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Il Ministero dell’Amore

Pif guida una crisi di governo sentimentale in un’elegante satira sulla politica italiana.

La Festa del Cinema di Roma presenta in anteprima mondiale, nella sezione Grand Public, Il Ministero dell’Amore, nuovo film di Giacomo Ciarrapico e Luca Vendruscolo, autori di Boris e Ogni maledetto Natale. Protagonista Pif, nel ruolo di Aldo, cronista parlamentare nel caos della politica romana mentre un singolare consiglio dei Ministri interiore governa ogni decisione con decreti emotivi e leggi dell’anima. Con lui Corrado Guzzanti, Pietro Sermonti, Angela Finocchiaro e, nei panni di Claudia, Alessandra Mastronardi, con Ninni Bruschetta, Fabio Balsamo e Andrea Pennacchi. Liberamente ispirato al monologo Stare meglio oggi di Ciarrapico, il film è prodotto da Claudio, Federico e Jacopo Saraceni per Ideacinema, in coproduzione con Amazon MGM Studios, e approda su Prime Video il 18 dicembre. 

Nel fotogramma, una seduta del “Consiglio dei Ministri” del governo interno di Aldo Canestri.

Un film che dal grande schermo, quindi, ci passa solo per l’occasione della festa, per approdare subito sui piccoli schermi delle smart TV e dei computer, se va bene. Resta un peccato che una pellicola così brillante non trovi posto nei cartelloni delle sale cinematografiche, benché la direzione, per film del genere, sia sempre più quella del piccolo schermo. In superficie, la trama del film racconta la vita di un uomo normale, in una città normale, con un lavoro normale e problemi altrettanto normali; a far svoltare la storyline sono le dinamiche del “governo interno” del protagonista Aldo, costruito sul modello di Inside Out, formula che negli ultimi film usciti ha ormai preso piede e che qui viene declinata sul fronte della politica italiana. Un cervello organizzato in parlamento e consiglio dei ministri ricalca, attraverso l’esperienza esterna, la quotidianità lavorativa di Aldo e restituisce abbastanza fedelmente, ovviamente sotto falso nome, i partiti che popolano la nostra scena politica, senza neanche nascondere troppo il partito dietro il nome della sua trasfigurazione nel governo interno. 

A sostenere l’intrattenimento durante il film è il gioco di riconoscimento della vera classe politica, affidato a espressioni e ammiccamenti lasciati sospesi. Vi si aggiungono le situazioni ilari che si creano e la maestria comica di nomi di spicco come Corrado Guzzanti. Ne nasce un modo sottile di fare satira sulla situazione attuale, elegante e al tempo stesso immediato, che rende questa commedia pungente, piacevole e interessante. Il punto debole del cast è chiaramente Pif, che da molte pellicole veste lo stesso identico ruolo, con risultati che raramente convincono fino in fondo. In questa sceneggiatura, circondato da un cast di livello, il suo personaggio inetto trova tuttavia una collocazione ben calibrata dalla regia, che riesce a inserirlo con naturalezza e a farlo funzionare comunque. 

Nel fotogramma, Corrado Guzzanti nel ruolo del Presidente del Consiglio del governo interno di Aldo Canestri.

Resta un dubbio su un collegamento che è impossibile non fare: il titolo e “ministero” principale che muove la vicenda è il Ministero dell’Amore, nome che richiama inevitabilmente lo stesso identico ministero del romanzo 1984 di Orwell, apparato di polizia e repressione del Partito che arresta, interroga e tortura chi dissente, anche solo col pensiero, per “rieducarlo” e far sì che ami il Grande Fratello. Nonostante il film non offra chiari riferimenti all’opera di Orwell oltre al titolo, è comunque presente una possibile interpretazione: i Servizi Segreti nella mente di Aldo sono in qualche modo ricollegabili o identificabili con il Ministero dell’Amore di Oceania, in quanto anch’essi in qualche modo controllano, manomettono e piegano il destino sotto il naso del Ministero dell’Amore, prodigandosi per far valere i soliti modelli di strategia dell’ufficio di Sermonti. A essere controllato è così il destino che altera la vita sentimentale del protagonista, senza toccare lo stato emotivo di Aldo, con successo fino alla presa di potere di Zeno. Tuttavia, questa è solo una possibile interpretazione presa molto alla larga, che affiora perché il libro di Orwell è oramai radicato nella cultura generale a tal punto che girare un film con questo titolo, fingendo che questo precedente non esista, sarebbe un atto di miopia. 

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Il Ministero dell’Amore – regia di Giacomo Ciarrapico e Luca Vendruscolo – sceneggiatura di Giacomo Ciarrapico e Luca Vendruscolo, dalla pièce teatrale Stare meglio oggi di Giacomo Ciarrapico – fotografia di Alfredo Betrò – montaggio di Clelio Benevento – scenografia di Sonia Peng – costumi di Susanna Mastroianni – musiche di Giuliano Taviani e Carmelo Travia – suono di Filippo Porcari – con Pif, Corrado Guzzanti, Pietro Sermonti, Angela Finocchiaro, Alessandra Mastronardi, Ninni Bruschetta, Fabio Balsamo e Andrea Pennacchi – prodotto da Claudio Saraceni, Federico Saraceni e Jacopo Saraceni per Ideacinema, in coproduzione con Amazon MGM Studios – distribuzione italiana Prime Video – Festa del Cinema di Roma – venerdì 16 ottobre, Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, Roma

Foto – © Ufficio Stampa



Festival Cinema
Noemi Vaneffi

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