di Mario Claudio Cesario

 

“Il ricordo è sempre un conforto…”. Carlo Verdone con il suo ultimo libro accarezza la memoria di chi vive di ricordi.

 

Lunedi 9 Marzo 2020. Inizio del lockdown a causa del Covid-19. Sicuramente uno tra i momenti più tristi e duri dell’umanità. Ma come in ogni cosa c’è il risvolto della medaglia: chi ha ritrovato vecchie passioni, chi ha ripreso a studiare o chi finalmente ha trovato il tempo per farlo. Chi invece in questo tempo si è accorto di perdersi il quotidiano familiare e ha recuperato ogni attimo per stare con i propri cari. Personaggi famosi che per anni hanno riempito le nostre case davanti al televisore, ora hanno improvvisato format in streaming per fare compagnia all’Italia. Altri hanno dato appuntamento in videochiamate nelle dirette sui social. Carlo Verdone ha rispolverato il suo mondo di ricordi, lettere, fotografie, manoscritti, pensieri custoditi per anni in una soffitta semplicemente aprendo uno scatolone con la scritta “Fotografie sparse, da riordinare”. A nove anni dall’ultimo suo amatissimo libro “La casa sopra i portici” e a soli dieci mesi dall’incontro con questo suo scatolone magico, il regista romano ha redatto il suo nuovo libro: “La carezza della memoria”. Non è un semplice libro scritto da un personaggio amatissimo da tutti, ma un vero e proprio percorso introspettivo di Carlo nella solitudine del suo terrazzo che abbraccia la città eterna accarezzata dai colori che solo Roma può regalare. In questo viaggio, attraverso questo libro, il Mimmo di “Bianco, rosso e Verdone” regala un “biglietto fantastico” al lettore che si immerge nella memoria percorrendo tempi lontani, storie d’amore e di amicizia, episodi esilaranti ma anche struggenti, vicende che nella loro semplicità erano intrinseche di poesia e di quella realtà, non solo romana, che non esiste più. Si legge anche la malinconia di quei tempi andati, mai più tornati, nel panorama artistico. Quegli odori che scandivano gli anni passati nelle fredde cantine agli studi televisivi di “Non Stop, con indelebili ricordi esilaranti e inaspettati con i protagonisti che vivevano quello studio della Rete 1: i Gatti di Vicolo Miracoli, i Giancattivi e il compianto Enzo Trapani. Non è Carlo Verdone il solo protagonista di questo libro, ma anche le vicende sue personali, raccontate con gran coraggio, da figlio, padre, fan e “divo”. In alcuni capitoli sono le città di Roma, Napoli, Siena, Gorizia e Torino ad essere protagoniste, raccontate con tale semplicità e tatto da far rivivere le stesse sensazioni provate dall’autore del libro. Facendo un’involontaria analisi, si percepisce che è la sincerità la vera forza di questo testo da cui si coglie il respiro di un Carlo Verdone probabilmente mai apparso al cinema. In una sua intervista, l’attore e regista romano rivolgendosi ai suoi lettori, promette che la lettura della sua opera regalerà un momento di nostalgica riflessione, chi invece ha già sfogliato l’anima di questo libro, spera di tornare presto in libreria per l’acquisto di un quarto volume della collana verdoniana.

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