L’alfabeto delle emozioni: U per “umanità”

In scena al teatro Ristori di Verona lo scorso 21 febbraio  “L’alfabeto delle emozioni” di Stefano Massini

“Verona, replica n.112” è così che inizia il suo spettacolo Stefano Massini, autore italiano ad aver vinto il premio Tony Award, il premio Oscar del teatro americano. In questo spettacolo, scritto, diretto ed interpretato da lui protagoniste assolute le emozioni e più che altro come affrontarle.

Stefano Massini

Gioia, dolore, paura, rabbia, disgusto e sorpresa…sono queste le emozioni di base che appartengono ad ogni essere umano, compaiono già dal nostro sesto giorno di vita e ci permettono di sopravvivere.

 Eppure sono sempre le emozioni che, in un modo o nell’altro, scegliamo di nascondere con tutto noi stessi. “La verità è che noi le emozioni le odiamo” dice Massini, “ma questa sera, replica n.112  io sarò un sorteggiatore di emozioni”  ed è che così che la scelta delle lettere dell’alfabeto da sorteggiare sarà casuale, e sarà da questa casualità che il viaggio nell’alfabeto delle emozioni avrà inizio.

P,F,E,H,M,T, N… F come felicità, M come malinconia, P come paura.  Sono queste le lettere che vengono affrontate, e da ognuna di queste lettere parte un  mondo, una realtà dove l’emozione va oltre il suo primario significato lasciando spazio ad una secondaria interpretazione, spesso sociale, che quella emozione l’ha ribaltata, castrata, spesso convertita in qualcosa che non è.

Ecco che la F di felicità, una delle emozioni più potenti, sfuggevoli e brevi del nostro vissuto diventa quasi un obbligo sociale, una modalità di accettazione per gli altri, “la felicità per noi è un dovere, se non sei felice non ti seguono, non ti vogliono” come dice Massimi. Una felicità che è sempre rimandata, ad un momento altro verso cui aspirare, una felicità che non riusciamo ad afferrare.

Ecco che la N di nostalgia diviene invece lettera autentica di “Nebbia” o  meglio “Non ci capisco niente” portando alla riflessione di una vita dove forse nulla è mai chiaro e logico e forse va bene così.

“ Se noi portassimo avanti le ferite aperte, le mancanze di rispetto e la morte di chi c’è caro non potremmo sopravvivere ”  dice Massimi riferendosi alla lettera T di tristezza, un’ emozione repressa e spesso evitata come se fosse qualcosa da cui fuggire. La tristezza è invece un momento di verità dove per una volta guardiamo autenticamente in faccia noi stessi; una pausa dolorosa ma necessaria per poi ripartire verso la vita frenetica di sempre.

Un’ emozione funzionale come la P di paura, altra emozione che caricaturiamo con prepotenza come qualcosa che non può fare parte di noi, qualcosa a cui dobbiamo attribuire caratteristiche non umane perché “l’unica paura che ci fa veramente paura è la paura di essere umani” afferma Massini.

E avanti così con le lettere H, E, M… sullo sfondo le  storie di personaggi celebri come Niki Lauda, Nellie Bly, Johann Wolfgang von Goethe, Valentina Tereskova e altri. Storie vere di persone vere che con il proprio vissuto si fanno testimonianza di questo viaggio verso l’autenticità, una verità che forse solo le emozioni hanno reso possibile.

Questo perché nel viaggio della vita tutto è imprevedibile e le emozioni ne sono la più imprevedibile delle dimostrazioni. Forse per questa loro verità spaventano e cerchiamo, la dove possibile, di modificarle, attribuire loro un significato diverso. Emozioni che devono esplodere, proprio come dice la lettera E perché “l’essere umano non è un involucro” afferma Massini, emozioni che servono non solo a farci sopravvivere ma anche a definire chi siamo o perlomeno provarci.

Lungo i suoi ottanta minuti questo spettacolo unisce storie e stati d’animo, emozioni e riflessioni su qualcosa che dovrebbe essere maggiormente compreso e con questa comprensione lasciato pienamente scorrere. Massini si fa “sorteggiatore” di emozioni e passa dal serio all’ironico, unendo presente e umanità e ricordandoci ciò che di primario e fondamentale stiamo perdendo.

Le luci di sfondo cambiano spesso, l’inizio e la fine lasciano spazio all’effetto potente di fumo blu perfettamente funzionale; una nebbia esattamente come la lettera N di cui si è parlato. Fumo che compare e svanisce esattamente come le emozioni, destinate a comparire e scomparire una volta assolto il loro scopo.

Stefano Massini

In una società presente dove mostrarsi sempre perfetti e senza crepe sono le chiavi del successo apparente; con disarmante semplicità ed eleganza Stefano Massini ci parla delle emozioni e della loro autentica imperfezione. Imperfezione che conduce verso la sua più grande utilità: l’accettazione di farci sentire di nuovo umani.

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L’alfabeto delle emozioni. Scritto, diretto ed interpretato da Stefano Massini. Produzione Savà. Teatro Ristori di Verona, 21 febbraio 2025.