“LA DISCIPLINA DI PENELOPE”: L’ULTIMO SUCCESSO DI GIANRICO CAROFIGLIO GIA’ PRIMO IN CLASSIFICA

 di Paola Tirittico

il 19 gennaio 2021 Gianrico Carofiglio pubblica il suo ultimo libro ed è subito primo nelle vendite, anzi è primo con un grande distacco; ogni 100 copie vendute, il secondo in classifica ne porta a casa solo 34.

“La disciplina di Penelope” segna un po’ un nuovo corso per Carofiglio, tante prime volte per questo libro; è la prima volta che pubblica all’interno della collana dei Gialli Mondadori, la protagonista dell’indagine è una donna, Penelope, che porta avanti il lavoro di investigatore fuori dagli schemi e fuori dall’ordine costituito, la città in cui si muove è Milano.

Altro fatto inusuale è che non sappiamo molto di Penelope, solo che per un misterioso incidente, per errori commessi, non è più un pubblico ministero e si arrangia con piccole indagini e lavori da investigatore privato.

Quando viene contattata da un uomo accusato dell’omicidio della moglie, assolto ma con formula dubitativa, che gli chiede di trovare il vero assassino per fugare ogni dubbio e consegnare un’immagine cristallina alla figlia, ancora bambina, Penelope entra nell’indagine esitante, titubante, dubbiosa di poter scoprire fatti nuovi.

L’indagine si snoda secondo la perizia di Carofiglio che è maestro nel costruire la trama, gli indizi e i tasselli che piano piano prendono una forma regalandoci alla fine il quadro intero.

Lo stile è sempre impeccabile, diretto, scarno e preciso. Descrive con pennellate nitide caratteri, personaggi, ambienti e sentimenti senza indugiare e non lasciando mai al lettore la possibilità di distrarsi.

Per lui le parole sono importanti e devono descrivere perfettamente luoghi e sensazioni, è per questo che iI disagio di Penelope scorre via in un soffio, lasciandoci mille curiosità sulla protagonista.

Il libro sembra costruito come il primo episodio di una serie televisiva, con una protagonista che incuriosisce ma di cui dobbiamo ancora scoprire tutto e che quindi supponiamo essere al centro di altre indagini dove anche il lettore saprà cosa è successo nella sua vita precedente.

Richiama molto da vicino l’ispettrice di polizia Petra Delicado creata dalla scrittrice spagnola Alicia Giménez-Batlett.

Anche Penelope è una donna diretta, dalla vita sregolata, un rapporto con gli uomini complicato, le capita di svegliarsi in letti sconosciuti accanto a uomini altrettanto estranei.

Beve troppo e si muove sempre ai limiti della legalità, è ruvida ma nasconde fragilità e sentimenti come la lealtà e l’amicizia.

Un cliché piuttosto in uso che abbiamo visto anche nel Vice questore Rocco Schiavone, di Antonio Manzini, respingente ma dotato di sentimenti profondissimi.

Questa volta Carofiglio si cimenta nell’arte di entrare nella mente femminile, ne scrive in prima persona, immaginando sensazioni e pensieri di una donna.

Esercizio certamente non facile, Penelope è infatti una donna molto maschile nei comportamenti, nel linguaggio, nei vizi ed è proprio questo contrasto che la rende interessante, fuori dagli schemi, ci fa venire voglia di conoscerla meglio.  Obiettivo raggiunto.

Ultima annotazione: la città dove tutto si svolge, Milano, non è uno sfondo, è una protagonista.

Le atmosfere, le nebbie, le tristezze, la vitalità, quel suo essere metropoli, persino le strade sono descritte in modo così realistico che sembra di esserci.

Tante prime volte per la nascita di un nuovo personaggio, di una nuova ispettrice, quello che però rimane invariato è ciò che contraddistingue i romanzi di Carofiglio: il successo di un pubblico che lo ama ed è sempre pronto a seguirlo.

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