di Giulia Pernaselci

 

Il Teatrosophia ha visto Salvatore Rancatore adattare, dirigere e interpretare il testo “Opinioni di un clown” andato in scena dall’11 al 13 marzo 2022. L’attrice Giulia Martinelli e il direttore artistico Guido Lomoro, nell’occasione in veste attoriale, lo hanno guidato senza attenuanti nella formulazione di dialoghi dallo spessore travagliato.

La scrittura del romanzo di Heinrich Böll fa sopraggiungere con compassione la tristezza di un clown che, dalla tonda estremità di un naso rosso, non riesce a riconciliarsi con una mancanza che lo affligge. Hans è stato ferito da Maria, che, abbandonandolo dalla notte al giorno per un altro, gli ha spezzato il cuore. La donna si impossessa della sua allegria riponendola in una valigia che porterà presto via dalla loro abitazione assieme a quello che avanza di un amore ormai giunto al termine.

La volontà nel rimettersi in carreggiata sia come uomo che come protagonista del proprio destino, si annulla con litri di alcol che piano piano lo fanno cadere nella dipendenza. Lo sconvolgimento improvviso lo spinge a sfidare la sorte tentando invano di scambiare la fantasia con la realtà; l’unica cosa in cui eccelle concretamente è il conquistarsi la fedele comprensione del suo pubblico, che non lo lascia mai solo in questo affollamento di pensieri esistenziali.

Agli spettatori viene naturale calarsi nel ruolo veritiero che assumono assistendo, battuta dopo battuta, al disfacimento di chi per mestiere ha scelto di far ridere non sapendolo però più fare nella vita vera. Il divertimento è ciò da cui si distanzia la narrativa dello spettacolo perché il clown si strugge allontanandosi di soppiatto dagli applausi e dai palchi, rinunciando poi alla professione. Nel giro di breve tempo si ritroverà catapultato nell’immaginazione dove, ad aspettarlo in abito da sposa, c’è Maria, che lascerà tutti a occhi aperti, lui per primo.

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