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Il giro d’onore di un musicista di razza

Claudio Baglioni in concerto a Roma per sette appuntamenti che segnano la partenza del “GrandTour La Vita È Adesso”

Quello che nei prossimi giorni animerà le notti romane non sarà il semplice ritorno di Claudio Baglioni sulle ribalte dei concerti, ma l’avvio del suo “giro d’onore”, la solenne parata prima del (annunciato) ritiro dalle scene. Un progetto ambizioso chiamato Che Notte È Questa!, ideato per fare da prologo ed epilogo al suo monumentale GrandTour – La vita è adesso.  E così, partendo da quel luogo di bellezza, un giro di concerti non sarà più tale, ma spende l’ambizione della epopea, quasi spavalda come il perimetro verde di Piazza di Siena, incastonato nel cuore di Villa Borghese.

La scelta del luogo è certo per conferire leva monumentale al suo rientro sulle scene, ma c’è una evidente concessione alla memoria: qui, esattamente trentasei anni fa – era il 1990 – centinaia di migliaia di voci si unirono per celebrare il fenomeno di La vita è adesso. E qui Baglioni ritorna per replicarsi in ben sette serate, a partire da questa sera 24 ottobre fino al 1 novembre. Sette appuntamenti pensati come una vera e propria liturgia laica, che nulla concede al minimalismo: ad accompagnarlo un’orchestra e una band di 20 musicisti, chiamati a eseguire oltre 50 brani in scaletta. E per la prima volta nella storia dei suoi concerti dal vivo, eseguirà integralmente proprio La Vita È Adesso, l’album dei record della discografia italiana.

Già questo avvio porta il segno di una ambizione di tutto riguardo (non a caso preceduto, pochi giorni fa da fastosi ricevimenti in Comune, al cospetto di sindaco e consiglieri), ma il progetto romanzesco di Baglioni non si ferma all’autunno dei parchi romani. Come ogni parabola perfetta, il viaggio prevede una partenza e una chiusura circolare: dopo la lunga traversata del GrandTour lungo la Penisola nel corso del 2027, l’ultimo capitolo definitivo – Che notte è questa! Il ritorno”– è già fissato per il 23 ottobre 2027 nella cornice imponente dei Fori Imperiali.

Ma non deve esserci soltanto un impulso ambizioso nella scelta di queste location: non è difficile intravedere anche una logica sentimentale che induce Baglioni a confrontarsi con il suo pubblico. Chi sarà lì, seduto sulle gradinate o in piedi sul prato, non andrà solo ad ascoltare della musica, andrà a misurare quanto del proprio tempo è passato, e quanta intimità è rimasta coinvolta ancora tra una nota e l’altra. E allora viene facile concludere che Baglioni ambisce a riempire i grandi (e storici) spazi di Roma non tanto per occupare suolo, ma per abitare la memoria della sua gente. Esattamente in controtendenza rispetto al pop contemporaneo che non sa niente di memoria, perché consuma i suoi riti con la velocità di un alert e la consistenza di un algoritmo.

Certo c’è voluto del tempo perché anche l’immagine di questo ormai ultrasettantenne cantautore si monumentalizzasse, al punto da essere perfettamente in coerenza con gli spazi che l’Urbe generosamente e volentieri  apre per i suoi eventi: per troppo tempo confinato nel cliché di “cantautore della maglietta fina” o cantore dell’amore giovanile da parte di una certa critica snob, Baglioni ha compiuto con successo la transizione da idolo dei teenager a vero e proprio prosatore della forma-canzone. La svolta è arrivata quando Baglioni ha smesso di essere soltanto il cantore dei sentimenti di periferia e ha cominciato ad esplorare una dimensione quasi letteraria del testo, maneggiando sintagmi impressionistici, correlati oggettivi, costruendo un lessico sovrabbondante, fatto di assonanze, allitterazioni, immagini barocche e vertigini verbali, rivelando un insospettabile gusto per la parola.

E poi c’è il talento puro, quello puramente musicale: Baglioni è un musicista colto, un compositore raffinatissimo, un pianista vero, un costruttore di armonie mai banali. Le sue strutture armoniche non sono quelle del solito giro di Do da falò di spiaggia: ci sono cambi di tonalità arditi, progressioni jazzate, tempi dispari, truccati da ballate popolari. E ancora la voce: quella vocalità capace di raggiungere vertici straordinari, custodendo sempre la declinazione intima dei brani. Una storia, la sua, che racconta di una parabola in crescita paradossale, rispetto alla norma, con la dignità del grande interprete e la dedizione del vero artigiano.

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Che notte è questa! – prodotto e organizzato da Friends & Partners e Come S.r.l., in collaborazione con Roma Capitale – Assessorato ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda. Radio ufficiale: RTL 102.5. – Dal 24 ottobre al 1 novembre 2026

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