21 Settembre @ 20:00 – 22:00 CEST

A dieci anni dalla scomparsa di uno degli artisti più geniali, liberi e ineguagliabili del Novecento italiano, il Teatro di Roma ospita lunedì 21 settembre (ore 20) sul palcoscenico del Teatro Argentina la serata evento Paolo Poli. La gioia del teatro.
L’iniziativa è una produzione di Best Live, finanziata come “Progetto Speciale” dal Ministero della Cultura – Direzione Generale Spettacolo, con il supporto del Presidente della Commissione Cultura della Camera dei Deputati, organizzata in collaborazione con laFondazione Teatro di Roma, con il patrocinio di Roma Capitale e il contributo di Nuovo IMAIE.
Il progetto rappresenta la fondamentale iniziativa teatrale delle celebrazioni per il decennale, completando il percorso avviato a maggio dal convegno di studi promosso dalla Fondazione Giorgio Cini di Venezia (Paolo Poli. Sessanta e più anni di diavolerie teatrali) e dalla programmazione speciale di Rai Radio 3 (Un lupo in pelle d’agnello).
Padrone di casa sarà Pino Strabioli — legato a Poli da un profondo sodalizio artistico e umano, autore del libro e dello spettacolo Sempre fiori, mai un fioraio — che condurrà il pubblico in un viaggio appassionato attraverso la vita e l’arte del grande artista fiorentino. Al suo fianco sul palco Lucia Poli, Milena Vukotic, Arturo Brachetti, Leonardo Brizzi, Maria Cassi, Marco Cavalcoli, Stefano Gragnani, compagni di strada e artisti che hanno condiviso con lui la via impervia di un teatro coraggioso, irriverente e “diverso”.
La serata proporrà un ricco mosaico di rari e preziosi materiali audiovisivi: dalle prime storiche apparizioni nella TV in bianco e nero degli anni ’60 e ’70, fino alle canzoni, le poesie e i brani in prosa tratti dai suoi spettacoli più iconici. Il percorso visivo e narrativo si avvarrà del contributo del giornalista e critico teatrale de la Repubblica Rodolfo di Giammarco, tra i primi storici studiosi dell’opera di Poli che negli anni ’80 gli dedicò un celebre volume definendolo attraverso oltre 500 aggettivi in ordine alfabetico, da “adorabile” fino a “zitellesco”. Un ringraziamento speciale alla Rai per la proiezione in anteprima durante la serata di un estratto della puntata speciale di Blob dal titolo MEGALOPOLI, realizzata da Fabio Masi e interamente dedicata al Maestro, in onda domenica 27 settembre su Rai 3.
Con questa serata evento, il teatro restituisce a Paolo Poli il suo luogo prediletto — il palcoscenico — e ne celebra una carriera durata oltre sessant’anni di profonda grazia e arguzia intellettuale: la storia d’amore indissolubile tra un artista unico e il suo pubblico. «Dieci anni senza Paolo Poli – racconta Lucia Poli, attrice e sorella dell’artista – Nel mese di maggio scorso, la Fondazione Giorgio Cini di Venezia, che ne conserva l’Archivio personale, ha organizzato un convegno di studi, con la partecipazione di docenti delle maggiori Università italiane, per approfondire aspetti inediti di una originale e longeva attività: “Paolo Poli. Sessanta e più anni di diavolerie teatrali”. Molti studiosi, esperti di discipline dello spettacolo, hanno ricostruito gli anni della formazione, e poi quelli della maturità, hanno precisato le particolarità dello stile, le invenzioni, i trasformismi, le affabulazioni, il flusso narrativo dalla letteratura alle canzonette, la grazia e l’irriverenza, la carezza e il graffio, il peso della censura e le gioie di una lunga carriera. Anche se Paolo non l’ha mai chiamata “carriera”, bensì una “educazione sentimentale alla Flaubert”. In questa due giorni veneziana, è stato ricostruito il profilo di un artista libero, emancipato e generoso, determinato nelle sue scelte, e originale nella formulazione di uno stile tutto suo, che coniuga profondità intellettuale e gioco infantile. Anche Radio Rai, la terza rete radiofonica, ha voluto ricordare l’artista con una serata a lui dedicata, alla fine dello stesso mese di maggio. D’altra parte, la radio è sempre stata nel cuore di Paolo, fin dagli esordi a Radio-Firenze, poi a Roma dove, nel corso degli anni, ha registrato testi memorabili come “Le avventure di Pinocchio” e “I promessi sposi”, entrambi in versione integrale. La serata radiofonica: “Un lupo in pelle d’agnello” (definizione di Natalia Ginzburg) è stata condotta da Lorenzo Pavolini, con agilità e competenza, e ha accolto numerosi ospiti. Mancava un evento di palcoscenico, quando proprio il palcoscenico era il luogo prediletto di Paolo, mancava che il teatro ricordasse questo attore teatrale, così geniale e “unico”. Come scrisse Tullio Kezich “Poli era un artista inclassificabile, unico, come un quadro, che, proprio perché unico, in casa non sai dove mettere: non lega con nulla!” Ma legava con il suo pubblico, infatti quella di Paolo può essere definita una lunga storia d’amore con il pubblico.»