di Mario Claudio Cesario

 

“Il talento di essere nessuno”, la sorpresa che Luca Ward ha fatto ai suoi numerosi fan, ma forse anche a sé stesso.

 

Luca Ward, il Frank Sinatra delle sale di doppiaggio, the voice dell’immortale RadioItalia, straordinario attore che ha calpestato ambìti palcoscenici teatrali con musical e non solo, colui che ha sentito scoccare ciak di produzioni di successo come “Centovetrine”, “Elisa di Rivombrosa” e “Un posto al sole” ora si regala al suo amatissimo pubblico in una maniera diversa: l’autobiografia dal titolo “Il talento di essere nessuno”. Il nome riporta alla sua smisurata passione per il mare, amore ereditato prima da suo nonno, americano di origini inglesi e capitano della marina mercantile, e poi da suo padre, proprietario di una piccola barca a vela, dove il piccolo Luca occupava il ruolo di primo marinaio.

“Il gladiatore di Ostia” è sempre stato molto riservato sulla sua vita privata, ma il lockdown ha portato inevitabilmente ciascuno a un bilancio della propria esistenza, a mettere sotto esame la propria coscienza, invitando a migliorare il proprio essere e ad apprezzare anche le cose più semplici. In questo libro, l’autore si racconta senza filtri, nulla aggiunge e nulla toglie, racconta esattamente Luca. Rivive, insieme al lettore, la sua vita, suscitando emozioni attraverso ricordi più o meno belli di una vita affrontata con “forza e onore” sin dall’età di 13 anni, per la prematura perdita del padre.

Il doppiatore di Samuel L. Jackson di Pulp Fiction, conosciuto da adulti e bambini, appare diverso da come è stato nella sua adolescenza. Ha sofferto lutti pesanti, portandosi il peso di una famiglia e facendo lavori tra i più disparati: il traslocatore, il bagnino, il “bibitaro” all’autodromo di Vallelunga, il camionista in giro per il mondo, rischiando la vita in Medio Oriente, la stessa terra per cui nutre una forte passione, e poi ancora il restauratore, che farebbe ancora se ne avesse la possibilità. Insomma, tantissimi lavori che hanno nobilitato un uomo che ha sempre rifiutato il guadagno facile offertogli dalla criminalità che dilaga in ogni dove e cerca facili prede.

Questo libro è ricco di obiettivi raggiunti con dedizione e positività, ricco di risposte a quelle domande che si è posto Luca Ward, ma che si pone ciascun individuo.

Pagine che raccontano il lato più intimo del “Duca”, da marito innamorato a padre perso d’amore per i suoi tre gioielli. Pagine di verità sul cinema, sulla televisione sana, di aneddoti del doppiaggio, citando grandi nomi del passato che hanno creduto in lui come Pino Locchi, Pino Colizzi e Ferruccio Amendola.

Siamo certi che dopo aver letto questa biografia genuina e toccante molti altri fan si saranno aggiunti al “club Ward”, una biografia che lascia motivi di spunto e di riflessione anche per tanti giovani col fuoco sacro e non. Insomma, da questa opera è emerso un Luca umano, semplice e profondo come il mare che scorre, da generazioni, nelle vene dei Ward.

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