di Giorgia Leuratti

 

 

Il concept album di Gianluca Testa, “Nomade Digitale” assume la conformazione di un viaggio introspettivo che sceglie come tappe le suggestioni passate e presenti del suo autore. Iniziata poco prima del repentino diffondersi del Covid 19, la sua circolazione prosegue dandoci oggi la possibilità di interrogarci sulle sue tappe e i suoi sviluppi.

 

Pubblicato lo scorso Febbraio in formato CD come nelle piattaforme digitali, proprio negli ultimi mesi il tuo progetto musicale ha trovato la sua diffusione: come nasce “Nomade digitale”? Da quali suggestioni trae ispirazione?

Nomade digitale nasce per raccontare un viaggio fisico e metafisico: la storia di un percorso di trasformazione. All’inizio era un romanzo, poi è diventato la sceneggiatura di un film e alla fine un disco, che è stato la prima opera a vedere la luce, per ragioni sia artistiche che produttive.

 

 Sebbene attraversati da tematiche divergenti, i tuoi testi costituiscono una composizione armonica che nel viaggio, nell’osservazione del mondo, nel dialogo delle idee, trova la sua cifra specifica. Come si sviluppa il loro andamento? Risponde ad un ordine specifico nel corso dell’album?

L’ordine si ispira al viaggio dell’eroe: ogni canzone rappresenta un passaggio successivo dell’evoluzione del Nomade digitale, protagonista della storia. Una crisi scatena la chiamata all’avventura che lo spingerà ad affrontare prove e iniziazioni per risorgere e tornare al mondo ordinario arricchito di un nuovo stato di coscienza, che lo illuminerà da quel momento per il resto della sua vita.

 

Muovendoti in costante parallelismo tra esperienza attoriale, musicale, registica; hai spesso assunto un ruolo multiforme nel corso dei tuoi progetti lavorativi. Come queste diverse declinazioni artistiche dialogano in te?

Dialogano con naturalezza. Tutte le esperienze artistiche partono dallo stesso impulso, che è l’esigenza di raccontare, condividere col mondo visioni ed ispirazioni, che poi si sviluppano organicamente attraverso un mezzo o l’altro.

 

Girato tra Cambogia, Laos, Malaysia e Filippine, anche il videoclip legato all’album si articola sotto la tua direzione artistica. Quale significato ha assunto per te questa esperienza?

E’ stata un’avventura piena di insidie, sorprese e scoperte. Mi sono ispirato alla poetica della caméra-stilo, girando con pochissimi mezzi ed in totale libertà. L’aiuto di collaboratori locali mi ha permesso di produrre scene in location cinematograficamente inedite come il mercato di Vientiane, in Laos; la periferia di Phnom Pehn, in Cambogia; il distretto di Sepang a 50 chilometri da Kuala Lumpur, in Malaysia; Olongapo e la baia di Subic, nelle Filippine.

 

Presente trasversalmente nella tua materia testuale, la metafora diviene mezzo necessario per l’evocazione di figure e situazioni immaginifiche. In riferimento a questo, come si articolano la scrittura, il processo creativo? In quali spazi? In quali tempi?

Considero la metafora uno degli strumenti più potenti di suggestione e trasformazione. Il metodo nel processo creativo è variabile. Alcune delle canzoni dell’album hanno preso spunto da materiali composti più di quindici anni fa ma la struttura, l’anima del disco, si è formata principalmente durante i vagabondaggi in Asia tra il 2012 ed il 2017.

 

Come riterresti la risposta del pubblico nel corso di questi ultimi mesi? Credi la condizione di lock down conseguente alla diffusione del COVID-19, abbia in qualche modo influito sulla diffusione, sulla recezione e sull’ascolto?

Ha di certo influito in negativo la cancellazione del Nomade digitale Tour, a causa del decreto legge di Febbraio. Nonostante ciò, il pubblico ha risposto bene: il CD fisico, uscito in Italia con Onmusic, è andato esaurito in due settimane e stiamo valutando una ristampa. Il videoclip è stato presentato dal Meeting delle Etichette Indipendenti e messo in onda da Radiocoop in 800 punti vendita Coop in Italia, venendo poi lanciato in rotazione televisiva. Una trentina di radio italiane e svizzere hanno trasmesso il singolo Antifragile, che è entrato nella Indie Music Like, la classifica del gradimento delle canzoni indipendenti più longeva d’Italia.

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