di Ilaria Sambucci

 

 

Coreografo, ballerino e regista di fama internazionale, Franco Miseria raggiunge l’apice della popolarità all’inizio degli anni ’80. Le showgirls Heather Parisi e Lorella Cuccarini furono lanciate sul grande schermo proprio da questo grande professionista. Quarta Parete Roma ha avuto il piacere e l’onore di poterlo intervistare.

Caro Franco, la tua è una carriera intensa e ricca di successi, quando e come ti sei avvicinato al mondo della danza?

“Ho iniziato involontariamente da piccolo, perché i miei genitori andavano a ballare nelle balere. Crescendo mi sono interessato sempre di più alla danza da autodidatta fino ad arrivare a studiare classico perchè volevo lavorare in Rai, e per farlo dovevo superare una prima selezione di danza classica per poter procedere con quella di danza moderna.”

Franco Miseria ha scoperto Heather Parisi ma chi ha scoperto Franco Miseria?

“In primis il coreografo e ballerino Franco Estill, poi Don Lurio”

Qual è il lavoro che ti ha dato più soddisfazione dal punto di vista televisivo e quale dal punto di vista teatrale?

“Dal punto di vista televisivo: Fantastico 5 e Fantastico 8 e dal punto di vista teatrale Se il Tempo Fosse un Gambero e Rinaldo in Campo con Garinei e Giovannini.”

Hai qualche rimpianto dal punto di vista artistico?

“Rimpianti in questo paese non ne ho perché questo paese è molto distratto per la danza. Forse sarei dovuto andare all’estero.  Al tempo delle prime edizioni di Fantastico ho fatto un viaggio in America dove ho ritrovato un vecchio coreografo che aveva lavorato in Italia, Jack Bunch, il quale mi aveva invitato ad andare lì perché apprezzava il lavoro che stavo svolgendo. Non sono riuscito a lasciare l’Italia perché in quel momento le cose andavano molto bene e se fossi andato a New York avrei dovuto ricominciare da zero. All’epoca non avrei mai immaginato che la danza capitolasse così in Italia.”

C’è qualche ballerino con cui avresti voluto lavorare?

“Si, Rudolf Nureyev. Dovevo fare un programma in Tv in occasione delle Colombiadi e avevo proposto al suo manager, Luigi Pignotti, una collaborazione. Rudolf accettò, ma dopo un paio di mesi venne fuori la sua malattia e saltò tutto.”

Cosa guardi nei danzatori? Prima la tecnica o le doti fisiche?

“Guardo prima la tecnica e poi la personalità.

Le doti fisiche per me non contano se uno è bravo ed ha una grande tecnica.”

Chi sono secondo te adesso i danzatori più versatili nel mondo?

“Melissa Hamilton, la prima ballerina del Royal Ballet di Londa e il ballerino russo Daniil Simkin.”

 E invece gli italiani?

“Quelli bravi stanno tutti all’estero perchè qui non c’è lavoro.”

Hai detto che Fantastico 5 e Fantastico 8 sono stati i lavori che ti hanno dato più soddisfazioni. Quali sono le coreografie di queste edizioni che sono impresse nel tuo cuore?

“Il mio balletto preferito in Fantastico 5 è Relax con la musica dei Frankie Goes to Hollywood. Invece la coreografia che è impressa nel mio cuore di Fantastico 8, presentato da Adriano Celentano, è sicuramente il finale Chorus Line dove ballavano tutti i primi ballerini internazionali.”

In tanti vorrebbero vedere uno spettacolo curato da te sia nella realizzazione che nelle coreografie. Hai qualcosa in cantiere? Qualche progetto che vorresti realizzare?

“Ho cominciato da poco a lavorare su un libro. Vorrei pubblicare un libro sulla mia vita e farne poi uno spettacolo teatrale.”

Cosa auguri per la danza?

“Spero tanto che la danza qui in Italia possa rinascere perché è una delle arti più affascinanti che esistono.”

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