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3 Febbraio @ 20:30 8 Febbraio @ 17:00 CET

Vita del signor Molière, partendo dal romanzo di Michail Bulgakov, ripercorre l’esistenza febbrile di Molière, commediante e commediografo votato senza riserve al teatro. È la storia di un giovane che doveva diventare tappezziere, e invece sceglie di fare l’attore; di un attore che voleva fare la tragedia ma alla fine si ritrova a fare la commedia. Conosce la passione, l’amore, il successo. Conosce il potere. È il nemico, da cui si sente assediato. Reagisce, si ribella, scrive commedie satiriche e irriverenti. E diventa, proprio lui, nemico di sé stesso: sviluppa ossessioni, dipendenze, paure. Malato di teatro, di passione, di amore, di potere e di angoscia, Molière si ammala anche fisicamente. Fatica dopo fatica, si spezza e, pur nella consapevolezza di essere prossimo alla fine, non cede, non lascia andare niente: resta sul palcoscenico fino al suo quasi ultimo respiro. 

NOTE

Lo scrittore russo Michail Bulgakov, dopo che tutte le sue pièce furono proibite dal governo sovietico, nel 1932 firmò un contratto per una biografia di Molière, e l’anno successivo consegnò il manoscritto all’editore. Ossessionato da Molière fin dall’infanzia, Bulgakov aveva già iniziato a interessarsi al commediante e drammaturgo francese a partire dal 1929, quando scrisse La cabala dei bigotti, pièce teatrale sulla vita di Molière, anch’essa proibita dalla censura, e messa in scena solamente nel 1936. Stessa sorte accadde al manoscritto contenente la biografia, che non vide mai la pubblicazione, se non quindici anni dopo la morte di Bulgakov.

Per quale motivo Bulgakov era così ossessionato da Molière? Cosa lo affascinava? 

Molière, come Bulgakov, ebbe a che fare sia con il potere (di re Luigi XIV), che con una vasta paludepopolata da individui mossi dall’invidia, il cui unico scopo era l’annientamento di un avversario al di fuori della loro portata. Molière, come Bulgakov, incontrò la censura – a partire da Le preziose ridicole, fino ad arrivare a quella più lunga ed estenuante del Tartufo – e, godendo dell’appoggio del re, lottò per le sue opere, arrivando il più delle volte a una vittoria.

Non riuscì, però, a rimanere indenne né da quella fatica cui era costantemente sottoposto, né dai pettegolezzi e dalle malelingue che si svilupparono nei suoi confronti e che riguardavano anche la sua vita privata, soprattutto il suo matrimonio con Armande, di cui si vociferava che lui fosse il padre. Fu questa fatica che lo portò progressivamente ad ammalarsi. “Il suo intero organismo era sconvolto. Era malato in modo irrimediabile e andava precipitando sempre di più verso l’ipocondria”, scrive Bulgakov. Lui, che nel 1934, in una lettera al fratello, disse di essere affetto da un esaurimento del sistema nervoso, e di essere sempre più malato. Due grandi autori che non hanno potuto fare altro che precipitare nella malattia. In un perpetuo movimento verso l’arte, risucchiati dal loro profondo amore per il teatro e dal loro instancabile impegno, hanno giocato ad un gioco pericoloso con la vita, che presto è iniziata a venire meno, e a condurre Molière tanto quanto Bulgakov rapidamente e irrimediabilmente alla loro fine.

ORARIO SPETTACOLI

Mar–Mer -Ven ore 20.30

Giovedì ore 17.00

Sabato ore 19.00

Domenica ore 17.00      

Info: 3773474023

Teatro Greco di Roma

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Roma, 00199 Italia
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