di Sofia Chiappini

Lucia Poli incanta e travolge la raccolta platea del Quirino con il suo omaggio ad Alberto Savinio.

Tra immagini surrealiste e suggestioni pianistiche il pubblico de “La Pianessa” è catapultato in mondo fitto di paradossi. Sono quest’ultimi ad animare il racconto di Lucia Poli, che con un esprit d’altri tempi ci conduce fin dentro l’immaginario del celebre compositore, pittore e scrittore Alberto Savinio.

Uno spirito eclettico e un estro assai arduo da rievocare e che soltanto l’intimità del dialogo tra teatro e musica possono rendere adeguatamente. Al fianco di Lucia Poli, sul palco del Teatro Quirino, dove troneggia un elegante pianoforte, c’è il pianista Marco Scolastra. L’intesa tra melodia e parola è qui incarnata dai due, che con sapienza di sguardi intessono un dialogo fitto di silenzi, in cui, nondimeno, a troneggiare è l’arte.

Lo spettacolo interpretato da Lucia Poli mette in scena i testi di Alberto Savinio, al cui centro troneggia un protagonista indiscusso: il pianoforte. Strumento emblema di un immaginario in parte perduto, esso è capace, ancora oggi, di rievocare gli antichi fasti borghesi. Nella cornice del Teatro Quirino che, insieme ad altri storici teatri italiani, testimonia la tradizione e, allo stesso tempo, l’innovazione tipica dell’Italia tra XIX e XX sec., la drammaturgia de “La Pianessa” inserisce un elemento di nostalgica fedeltà.

La nostalgia per un mondo che sapeva fare del concreto un tuffo arzigogolato nelle realtà più fantastiche.

Lo sfoggio che si fa qui del benessere borghese sfocia nel paradosso, aprendo la strada a una lettura ironica, rilassata, ma non per questo meno seria. Lo dimostra il fatto che Lucia Poli decida, in conclusione al suo omaggio ad Alberto Savinio, di donarci un’interpretazione tratta dalle celebri pagine scritte da Isadora Duncan in “My Life”. Ancora una volta la divaricazione tra sentimento maschile e femminile, soprattuto nel travagliato contesto del primo Novecento, è sentita, ma non per questo inconciliabile.

Nel mondo affabulatorio della musica di Alberto Savinio, magistralmente reso dall’interpretazione di Marco Scolastra, vive un elemento di novitas ritmica. Il ritmo di una vita frenetica anima la recitazione di Lucia Poli, calata in quel modo in cui la spinta al progresso si è accompagnata a un fermento avanguardistico senza precedenti. E, nondimeno, al fianco di ironici ritratti borghesi di donne sole, le cui case sono abitate da pianoforti domestici, troneggia la consapevolezza della finitezza umana.

Cosicché il ritmo della vita umana si interrompe bruscamente e senza preavviso, come nel caso della tragica morte di Isadora Ducan. Solo un pianoforte rimane, al centro della stanza, e la melodia del ricordo ci accompagna, donandoci per un’ultima volta l’immagine vivida di ciò che è stato.

 

LA PIANESSA omaggio ad Alberto Savinio – 22 e 23 ottobre

  • con LUCIA POLI e MARCO SCOLASTRA al pianoforte
  • consulenza di Alessandro Tinterri
  • testi Alberto Savinio
  • musiche Savinio, Rossini, Mozart, Satie, Cage, Paderewski, Chopin, Shumman
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