Il film “Laura Pausini: Piacere di conoscerti”, un incontro tutto da scoprire

“Laura Pausini: Piacere di conoscerti” è il film disponibile su Amazon Prime Video a partire dal 7 aprile in 240 paesi. La produzione è Endemol Shine Italy. Hanno recitato: gli affetti cari di Laura Pausini, Cesara Zeka che veste i suoi panni da ragazza e fra gli altri attori Tamara Balducci, Maria Pia Timo e il giovane Luca Lorenzi.

Si fa nitido lo scatto su pellicola del brano “Scatola”. L’autrice è Madame, che a soli 19 anni ha carpito i ricordi dell’infanzia di Laura, quando lei, alla stessa età, ancora doveva dargli esito. Diversamente dall’essere autobiografico ed elogiativo, il film è sopraffino, ti parla, ti interpella. Opera del rigore del regista Ivan Cotroneo, Monica Rametta e Laura nel scriverlo. Le prospettive di autorealizzazione di due Laure che non si conoscono sono contrapposte. Con la prima si ripercorre il vissuto reale della cantante, la seconda, dà un seguito entusiasmante a una domanda che proprio lei si è posta, “Cosa sarebbe accaduto se non avessi vinto il festival di Sanremo nel ’93?”.

Con la risposta di Laura, la fantasia di coloro che, almeno una volta, si sono immaginati un risvolto diverso rispetto a un incontro, una conversazione o un viaggio, si staglia. Per quanto le scelte di nessuno rispettino sempre i piani, se si custodiscono immagini di situazioni segrete, le si coglie unirsi e trasmettere in differita un “film” dal prosieguo personale per gli occhi che lo guardano.

La visuale si estende in Romagna, a Solarolo, paese natio dell’artista, Roma dove abita attualmente con il compagno Paolo Carta e L’America Latina, che l’ha accolta fin dagli inizi nei concerti. Sempre nella Romagna, Laura B, come la definisce quella vera, voleva continuare a partecipare alle serate di pianobar col papà Fabrizio, sentendosi nel posto giusto circondata da un numero di gente ristretto, famiglia e amiche. Il sogno lavorativo era di diventare proprietaria di un laboratorio di ceramiche. A dirla tutta, potrebbe far specie a chi non la conosce bene pensando che lo sceneggiato voglia coronare chissà quale fame di scalare le classifiche mondiali ma non è così, è l’inaspettato ad averci visto lungo, più in là di qualsiasi previsione.

Ciò che avvicina le protagoniste è quello a cui entrambe non possono rinunciare, cantare. Con questa passione Laura Pausini ha conquistato i fan per l’onestà nel modo in cui l’ha portata avanti. Non è la quantità di pubblico che la segue, anni di carriera, quasi 30, dischi venduti, 70 milioni, Grammy vinti, 5, o il Golden Globe e la nomination all’Oscar, a renderla qualitativamente forte. Nel lungometraggio, oltre ai successi musicali più grandi, l’inscindibilità con i punti deboli che la riguardano la rende un’icona. Ha un ruolo preminente la solitudine di Laura, la quale infatti racconta di doversi sentire costantemente all’altezza di un mestiere che tira in ballo molto carattere, di aiuto per restare in piedi ma che a lungo andare occorre rifinire con pazienza. L’inquadratura che assume “Piacere di conoscerti” scuote. E’ impressionante come un percorso di alti e bassi, d’esempio per la figlia Paola, aggradi nel farsi vedere imperfetto.

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