di Claudio Riccardi

 

C’era molta attesa per il suo ritorno in presenza, sono arrivati gli applausi convinti del pubblico di Teatro Argentina. In platea era presente anche Quarta Parete, martedì 8 febbraio, alla prima de La metamorfosi, da Franz Kafka, adattamento e regia di Giorgio Barberio Corsetti. Prodotto dal Teatro di Roma alla fine del 2020, nel pieno di un clima pandemico che ha ispirato il focus di questo classico della drammaturgia sui temi dell’alienazione sociale, dell’esclusione e dell’isolamento.

Un racconto sulla diversità, sulla difficoltà di contatto e comprensione. Un’opera-mondo, che si irradia da una stanza e invade l’appartamento che la circonda, avviando una centrifuga di eventi imprevedibili, vissuti da personaggi tragici e comici. Quella narrata da Kafka è la storia di un paradosso, di un giovane uomo che una mattina si sveglia con le sembianze di in un insetto “immondo”. E che, per questo suo aspetto spaventoso, viene immediatamente isolato dal “mondo”, a cominciare dalla sua stessa famiglia. Da qui inizia un lento logoramento che fa scivolare l’uomo-mostro nel disagio, nella depressione, nella chiusura a riccio da tutto ciò che lo circonda. Una condanna senza appello e irreversibile, per questa creatura diversa.

In terza persona, Gregor, interpretato da Michelangelo Dalisi, ci fa vedere la realtà con i suoi occhi, al risveglio dal sonno ha abbandonato il mondo degli umani. Nel bozzolo protettivo del letto è nata una nuova creatura, che rinuncia al passato di sempre, alla propria identità e ad un lavoro subordinato alle gerarchie. Un adieu alle catene della società.  Che però è sorda ed è abituata a ragionare secondo schemi rigidi, guidati dall’omologazione. Non sono ammesse alternative, pena la maldicenza, la ripugnanza, l’ isolamento. Il gioco mentale di Gregor ha esiti spietati, genera incomunicabilità e allontanamento anche da parte della famiglia, che è sì isola felice e ricovero ma solo a determinate condizioni. Omologate, appunto.
Per l’uomo divenuto immondo la strada è tracciata e può portare solo all’annullamento.

In scena con Dalisi, Roberto Rustioni, Sara Putignano / Gea Martire, Anna Chiara Colombo, Giovanni Prosperi, Francesca Astrei, Dario Caccuri. Scene di Massimo Troncanetti, musiche curate da Massimo Sigillò Massara, costumi a firma di Francesco Esposito.

Lo spettacolo sarà in replice all’Argentina fino al 27 febbraio.

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