Io Cinzia e il jazz: intervista a Cinzia Tedesco

di Patrizia Boi

Dopo il grande successo di Milano allo Spazio Teatro No’hma, dove si sono registrate due date sold out, la jazz vocalist Cinzia Tedesco – con Roberto Guarino alle chitarre e programmazione elettronica, e Flavio Boltro alla tromba -, ha portato in scena con lo stesso successo per due serate all’Alexanderplatz Jazz Club di Roma ( 13 e il 14 Gennaio 2023) Italian JazzSongs, omaggio ai grandi cantautori italiani rivisitati in chiave Jazz.  

Cinzia, che si è esibita anche davanti al Presidente Clinton in occasione della sua visita di Stato a Roma, collabora da sempre con i più grandi musicisti jazz italiani e internazionali: ha cantato a New York nel club Jazz Standard, alla presenza di George Benson e duettato con jazz vocalist internazionali del calibro di Carl Anderson, Shawnn Montero e Miles Griffith.

Definita da Rai Tg2 «Nuovo talento del Jazz Italiano» e da Tg1 Tv7 «Protagonista del Jazz internazionale», Cinzia Tedesco, secondo La Repubblica, «si muove nel segno della tradizione e dell’originalità», superando le barriere tra i generi musicali e dimostrando eclettismo e capacità interpretative che le hanno consentito di essere voce solista di progetti che coinvolgono anche grandi orchestre.

Flavio Boltro (tromba e flicorno), Cinzia Tedesco (vocalist), Roberto Guarino (chitarre e MIDI Programming)

In questo viaggio musicale tra i grandi cantautori italianila vocalist, che ha ideato il progetto e curato gli arrangiamenti come un abito sartoriale da indossare, è stata accompagnata da musicisti d’eccezione come Roberto Guarino – già compositore ed arrangiatore per Dalla e produttore di Bersani, con cui Guarino ha anche vinto due Premi Tenco -, e Flavio Boltro – fra i maggiori trombettisti jazz italiani.

Sono state due serate ricche di pezzi memorabili e amatissimi dal pubblico, delle vere e proprie perle scelte dalla Tedesco dal repertorio dei cantautori italiani più vicini al mondo del jazz e del blues: ed è così che Lucio Dalla, Paolo Conte, Pino Daniele, Fabio Concato, Samuele Bersani, Lucio BattistiRon, Gino Paoli Renato Zero hanno trovato una nuova prospettiva musicale dove il pubblico ha potuto ritrovare le parole e le melodie da sempre tanto amate. 

Dopo aver conquistato il pubblico milanese, Italian JazzSongs anche all’Alexanderplatz, già abituato al grande jazz che questo storico e prestigioso club propone da decenni, i due concerti della Tedesco hanno visto il sold out. La Capitale come sempre ha accolto i progetti della Tedesco con grande entusiasmo e partecipazione. 

Ricordiamo che Cinzia Tedesco ha portato in scena alcuni spettacoli molto importanti tra cui Verdi’s Mood by Cinzia Tedesco, un progetto da lei ideato, interamente dedicato a Giuseppe Verdi, di cui ha curato personalmente dettagli, sfumature e suoni, creando un mood nuovo, emozionante e che racchiude gli elementi più importanti del suo bagaglio musicale e delle sue esperienze di palco: la grandezza dell’originale melodia verdiana vive e risuona all’interno di armonie Jazz. Nel progetto dedicato a Giuseppe Verdi è stata affiancata da un quartetto di grandi musicisti come Stefano Sabatini al pianoforte, Luca Pirozzi al contrabbasso, Pietro Iodice alla batteria e Giovanna Famulari al violoncello. x

Cinzia Tedesco e Pietro Iodice alla batteria 

Con la stessa ritmica prestigiosa, la Tedesco ha gremito la Sala Sinopoli dell’Auditorium Parco della Musica presentando nel 2020 il suo nuovo disco Mister Puccini In Jazz, pubblicato da Sony Classica in Italia, Germania e tutte le piattaforme digitali mondiali: un originale ed unico tributo al talento del maestro, ideato e costruito dalla jazz vocalist con partner eccezionali con i quali le arie da tenore e soprano diventano canzoni emotivamente travolgenti. Nel disco e sul palco, la Tedesco è stata affiancata dalla Puccini Festival Orchestra del festival pucciniano di Torre del Lago, e grandi senatori del jazz, ovvero Flavio Boltro, Antonello Salis, Stefano di Battista e Javier Girotto. Un disco corale ed una grandissima produzione che ha visto le orchestrazioni d’archi del maestro Pino Jodice, la registrazione e mix della Telecinesound ed il mastering di Roberto Guarino.

Ma cerchiamo di conoscere questa artista attraverso qualche domanda sul suo percorso musicale:

Cinzia, quando è iniziato il tuo percorso musicale?

Da ragazzina cantavo nel gruppo musicale di mio padre, grande cantante e polistrumentista, nonché mio maestro. Ho mangiato ‘orecchiette e musica’ nella mia amata terra di Puglia, girando per locali, piazze e serate da ballo sin dalla tenera età. Tutto questo è stato una grande lezione di vita e di palco che tanto mi è servito per crescere ed imparare a conquistare il pubblico.

In quale occasione hai incontrato il Jazz e hai deciso di farne la tua strada?

Ho sempre ascoltato le grandi voci ed i grandi musicisti di jazz e probabilmente da sempre, anche involontariamente, ho messo in pratica la libertà interpretativa del jazz e la creatività che il linguaggio jazzistico ti consente di concretizzare sul palco. Ma il momento che ha segnato il mio passaggio allo studio della tecnica è stato il trasferimento dalla Puglia a Roma. Conoscere il mondo del jazz romano degli anni ‘90 è stato meraviglioso ed emozionante, nonché lo stimolo ad entrare sempre di più in questo mondo musicale.

Non ti sei limitata a percorrere la via del Jazz, ma hai deliberatamente scelto di sposarlo con la grande musica classica e lirica, tra Verdi e Puccini, perché hai preferito proprio questi due grandi Maestri?

Verdi e Puccini hanno scritto arie d’opera cantate in ogni angolo del mondo, sono ancora oggi l’emblema della creatività e della grandezza musicale italiana e l’Opera Lirica è senza ombra di dubbio lo spettacolo in cui le storie, la musica, le orchestre e le voci interagiscono creando uno spettacolo di assoluta grandezza. Ma allora perché non portare queste melodie su palchi nuovi, perché non avvicinare questo mondo melodico alla libertà interpretativa del jazz, perché non incuriosire i giovani e magari avvicinarli a questo mondo musicale? Ho voluto creare un ponte tra mondi musicali lontani ma che spero d’aver concretamente avvicinato ed amalgamato, sapendo di maneggiare materiale prezioso e facendolo, quindi con amore e rispetto.

Nei progetti dedicati a Verdi e Puccini gli arrangiamenti sono stati curati da Stefano Sabatini, un rappresentante importante della storia del jazz italiano, come ti sei relazionata con lui in questa trasmutazione della musica classica e dell’opera in chiave jazzistica?

Con Stefano ho lavorato benissimo perché, da musicista raffinato, elegante ed intelligente, ha colto le mie intuizioni, ha compreso le mie esigenze interpretative, e mi ha dato spazio per creare. Stefano ha rispettato la mia sensibilità musicale e non si è mai arroccato sulla sua grandissima capacità tecnica, compositiva e di arrangiamento. Così la sua competenza e la sua visione della musica ha incontrato la mia, ed il risultato ancora oggi mi emoziona enormemente.

Flavio Boltro, Cinzia Tedesco e Roberto Guarino 

Ma torniamo a questo nuovo All Star Trio di Italian JazzSongs:

«Roberto Guarino, detto Guaro, appassionato e innamorato della musica, prima musicista, poi compositore, poi arrangiatore, poi produttore, poi tutto quanto insieme», come egli stesso si definisce, ha collaborato con: Lucio Dalla, Stadio, Luca Carboni, Fabio Concato, Mogol, Sergio Cammariere, Mariella Nava, Andrea Morricone, Mango, Gigi Finizio, Samuele Bersani, Renato Zero, Gatto Panceri, Michele Zarrillo.

Come avete affrontato gli arrangiamenti per i pezzi di Lucio Dalla, Fabio Concato e Renato Zero, che lui conosce profondamente?

Con Roberto il lavoro è stato meravigliosamente naturale e sereno. Sono arrivata da lui con le idee abbastanza chiare su come volevo strutturare i brani, su quello che il computer avrebbe dovuto fare o non fare, sul mood complessivo di ciascun brano che ho scelto con questo criterio: voglio cantare le canzoni dei cantautori che amo ma che non ho mai cantato! Roberto ha scelto le soluzioni armoniche, ha sostenuto i miei voli pindarici, contenuto la mia creatività e dato la sua visione del brano che, magicamente, si è fusa con la mia. Abbiamo lavorato ore ed ore senza scontri, sorridendo, stimandoci l’un l’altro e questa è la cosa più bella di questa collaborazione.

Cinzia Tedesco e Roberto Guarino 

Flavio Boltro, come ha contributo al progetto complessivo?

Quando ho pensato a questo progetto ho immediatamente visto l’immagine di me, Roberto e Flavio sul palco. Perché? Perché sapevo che Flavio sarebbe arrivato su ciascun brano ed avrebbe creato momenti forti, grintosi ed appassionati con la sua eccezionale ‘tromba jazz’. Da quando lo vidi suonare anni fa al Calvi Jazz Festival’ con Michel Petrucciani, decisi che un giorno lo avrei voluto con me sul palco. Flavio ha avuto il compito non facile di entrare nel mondo musicale definito da me e Roberto suonando come lui sa fare, ed il suo contributo è davvero di rara bellezza. 

Cinzia Tedesco e Flavio Boltro

Veniamo al concerto all’Alexanderplatz: qualche brano particolare che hai portato in scena?

Ho cantato il brano di Renato Zero I migliori anni della nostra vita ed anche il brano Le Rondini’, con cui Dalla ha chiuso il suo ultimo concerto prima di morire. 

Hai proposto anche un brano inedito di cui sei autrice, di quale tema tratta?

Ho cantato anche un mio brano inedito, intitolato “Alle Cinque’, dedicato a Paolo Borsellino, di cui ho composto la musica su parole scritte a quattro mani con lo scrittore teatrale Giovanni Soldani.  Questo brano nasce dal racconto della speciale abitudine, che Borsellino aveva, di alzarsi sempre alle cinque del mattino “per fregare il mondo con due ore di anticipo” e rende omaggio ad un vero eroe dei nostri tempi, veicolando così in musica un vero e proprio messaggio di amore per la legalità.

Qual è il tuo cantautore preferito e per quale ragione?

Ne cito due, che ho particolarmente nel cuore: Pino Daniele e Lucio Dalla. Li amo perché la loro musica è molto vicina al jazz, perché le loro armonie e le melodie sono state, per me, dirompenti e capaci di segnare un territorio, creare un mondo dove ritrovare anche una capacità interpretativa che sia Lucio che Pino avevano ed esprimevano con personalità ed originalità. E poi mi hanno toccato il cuore in un modo molto speciale.

Quali brani sono più in sintonia con la tua voce e con il tuo modo di fare musica?

Avendo costruito gli arrangiamenti su di me, ho definito spazi, pause, ritmi, cambi di atmosfere in linea con il mio mondo musicale, un contesto dove potermi muovere con naturalezza ma non senza difficoltà. Sono brani apparentemente semplici ma, credimi, in realtà complessi da affrontare perché allontanarsi dall’originale rimanendo fedele alla melodia dell’autore non è compito facile. Non saprei scegliere, ma certamente mi sono ritrovata benissimo nel brano scritto da Guarino per Samuele Bersani ed inserito in un disco che Roberto ha creato e prodotto e suonato interamente per Samuele, vincendo due Premi Tenco: Se ti convincerai’ è un brano che mi sono pian piano conquistata ed ora lo considero felicemente mio.

Dopo i cantautori, cosa hai in mente per il futuro? O non ci hai ancora pensato?

Adesso sto lavorando su progetti di internazionalizzazione della mia Opera Jazz, con prima tappa il Brasile, e poi sto puntando molto su questo nuovo Italian JazzSongs.  Ho tanto su cui lavorare e, in tutto questo, amerei trovare il tempo per riposare un po’ e godermi l’applauso del pubblico.  I nuovi progetti possono attendere. 

NOTE SUL TRIO

Cinzia Tedesco foto Marisa De Gregorio

Cinzia Tedesco, pugliese, oltre ad essere protagonista del Jazz italiano ed internazionale, originale e versatile, come già sottolineato, ha ricevuto una serie di attestati per il suo impegno sociale: Ambasciatrice di Pace del Centro Internazionale di Pace di Assisi (Onlus riconosciuta dall’ONU); Testimonial di ManiTese (2012); Ambasciatrice Salvamamme (dal 2014); Testimonial della Fondazione Letterio Giordano (2018); Premio GreenAccord “Sentinella del Creato” (2013); vincitrice Premio Pavoncella per la creatività artistica femminile (2015); Comitato Direttivo APICES (2022); Socia Onoraria del Canova (dal 2019); Premio Taranto Opera Festival (2020); Organizzatrice e Direttore Artistico del concorso per giovani artisti Circeo In Musica, prima edizione (2021); Premio Internazionale d’Eccellenza “Città del Galateo-ANTONIO DE FERRIIS”, sezione musica, 2021; Premio Stelvio Cipriani (novembre 2022).

Cantante, compositrice, interprete di musical, rappresenta appieno l’artista completa, la cui cifra musicale si situa tra il jazz ed il soul. 

Scoperta da Pippo Baudo, debutta in TV su RAI 1 e da quel momento ha fatto numerose interviste con i Media Nazionali più importanti che l’hanno fatta conoscere al grande pubblico. 

È voce solista di formazioni orchestrali importanti come Parco della Musica Jazz Orchestra (PMJO) di Mario Corvini e Pietro Iodice e l’Orchestra Jazz della Sardegna (OJS). Affronta con naturalezza palchi prestigiosi quali, tra i tanti, il Festival dei Due Mondi di Spoleto, Teatro Sistina di Roma, il Piccolo di Milano, il Duse di Bologna, il Festival di Ravello, il Calvi Jazz Festival in Corsica, il Moncalieri Jazz Festival, la Jazz Keller in Germania, il Piacenza Jazz Festival, il Teatro No’hma di Milano, il Todi Festival, l’Auditorium Parco della Musica di Roma ed il Festival Internazionale di Mezza EstateRoccella Jonica Jazz Festival ed il Pescara Jazz Festival.

Canta come protagonista e voce solista di progetti che coinvolgono grandi orchestre. 

Ha inciso diversi dischi: Vento DAfrica (A&D records – 1998) e Rite Time (UM Records – 2004); Like a Bob Dylan (CNI Music – 2010), Verdis Mood (2016) e Mister Puccini In Jazz (2020) prodotti e distribuiti da Sony Classica ed inseriti nel catalogo internazionale Jazz della Sony.

Roberto Guarino

Roberto Guarino 

Roberto Guarino, tarantino di nascita, si muove nella musica pop e jazz da sempre, collaborando anche come chitarrista degli STADIO sino al suo trasferimento a Bologna, dove diventa musicista di riferimento nel team musicale di Lucio Dalla. Collezionista e utilizzatore di chitarre e pro tools. Professionista anche nel campo del Recording, pre e post produzione, mix, Mastering e DDP. Vincitore di 2 premi TENCO 2004 come miglior canzone e miglior disco dell’anno, 2 dischi d’oro, 1 disco di platino, premio AMNESTY INTERNATIONAL 2006 e numerosi altri riconoscimenti.

Collaboratore per anni di grandi artisti tra cui:

Lucio Dalla, Stadio, Renato Zero, Fabio Concato, Mogol, Sergio Cammariere, Mariella Nava, Andrea Morricone, Mango, Gigi Finizio, Samuele Bersani, Gatto Panceri, Luca Carboni e Michele Zarrillo, con il quale è anche in tour in Italia e all’estero.

A fine 2022 uscirà su tutte le piattaforme digitali mondiali il suo disco dal titolo ‘SOLO’, con ospiti Sergio Cammariere, Michele Zarrillo, Mariella Nava, Gatto Panceri e Cinzia Tedesco.

Flavio Boltro  foto Roberto Cifarelli

Flavio Boltro, torinese, è uno dei più grandi trombettisti jazz italiani. In un’intervista fatta a Wynton Marsalis su Don Beat nel novembre del 1998, Marsalis designa Boltro come uno dei migliori trombettisti della scena jazz mondiale insieme a Terence Blanchaed, Wallace Roney, Nicholas Payton, Marcus Printup, Roy Hargrove, Tom Harrell. Ha fatto parte della formazione, nota come Lingomania, con Maurizio Giammarco al sax, Umberto Fiorentino alla chitarra, Roberto Gatto alla batteria e Furio Di Castri al basso, che si aggiudicherà per due volte consecutive il premio per il miglior disco e miglior gruppo dell’anno. Dello stesso periodo è la collaborazione con Steve Grossman, con il quale si esibisce in club e festival internazionali in quintetto con Cedar Walton, Billy Higgins e David Williams alla sezione ritmica, ma anche con Clifford Jordan e Jimmy Cobb

Nel 1984 viene eletto “miglior talento” dell’anno dalla rivista Musica Jazz e l’anno successivo miglior musicista dell’anno. 

Nel 1988 si esibisce al festival di Ivrea e al Jazz Club Capolinea di Milano con il grande Freddie Hubbard, quintetto a due trombe.

Dopo altre importanti esperienze, entrerà nel sestetto di Michel Petrucciani e ne farà parte fino al 1999, l’anno della morte del mitico Pianista. Dopo altre collaborazioni importanti e la registrazione dell’album 40 gradi per Blue Note Record, nel 2007, Gino Paoli forma un gruppo con musicisti jazz e sceglie Boltro come trombettista.  Nel 2011 l’etichetta ACT Music propone a Flavio Boltro di registrare grandi arie d’opera italiana in duo con il pianista Danilo Rea, avendo entrambi una solida preparazione classica. In ricordo del grande Petrucciani, Flavio Boltro incide con il suo quartet Play Petrucciani. Nel 2022 ha iniziato la sua collaborazione con la jazz vocalist Cinzia Tedesco.

La scaletta:

I migliori anni della nostra vita (Renato Zero)

Via con me (Paolo Conte)

Voglio di più (Pino Daniele)

Una città per cantare (Ron)

Alle cinque (Giovanni Soldani)

Guido piano (Fabio Concato)

Se ti convincerai (Samuele Bersani)

Ancora tu (Lucio Battisti)

Le rondini (Lucio Dalla)

Io che amo solo te (Sergio Endrigo)