capo del protagonista della foto.

Spain, 2006 Photography as a schield. Ouka Leele / Agence VU

Le fotografie, infisse su facciate color verde pastello, si intonano perfettamente alle nuances dei rullini. Nei rullini si evidenzia l’emancipazione femminile. Nelle opere di Ouka, numerose donne sono rappresentante in giochi stilistici che catturano in Elena y su bata rosa, una donna anziana in abito rosa fosforescente in ottima forma in posa davanti a un palazzo cupo, un contrasto che nulla ha a che vedere con lei e che incarna l’eterna giovinezza attraverso i segni dell’età, superbo. Passando a un nudo sublime, Dar, Recibir, Devolver y la quarta gracias, uno scatto che arriva là dove i vestiti denudano i longilinei corpi femminili che si sfiorano e specchiano a vicenda, seppur divisi da un quadro, la fusione di mente e anima è inebriante. Tali figure perdendosi fra i capelli biondi diventano arte pura, ugualmente a agli scatti esposti, che permisero a Ouka di essere premiata nel 2005 con il Premio Nazionale di Fotografia. Il premio importante da il giusto valore e riconoscimento a delle fotografie considerevoli, parte di una mostra invitante resa possibile dal connubio fra incanto e nostalgia di un’artista che ci ha lasciati due anni fa.

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Una movida Bárbara. Fotografie di Ouka Leele – Mostra a cura di María Rosenfeldt figlia di Ouka Lele – e Silvia Oviaño – Promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali – Organizzazione Ufficio Culturale dell’Ambasciata di Spagna e Carvan – Museo di Roma in Trastevere dal 17 aprile al 7 luglio 2024