Iscriviti alla NewsLetter
Cerca

La festa del cinema trasforma Roma in una sala a cielo aperto

La ventunesima edizione del Rome Film Fest accoglie spettatori,professionisti e appassionati in una comunità unita dal cinema.

Dal 13 al 25 ottobre torna la ventunesima edizione della Rome Film Fest, il Rome Film Fest, che ha all’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone la propria sede centrale, ma estende proiezioni e incontri anche ad altri luoghi della Capitale, dal MAXXI alle sale del Giulio Cesare, fino alla Casa del Cinema e al Teatro Olimpico. L’edizione si apre sotto la direzione artistica di Paola Malanga, con la presidenza di Salvatore Nastasi e la direzione generale di Francesca Via, affiancati da una vasta rete di collaboratori che costruiscono collettivamente la macchina del festival. A sostenere l’evento anche sponsor e partner istituzionali, tra cui Banca Ifis, Acea e Poste Italiane. Tredici giorni di anteprime, star internazionali, documentari, incontri e scoperte: Roma torna, ancora una volta, capitale del cinema.

Nella foto, Marco Bellocchio consegna il premio alla carriera Banca Ifis Music Award a Nicola Piovani.

La giornata di apertura si presenta più leggera nelle proiezioni, in attesa del via ufficiale fissato alle 19: le sedi attive sono state l’Auditorium, con le anteprime de Il rumore delle cose nuove di Paolo Genovese e di The Only Living Pickpocket in New York di Noah Segan, e la Casa del Cinema, partita alle 18 con Océans di Jacques Cluzaud e Jacques Perrin e Tin Castle di Alexander Murphy. Un avvio misurato, quasi di preparazione, prima che la kermesse entrasse nel vivo con la serata inaugurale. Il film di Genovese ha aperto ufficialmente la manifestazione, partendo dal cinema italiano, per poi proseguire con un programma che contiene opere provenienti da 55 paesi diversi.

L’aria della prima mattina è frizzante: alle 8:30, davanti a un caffè, si dialoga con colleghi o con conoscenze nate sul momento, tra previsioni sui film da vedere e ipotesi sui giorni a venire. Si discute di quali titoli meritino attenzione, quale sarà la rivelazione, quale il più divisivo, quale già destinato al flop o invece capace di sorprendere come un diamante grezzo. È il primo segno della comunità che si forma intorno all’evento. Dopo la fila per il ritiro degli accrediti, dove si stringono nuove mani, si corre tra le scale dell’Auditorium verso le sale. Passate le prime proiezioni, il Parco della Musica si riempie: si attendono gli interpreti alle conferenze stampa o, la sera, il loro passaggio sul red carpet. Colleghi, compagni di studio e gruppi di amici si ritrovano, e attorno a un film possono nascere nuove frequentazioni.

Iniziano anche a girare gruppi di persone con microfoni, videocamere e fotocamere in mano, di ogni livello: dai grandi nomi del giornalismo alle piccole formazioni, spesso giovanili, che attraversano il Parco della Musica chiedendo al pubblico aspettative e impressioni sulla Festa. I materiali raccolti diventano articoli, servizi per la carta stampata, contenuti online o brevi videointerviste pensate per i social. È così che informazioni, opinioni e pensieri della comunità che vive il festival escono dalla propria cerchia e raggiungono chi, per vari motivi, non può esserci di persona ma desidererebbe esserlo. Chi segue la manifestazione dall’altra parte dello schermo riceve così un racconto diretto, fatto di volti, voci e reazioni immediate, che restituisce non solo i film in programma ma anche l’energia collettiva di un evento che trasforma Roma, per tredici giorni, in una grande piazza del cinema.

Dalle 17:30 sempre più persone si accalcano lungo le barriere del red carpet, in attesa di incontrare un volto che ha fatto parte della propria esperienza di vita o di scoprirne di nuovi. Poi attori, registi e musicisti sfilano sul tappeto rosso verso la Sala Sinopoli, dove ad accoglierli è Ema Stokholma, nel ruolo di conduttrice. Sul palco salgono il presidente e la direttrice artistica per le prime due premiazioni del festival: il Banca Ifis Music Award a Nicola Piovani, consegnato da Marco Bellocchio, e l’Industry Lifetime Achievement Award a Tessa Ross, consegnato da Edward Berger, regista con cui la produttrice ha lavorato a Conclave. Il pubblico in Sala Sinopoli risponde con applausi numerosi, mentre quello in Sala Petrassi, dove è trasmessa la diretta, si lascia andare tra qualche impazienza per non poter vedere subito il nuovo film di Genovese e risate sui fraintendimenti tra gli ospiti internazionali e la traduttrice.

Nella foto, il red carpet all’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone.

Una prima giornata che scalda gli animi per ciò che accadrà nei giorni successivi: con circa centocinquanta opere in programma, dislocate tra le diverse sedi della città, sarà un periodo intenso per i cinematografi più accaniti, desiderosi di non perdere nessun titolo, senza contare eventi, conferenze stampa e feste. A riassumere lo spirito dell’apertura è una frase di Ema Stokholma: «Roma da oggi è una sala a cielo aperto».

______________________________

Festa del Cinema di Roma – XXI edizione – Produzione e organizzazione Fondazione Cinema per Roma – Presidenza Salvatore Nastasi – Direzione artistica Paola Malanga – Direzione generale Francesca Via – Promossa da Roma Capitale, Regione Lazio, Cinecittà in rappresentanza del Ministero della Cultura, Camera di Commercio di Roma e Fondazione Musica per Roma – Sede principale Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone – Altre sedi MAXXI, Casa del Cinema, Cinema Giulio Cesare, Teatro Olimpico e altri luoghi della Capitale – Main Partner Banca Ifis, Acea e Poste Italiane – Conduzione della cerimonia inaugurale Ema Stokholma – Film d’apertura Il rumore delle cose nuove di Paolo Genovese – Roma, dal 13 al 25 ottobre 2026.

Foto – © Ufficio Stampa

errore: Contenuto protetto per copyright [Content is protected !!]