di Ilaria Sambucci

 

 

Ieri sera è andato in scena al Teatro Vascello lo spettacolo: “Sogno, una notte di mezza estate”; Un atto unico coreografato da Davide Valrosso ed interpretato dai danzatori dalla Compagnia del “Balletto di Roma”.

Il titolo di quest’opera in chiave contemporanea, ci richiama alla memoria una delle più importanti e affascinanti commedie Shakespeariane: “Sogno di una notte di mezza estate”, opera capace di suscitare meraviglia ed emozioni.

In questa commedia Shakespeare affronta fondamentalmente due tematiche: la magia e il sogno.

Sono proprio queste due tematiche il punto di contatto di questo spettacolo di Davide Valrosso con la famosissima opera del poeta inglese.

 La Magia è l’amore, che con il suo potere risolve ogni cosa.

L’amore nel testo è simboleggiato dal succo del fiore magico che agisce sugli occhi, infatti è grazie al senso della vista che ci si innamora, scrutando l’oggetto del proprio amore.

Così inizia il lavoro di coppia proposto dal coreografo, che è riuscito grazie alle musiche e ai disegni coreografici (molti dei quali eseguiti a canone), a dare un senso di leggerezza e fluidità sul palco.

Interessanti le diagonali effettuate “a botta e risposta” prima dagli uomini e a seguire dalle donne.

Gli uomini erano perfettamente sincronizzati, effettuando dei buoni salti. Tra i quattro ragazzi ha catturato il pubblico con la sua grinta, espressività, doti fisiche, e tecnica, il danzatore: Paolo Barbonaglia.

Un plauso anche alla ballerina Kinui Oiwa prevalentemente di stampo classico, che con la sua tecnica, grazia ed eleganza ha dato un tocco magico al balletto.

I giochi di luce e gli effetti proposti dal coreografo Valrosso, hanno contribuito a dare un senso di magia allo spettacolo.

Sicuramente d’effetto, l’entrata in scena dei “Puck” che indossavano degli abiti ingombranti dai colori vividi, ed interessante la scelta musicale: “Only you (And You Alone)” dei “The Platters”.

 Il coreografo con questa scelta musicale, i vestiti dei danzatori che hanno impersonificato i “Puck” e la coreografia stessa, è riuscito a creare un’atmosfera onirica.

“Puck” rappresenta il viaggio, ma incarna anche il divertimento, il dispetto, proprio per simboleggiare la mutevolezza dell’amore.

La coreografia continua poi con alcuni assoli, “pas de deux” e “pas de trois”, nei quali i danzatori hanno formato delle belle immagini, alcune di queste ripetute durante lo spettacolo.

 Davide Valrosso con questa sua creazione, è riuscito a donare al corpo e alla scenografia una consistenza  tangibile e allo stesso tempo immateriale.

Un lungo applauso ha concluso lo spettacolo, che ha catturato l’immaginario di tutti i presenti in sala. Si replica fino al 1 marzo.

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