30 Settembre @ 08:00 – 17:00 CEST

La Japan Art Association ha annunciato in contemporanea a Tokyo, Parigi, Roma, Berlino, New York e Londra i vincitori della trentasettesima edizione del Praemium Imperiale: Jenny Holzer (Stati Uniti d’America) per la pittura, Andy Goldsworthy(Regno Unito) per la scultura, Daniel Libeskind (Stati Uniti d’America, nato in Polonia) per l’architettura, Herbert Blomstedt (Svezia, nato negli Stati Uniti d’America) per la musica e Cate Blanchett (Australia) per il teatro/cinema.
Questi cinque straordinari artisti sono premiati per i risultati conseguiti, per l’influenza da essi esercitata sul mondo dell’arte a livello internazionale e per il contributo dato alla comunità mondiale con la loro attività.
L’artista statunitense Jenny Holzer ha fatto del linguaggio nello spazio pubblico il fulcro della sua ricerca, attraverso manifesti, proiezioni luminose, insegne elettroniche, incisioni e installazioni. Le sue opere, presentate in luoghi come Times Square, la Biennale di Venezia, il Guggenheim e il Louvre Abu Dhabi, affrontano potere, guerra, violenza, memoria e diritti umani.
Tra i protagonisti della scultura contemporanea, il britannico Andy Goldsworthy realizza installazioni e opere effimere e monumentali, esplorando il rapporto tra uomo, natura, territorio e scorrere del tempo; le sue opere permanenti sono presenti in importanti istituzioni internazionali, dalla National Gallery of Art di Washington allo Storm King Art Center.
Architetto polacco naturalizzato statunitense, Daniel Libeskind è una figura di riferimento dell’architettura contemporanea, noto per la sua capacità di esprimere la memoria storica attraverso architetture dai tratti inconfondibili, caratterizzate da angolazioni distintive e composizioni spaziali innovative. I suoi progetti gli sono valsi riconoscimenti di prestigio, tra cui la Medaglia Goethe, l’Hiroshima Art Prize e il Premio Dresda per la pace.
Herbert Blomstedt, direttore d’orchestra svedese nato negli Stati Uniti, è apprezzato per la sua capacità di coniugare rigore analitico, fedeltà alla partitura, appassionata intensità espressiva e profonda umanità. Dal debutto nel 1954 con la Royal Stockholm Philharmonic Orchestra, ha guidato prestigiose formazioni, tra cui la Staatskapelle di Dresda, la San Francisco Symphony e la Gewandhausorchester di Lipsia.
Attrice australiana di straordinaria versatilità, Cate Blanchett – ambasciatrice globale dell’UNHCR – ha raggiunto la fama internazionale con Elizabeth (1998) e ha costruito una carriera tra cinema, teatro e televisione che le ha portato due Oscar e numerosi altri importanti premi.
Ciascuno dei vincitori nelle cinque categorie riceverà un premio di 15 milioni di yen (circa 81.000 euro), un diploma e una medaglia. La cerimonia di premiazione si terrà a Tokyo il prossimo 28 ottobre, presieduta dal Principe Hitachi, Patrono onorario della Japan Art Association.
Istituito nel 1988 per celebrare il centenario della Japan Art Association, il Praemium Imperialeonora la memoria del compianto Principe Takamatsu, che ha ricoperto il ruolo di Patrono onorario dell’Associazione per 58 anni. Spesso definito come il ‘Nobel per le Arti’, il riconoscimento premia individui o gruppi i cui risultati hanno avuto una profonda influenza internazionale nei rispettivi campi. Sono cinque i premi che ogni anno, come riconoscimento tangibile al valore universale dell’arte, rendono il dovuto onore alle personalità di maggior rilievo internazionale nella pittura, nella scultura, nell’architettura, nella musica e nel teatro/cinema. I vincitori del 2026 andranno ad aggiungersi ai 185 artisti già insigniti del Premio, tra i quali gli italiani Umberto Mastroianni, Federico Fellini, Arnaldo Pomodoro, Gae Aulenti, Renzo Piano, Luciano Berio, Giuliano Vangi, Mario Merz, Claudio Abbado, Enrico Castellani, Maurizio Pollini, Sophia Loren, Cecco Bonanotte, Michelangelo Pistoletto, Giuseppe Penone, Riccardo Muti e Giulio Paolini.
La Japan Art Association è la più antica fondazione culturale del Giappone. Costituita nel 1887, organizza mostre d’arte e gestisce l’Ueno Royal Museum, situato nel Parco di Ueno a Tokyo. La carica di Patrono onorario della Japan Art Association è sempre stata ricoperta da membri della Casa Imperiale: prima dal Principe Arisugawa e, dal 1987, dal Principe Hitachi, fratello minore dell’Imperatore emerito Akihito. Il Praemium Imperiale fu istituito nel 1988, per celebrare il centenario della Japan Art Association, realizzando il desiderio del compianto Principe Takamatsu (1905-1987) “di contribuire a valorizzare e promuovere le culture e le arti del mondo”. Ogni anno, appositi Comitati di nomina presieduti dai Consiglieri internazionali del Premio presentano le liste dei candidati nelle cinque discipline. La scelta finale spetta ai Comitati di selezione della Japan Art Association, che per ogni categoria selezionano un vincitore, il quale riceve l’approvazione dal Consiglio di amministrazione dell’Associazione. Gli attuali Consiglieri internazionali sono: Lamberto Dini (ex Presidente del Consiglio, per l’Italia), Klaus-Dieter Lehmann (ex Presidente del Goethe-Institut, per la Germania), Lord Patten of Barnes (ex Cancelliere dell’Università di Oxford, per il Regno Unito), Jean-Pierre Raffarin (ex Primo Ministro, per la Francia) e Hillary Rodham Clinton (ex Segretario di Stato, per gli Stati Uniti d’America). Nella conferenza stampa dell’8 settembre Lamberto Dini e Jean-Pierre Raffarin hanno annunciato che concluderanno ufficialmente il loro mandato come Consiglieri internazionali e presentato i nuovi Consiglieri internazionali: Paolo Gentiloni (ex Presidente del Consiglio) per l’Italia e Patricia Barbizet (Presidente dell’Afep) per la Francia. I Consiglieri dimissionari François Pinault (Presidente della Pinault Foundation of Contemporary Art) e David Rockefeller Jr. (imprenditore e filantropo) sostengono il Praemium Imperiale come Consiglieri onorari. La solenne Cerimonia di premiazione, sotto l’egida del Principe e della Principessa Hitachi, è uno degli eventi culminanti del calendario culturale del Giappone.
La Borsa di Studio del Praemium Imperiale 2026 per Giovani Artisti è stata assegnata a La Source Garouste (Francia). L’annuncio e il conferimento della Borsa hanno avuto luogo l’8 settembre a Parigi, nel corso della conferenza stampa presieduta dal Consigliere internazionale uscente Jean-Pierre Raffarin e dalla nuova Consigliera internazionale Patricia Barbizet. L’associazione La Source Garouste ha ricevuto un diploma e un contributo di 5 milioni di yen (circa 27.000 euro). La Borsa di Studio del Praemium Imperiale è stata istituita nel 1997 per sostenere e incoraggiare i giovani artisti, in linea con gli obiettivi delle attività della Japan Art Association. Sono eleggibili giovani promettenti artisti o organizzazioni che contribuiscono attivamente allo sviluppo di nuovi talenti. Gli artisti devono essere professionisti o in formazione. A rotazione ciascun Consigliere internazionale, consultandosi con il proprio comitato, seleziona il destinatario della Borsa di studio e lo comunica alla Japan Art Association, che lo approva. Il premio è conferito contestualmente all’annuncio del Praemium Imperiale nel Paese del Consigliere cui spetta la segnalazione. Tra i precedenti vincitori della Borsa di Studio del Praemium Imperiale per Giovani Artisti figurano organizzazioni del Vietnam, di Cuba, del Venezuela, del Benin, del Myanmar, della Malesia, del Libano e dell’Indonesia. Tra gli altri sono state premiate le italiane Scuola di Alta Formazione dell’Istituto Centrale per il Restauro, JuniOrchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, Orchestra Giovanile Italiana e De Sono Associazione per la Musica.
Info: www.praemiumimperiale.org,
www.instagram.com/praemiumimperiale/, www.facebook.com/praemiumimperiale/