di Paola Tiriticco

I pensieri di Saint Exupéry, Emilio Salgari e Robin Williams portati in scena con grande maestria da Manuel Ricco in uno spettacolo di Maria Letizia Avato, con la regia di Marco Belocchi e le musiche dal vivo di Fabio Bianchini.

Riaprono i teatri, riprendono vita le sale storiche, grandi, centrali e i piccoli spazi, quelli dove ci si ritrova per fruire delle emozioni che solo uno spettacolo dal vivo può dare.

Con il risveglio del teatro, tornano a vivere e respirare anche le storie, le passioni, i sentimenti che ci hanno aspettato con pazienza dal marzo 2020.  E quanto ci sono mancate!

È il caso de “L’ultima notte”, in scena al Teatro Ecuba, scritto da Maria Letizia Avato, con la regia di Marco Belocchi ed una appassionata interpretazione di Manuel Ricco.

Ci si ritrova così in questo piccolo teatro romano, accolti con calore e pronti a condividere emozioni e sentimenti.

Questa storia era appunto una di quelle che dormiva in attesa di emozionarci di nuovo, tutto pronto giusto prima del lockdown,  ci ha aspettato con pazienza ed ora è qui per rapirci.

Il testo di Maria Letizia Avato è di quelli che coinvolge, emozionante e diretto allo stesso tempo, è capace di farci entrare nella psicologia di tre personaggi famosi, tre persone diversissime tra loro ma che hanno preso la stessa decisione: suicidarsi.

Gli ultimi pensieri di Antoine de Saint Exupéry, aviatore e uomo un po’ guascone, temerario, appassionato della vita, del volo ma rimasto sempre un Piccolo Principe. Parte da Bastia il 31 luglio 1944 per un volo di ricognizione e si inabissa con il suo Locheed P38 Lightning. Incidente o suicidio?

Emilio Salgari, capace di emozionare generazioni intere di ragazzi, facendogli sognare mondi lontani ed avventure incredibili che lui in realtà non ha neanche mai sfiorato. Sul palco dell’Ecuba mette in scena la sua vita mediocre, sfruttato dagli editori, non riesce più a mantenere la dignità, sopraffatto dalla durezza del vivere, dalla pazzia della moglie, dall’abisso ormai incolmabile tra i suoi sogni e la realtà di quattro figli che non può sostentare. Soccombe.  Ma noi sappiamo quanto ingiusta sia questa resa proprio per lui che ci ha regalato sogni e personaggi immortali.

Robin Williams, attore celebre, ricco, famoso, amato, riconosciuto. Anche lui ha fatto ridere, commuovere, intenerire intere generazioni e rimane con alcuni suoi personaggi scolpito nella memoria di molti.  Ma ora combatte contro una malattia inesorabile e contro i mostri che si stanno impossessando del suo cervello.  Decide di uscire di scena.

La loro ultima notte, appunto, con i pensieri che li porteranno alla decisione irrevocabile e le diverse motivazioni.  Un testo intimo e appassionato ma che non eccede mai, disegna perfettamente gli stati d’animo, la disperazione, l’incoscienza, a volte l’ineluttabilità di quella drammatica scelta, tratteggiando ragioni e  dolori senza mai travalicare ma con quel Pathos che è l’essenza stessa del teatro.

Impeccabile la regia di Marco Belocchi che sa rendere l’essenzialità e la drammaticità di queste ultime notti, di questi ultimi pensieri, perfetto nel dirigere un grande Manuel Ricco che interpreta magistralmente i tre personaggi, riproducendone i tormenti, le ultime considerazioni e giocando con le diverse personalità.

Riempie la scena, cambia voce, fisionomia, caratteri e dialetti, ci rende il percorso umano, i pensieri di tre uomini con diverse grandezze ma che hanno lasciato tutti una grande eredità al di là della resa finale.

La scena scarna, l’abilità di Manuel Ricco di trasformarsi in tre persone diverse, la passione che sa trasmetterci, rivela tutto l’amore per quei tre personaggi e per le loro vicende umane.

I pensieri sono sottolineati dalle musiche dal vivo di Fabio Bianchini che aggiungono valore alle considerazioni dei tre protagonisti e ce li rendono più presenti e vivi.

Insomma davvero un bel modo per tornare a teatro e riscoprire tanta professionalità e passione.

Ultima replica questo pomeriggio ore 17.

 

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