Othello: il non amore.

In scena il penultimo spettacolo della rassegna “Abbiamo rapito William Shakespeare” di Casa Shakespeare

“Crederete alle mie parole?” a parlare Michele Cassio ( Francesco Martucci ), l’unico sopravvissuto, colui che per primo doveva morire.  Cassio diviene qui voce narrante della celebre tragedia  Otello di William Shakespeare, una tragedia dove “un diavolo bramò alle spalle di un amore puro…”

Francesco Martucci, Giulia Tomelleri, Andrea de Manincor e Solimano Pontarollo.

La trama lungo i suoi cinque atti, segue i turbamenti di Otello, generale moro della Repubblica di Venezia. Tutto ha inizio con l’amore e matrimonio segreto, tra Otello ( Andrea De Manincor ) e la bella Desdemona ( Giulia Tomelleri ), figlia del senatore Brabantio ( Andrea De Manincor). Il senatore non vorrebbe consentire tale unione ma la versione sincera dei due innamorati e più che altro l’imminente attacco dei turchi verso Cipro porta il Doge a concedere la sua benedizione all’unione, incaricando  il generale all’azione.

Personaggio subdolo che trama da subito il soldato Iago ( Solimano Pontarollo ) che prova un forte risentimento nei confronti del moro per la sua scelta di aver preferito promuovere di grado Michele Cassio al posto suo. Ecco allora che durante lo scorrere degli atti il piano di Iago per distruggere Otello si fa sempre più diabolico con l’obiettivo di far credere  al moro la possibilità del tradimento da parte della moglie Desdemona con il promosso luogotenente Cassio.

Prima mossa di Iago sarà quella di sfruttare il nobile Roderigo, innamorato non ricambiato da Desdemona e per questo volenteroso di aiutare nel malefico piano; tramite l’aiuto del nobile i due faranno in modo di far ubriacare e successivamente screditare Cassio agli occhi di Otello che priva il giovane del grado.

Successivamente, sfruttando l’amicizia che lega Desdemona a Cassio, Iago insinua al generale come l’intercedere della moglie in favore dell’ex luogotenente non sia altro che un interesse dettato da una relazione amorosa tra i due. Iago, riuscito poi a procurarsi dalla inconsapevole moglie Emilia, il fazzoletto di Desdemona, primo regalo fattole da Otello, riesce a nasconderlo nella camera di Cassio fornendo la prova necessaria dell’inesistente tradimento.

Questa prova unita ad altre congetture ottenute con l’inganno non fanno altro che rendere  più concreta la possibilità dell’atto e Otello, sempre più in preda alla follia, decide di uccidere Desdemona e Cassio. L’uccisione dell’uomo non va a buon fine permettendo al giovane di sopravvivere e in questo caso raccontare questa triste storia… mentre per Desdemona la morte arriva sul suo letto nuziale, strangolata a morte da Otello.

Subito dopo l’uccisione della donna, solo le parole dell’onesta Emilia, svelano il diabolico piano e la malvagità di Iago. Otello, non sopportando ciò che ha fatto,  si uccide lasciandosi cadere accanto alla sua Desdemona.

“Sua” appunto, scelta lessicale non casuale perché per Otello la sua Desdemona e sua e basta, e il tragico epilogo di questa tragedia non fa che renderlo evidente. Questo perché in Otello non si parla di amore, ad amare qui è forse la sola Desdemona mentre Otello non nutre che possesso nei confronti della giovane moglie, un oggetto che gli appartiene, da “rompere” quando questo non è più fedele.

Otello agisce  in preda ad una gelosia che si “impossessa” di lui perché “ le anime gelose non sono mai gelose per un motivo, ma sono gelose perché gelose, è un mostro che si concepisce da sé e da se stesso nasce”   come cita Emilia nel dramma. La gelosia viene quindi descritta come un vero e proprio mostro che non può che lasciare aperti dubbi su come Shakespeare interpretasse questo sentimento e le sue conseguenze.

Al di là di come la pensasse il Bardo, su cui apriamo una riflessione, Otello agisce secondo “onore e follia” e con determinazione uccide la moglie. Un gesto vile, di possessione crudele sia nel Seicento di Shakespeare sia e, a maggior ragione, oggi, nel XXI secolo, dove spesso per ragioni simili o non simili da parte di compagni, ex compagni o familiari assistiamo impotenti ad omicidi di donne quasi ogni giorno.

Femminicidi, ovvero “qualsiasi forma di violenza esercitata sistematicamente sulle donne in nome di una sovrastruttura ideologica di matrice patriarcale, allo scopo di perpetuarne la subordinazione e di annientarne l’identità attraverso l’assoggettamento fisico o psicologico”. Dati allarmanti confermano che attualmente in Italia viene uccisa una donna ogni tre giorni. Una barbarie senza fine, parte purtroppo della nostra attualità e che ha portato lo scorso 8 marzo 2025 all’approvazione da parte del Governo del disegno di legge che introduce specificatamente il femminicidio come reato penale punito con l’ergastolo.

Un importante passo per affrontare un problema sentito, purtroppo ancora troppo attuale di cui non bisogna mai smettere di parlare e dare voce.  La voce, in questo caso dell’arte, una voce piccola ma importante, come quella del teatro e le sue rivisitazioni, di una tragedia che è reale e ancora troppo viva nel nostro vivere sociale.

Casa Shakespeare tramite la regia di Solimano Pontarollo e il riadattamento di Andrea De Manincor sceglie di portare in scena Otello e lo fa con totale rispetto in una società dove queste tragedie non sono ancora purtroppo un ricordo lontano.

La sceneggiatura rende la voce narrante di Cassio puro valore aggiunto per questa rappresentazione che in italiano accompagna il racconto di una vicenda dolorosa, tessendo i fili di una tela dove il male assoluto, il diabolico, qui espresso da Iago, si insinua e fa da tessitore di un epilogo che non ha per nessuno salvezza.  Lo stesso Cassio sopravvive ma con voce spenta racconta una storia che vorrebbe dimenticare. Andrea De Manincor da valore al suo Otello trasformandolo da marito amorevole a folle omicida, Iago, qui interpretato da Solimano Pontarollo esprime a pieno il carattere subdolo dell’uomo, descritto come “un diavolo peggio di un demonio” mentre Desdemona, interpretata da Giulia Tomelleri è un’anima pacata e ingenua ma al contempo perfettamente consapevole quando la fine sta arrivando.

Come per tutta la rassegna tenuta da Casa Shakespeare, i dialoghi originali tra i personaggi sono riportati in originale inglese shakespeariano che non possono che far immedesimare lo spettatore nel pieno della rivisitazione. Non manca anche l’effetto di rottura della quarta parete, in questo caso da parte di Cassio che come il pubblico si rende spettatore dell’atto crudo e violento di uccisione di Desdemona.

Le luci fungono da vere protagoniste della messa in scena, in primo luogo proiettando il volto di Brabantio, il padre di Desdemona, personaggio in preda all’ira all’inizio del dramma per la scoperta delle nozze della figlia; un gioco di luci che proietta un enorme ombra del viso dell’uomo rendendo impattante la sua breve ma significativa apparizione. Poi con il gioco degli spazi, dove le luci giocano con la scena illuminando prima Iago e poi Otello, laddove questi si nascondono per scovare inesistenti segreti.

Solimano Pontarollo, Andrea De Manincor, Giulia Tomelleri e Francesco Martucci,.

Cassio ha il potere di narrare ciò che accade e trasformarlo in riflessione. “Tutti non dovremmo considerare l’amore come oggetto ma come qualcuno da proteggere” dice l’uomo, una riflessione scontata ma mai banale che è necessario ripetere.  Cercare di riconoscere l’amore e ancor di più il “non amore”, quello  falso, che ti possiede e  da cui non c’è scampo.  Come Desdemona, che per questo non amore paga un caro prezzo.

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OthelloThe Moor of Venice – Regia di Solimano Pontarollo. Da Otello di William Shakespeare. Adattamento testi di Andrea De Manincor. Con Francesco Martucci, Andrea De Manincor, Giulia Tomelleri, Solimano Pontarollo. Produzione di Casa Shakespaeare e One View di Ornella Naccari – Teatro Satiro Off di Verona dal 21 al 23 marzo 2025

Foto e copertina: Casa Shakespeare