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I boati della terra. Il dramma della guerra

“Strani bagliori” dal cielo. Bombe cadono sul suolo.

La drammaturgia coeva e attuale è la più ampia categoria del Fringe catanese e internazionale, quella rassegna dal duplice sguardo dirigenziale: Renato Lombardo e Francesca Vitale. Alla sua quinta edizione, colmano questa categoria ben ventiquattro spettacoli in totale. Ventiquattro spettacoli di drammaturgia coeva e attuale, di drammaturgia che ingloba le più diverse sfaccettature.

Marcella Marino, Marta Longo

Un eterogeneo contenitore che di tutto e su tutto può riportare e riferire, di qualsiasi cosa si avverte l’urgenza di raccontare. E, quindi, più che mai della guerra e del suo orrore, fra le macerie ed il terrore. Ed ecco al Murgo, dal 15 al 18 ottobre, la guerra e le sue ombre. La guerra di ieri, di oggi e degli anni a venire. Quella dannata guerra che non vuole cessare. Quella dannata guerra da una prospettiva teatrale, perchè anche il teatro ne deve parlare. Perchè nessuno, nemmeno il teatro, deve tacere. Su quella dannata guerra innaturale fatta passare per normale.

Una rappresentazione quasi interamente al femminile. Tre donne di cui una è l’autrice. E Gianni Scuto che sapientemente dirige. Una rappresentazione e tre donne. La loro interpretazione affranta e possente. Tre donne: Marcella Marino, Marta Longo, Maria Barbagallo. Di quest’ultima è il testo. Un testo elegiaco dove non c’è lotta armata, non c’è scontro. Un testo di angoscia e spavento, di paura e sgomento. Di lutto e cordoglio. Il nascondiglio, il rifugio dall’ordigno. Il boato, l’onda d’urto, il sogno infranto.

Il racconto di un rumore che atterrisce, un bagliore che distrugge, una madre che protegge. Il lampo che rompe e irrompe, il lancio delle bombe, il vortice della morte. Il vortice di tre donne. Donne di Gaza, terra palestinese. Terra di crepe e di ferite. Terra di detriti e attriti, di ruderi e rovine. Non vive chi sopravvive. Chi sfugge una, due o tre volte alla morte ma, prima o poi, senza preavviso, la stessa sorte.

Terra di scuole, moschee e case sventrate. Di derrate razionate. Non c’è acqua e non c’è luce. Terra di strazio, una voragine sull’asfalto. La lacerazione, lo squarcio. Nella notte un rimbombo, il crollo: nessun risveglio dal sonno. Roboante è il frastuono. Quest’ultimo sottolineato da alcuni colpi di tamburo. E ricolmo di simbolismi è lo scenario. Una bandiera appesa in alto e un nastro. E poi dei veli, da quello rosso, a quelli bianchi e quelli neri. E le candele, ad indicare lo stato d’animo interiore.

Marcella Marino, Marta Longo, Maria Barbagallo

Lo stato d’animo di tre donne arabe fasciate e coperte da ricami e larghe vesti in stile mediorientale. E lo stesso si può dire per i suoni che giungono allo spettatore. Un arabico “paesaggio” musicale, di peculiari brani dal Medio Oriente adoperati per segnalare istanti e salienze. E infine, un’unica funerea melodia al violino e al pianoforte accompagna le tre donne. Tre donne patriote e il loro tempo: lo scorrere di esso con la guerra in atto. Lo scorrere del tempo senza orientamento. Lo scorrere del tempo prima e dopo un bombardamento.

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Donne di Gaza. Strani bagliori nel cielo – autore: Maria Barbagallo – regia: Gianni Scuto – interpreti: Maria Barbagallo, Marcella Marino, Marta Longo – luci: Salvatore Brocato – musiche: Domenico La Spada – costumi: Atelier Gagliani – produzione: Nuovo Teatro Gamma di Catania – V edizione Fringe Catania Off International Festival 2026 – Teatro del Murgo (dal 15 al 18 ottobre 2026)

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