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“In Petto” – Come clown felliniani sull’orlo dell’esistenza

In Sala Petrassi OKIDOK chiude OPS!2026 con un gioiello di circo contemporaneo tra poesia, cadute e umanissima fragilità.

La rassegna OPS!2026 – dedicata alle più interessanti declinazioni del circo contemporaneo – ha salutato Roma con una chiusura elegante e intensa: In Petto, spettacolo del duo belga OKIDOK, presentato nella Sala Petrassi dell’Auditorium Parco della Musica. Un epilogo di grande spessore artistico, accolto da un pubblico composto in larga parte da bambini ed adolescenti,  attento, coinvolto e generoso, che ha tributato lunghi e convinti applausi al termine della rappresentazione.

In Petto – Xavier Bouvier

Xavier Bouvier e Benoît Devos, anime e corpi del progetto OKIDOK, incarnano una forma di clownerie contemporanea che affonda le radici nella tradizione per poi superarla con grazia, precisione e un’ironia sottile, mai compiaciuta. I due artisti – già ospiti a Roma nel 2015 con Slips Inside – vantano una formazione solida e prestigiosa: dall’École Lassaad, erede della lezione di Jacques Lecoq, all’École Nationale du Cirque di Montréal. Un percorso che ha permesso loro di costruire un linguaggio scenico personalissimo, capace di fondere teatro fisico, circo, mimo, musica e danza in una sintesi limpida e riconoscibile, affermata in oltre vent’anni di tournée internazionali, dall’Europa al Giappone, dall’Australia al Canada.

In Petto – espressione che rimanda al segreto custodito nel cuore, al pensiero taciuto – è un lavoro non verbale, governato da una drammaturgia del gesto e da un’estetica precisa, essenziale, mai ridondante. Al centro della scena, un semplice carretto a mano: dimora precaria, camerino improvvisato, promontorio instabile. Un oggetto-simbolo che diventa mondo, casa e trappola, costringendo i due clown a un continuo negoziato con l’equilibrio, con la caduta, con l’imprevisto. Il carro oscilla, si ribalta, li espelle e li richiama, metafora evidente di un’esistenza fragile, sempre sul punto di cedere.

In questo spazio minimo si dispiega una poetica dell’assurdo che parla direttamente alla nostra condizione umana. Due figure vagabonde, apparentemente inadatte, legate da una dipendenza reciproca, attraversano situazioni tragicomiche che evocano atmosfere quasi beckettiane: non c’è una vera narrazione, ma una successione di tentativi, inciampi, fallimenti e ripartenze. La risata nasce dalla caduta, ma subito si colora di tenerezza, malinconia, empatia.

La maestria tecnica di OKIDOK è straordinaria proprio perché invisibile: acrobazie, equilibrismi, gag e “incidenti” sembrano semplici, quasi casuali, ma rivelano un lavoro minuzioso, una precisione millimetrica, un’intesa costruita in anni di pratica condivisa. È questa alchimia a rendere il riso liberatorio e autentico, capace di conquistare non solo i più piccoli – coinvolti direttamente in momenti di interazione vocale e complicità – ma anche un pubblico adulto, più resistente e difficile da sorprendere.

In Petto – Benoit Devos

Assistendo a In Petto, il pensiero corre inevitabilmente a Federico Fellini e al suo sguardo innamorato verso il circo. Come nel cinema del regista riminese – da La Strada a I Clowns – anche qui il mondo circense diventa lente poetica per osservare la realtà, mescolando comico e tragico, leggerezza e dolore, ingenuità e consapevolezza. Xavier Bouvier e Benoît Devos sembrano raccogliere idealmente quell’eredità, restituendola al pubblico romano con una delicatezza rara e una forza espressiva che conferma, ancora una volta, quanto il circo contemporaneo possa essere strumento potente di riflessione, emozione e poesia.

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In Petto – OKIDOK, con Benoît Devos & Xavier Bouvier, drammaturgia Jeannine Gretler, gioco clownesco Christine Rossignol, Amanda Kimble, Tom Roos, Carina Bonan, OPS! – Rassegna di Circo Contemporaneo 2026, 6 gennaio 2026, Sala Petrassi, Auditorium Parco della Musica di Roma

Foto ©Grazia Menna

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