1 Agosto @ 18:30 – 27 Settembre @ 18:30 CEST

Da sabato 1 agosto a domenica 27 settembre 2026, il Chiostro di Campitelli al Teatro di Marcello si trasforma in una macchina del tempo musicale. I Concerti del Tempietto – Festival Musicale delle Nazioni non sono il solito rendez‑vous per signore col cappello: sono un raid notturno nella storia della musica, con due colpi al giorno (ore 18:30 e 20:30) e una visita guidata dell’area archeologica inclusa nel biglietto – perché se devi ascoltare Beethoven, almeno fallo tra le rovine di un teatro che ha visto passare imperatori e probabilmente anche qualche spettro.
IL PROGRAMMA? UN’ENCICLOPEDIA CHE SUONA.
Il festival non è un museo, è un’officina. Ecco cosa bolle in pentola da agosto in poi:
1 agosto – La pianista Liudmila Georgievskaya apre le danze con Chopin e Schumann, mentre la sera l’oboe di Federico Graziano si intreccia al pianoforte di Mattia Mansutti in un romantico corpo a corpo (Schumann, Saint‑Saëns, Poulenc).
9 agosto – Pomeriggio ipnotico con Alessandra Celletti e il suo “L’amor che move il sole e l’altre stelle” (un titolo che è già una dichiarazione d’intenti), seguito da Davide Conte che mette in fila Casella, Liszt e Barber come se fossero tre atti di uno stesso delirio.
14 agosto – Emanuele Viti prende la fisarmonica e la trasforma in un’orchestra: Bach, Scarlatti, Franck, Puccini, Saint‑Saëns. Sì, avete letto bene: la fisarmonica. E funziona.
15 agosto – Ferragosto si festeggia con il piano di Emanuele Frenzilli, che infila Chopin, Liszt, Bach‑Busoni e il Miserere verdiano in una notte che profuma di polvere da sparo e incenso.
22 agosto – Il chitarrista Alvaro Cordoba fa un giro che parte da Alfonso X il Saggio e arriva a Puccini, passando per Beethoven e De Falla. Un viaggio che è meglio di un volo low‑cost.
23 agosto – Il soprano Tamara Angelovska (Macedonia) e il pianista Lorenzo Bizzarri portano in scena “Da Napoli alla Luna”: da ‘O sole mio a Rusalka, passando per Caruso e Puccini. Lacrime garantite.
27 settembre – Gran finale con Cinzia Dato che celebra Mozart nel 270° anniversario della nascita (Adagio, variazioni, fantasia, e la trascrizione lisztiana del Requiem), e Matteo Cicchitti che chiude con la viola da gamba tra Ricercari e Canzoni del Cinquecento.
Tra un appuntamento e l’altro, troverete anche pianoforti a quattro mani, clarinetti che dialogano con archi, jazz, tango, e persino un omaggio alle compositrici dimenticate (Julia Miller, 9 settembre).
MA CHI CI METTE LE MANI?
La direzione artistica è di Angelo Filippo Jannoni Sebastianini, che ha capito che la musica classica non è un relitto da conservare sotto vetro, ma un organismo che respira, si incazza, si innamora e si trasforma. E si vede: il programma spazia da Scarlatti a Gershwin, da Morricone a Ligeti, passando per compositori macedoni che probabilmente non avete mai sentito nominare ma che vi faranno dimenticare il nome del vostro gatto.
INFO PRATICHE (PERCHÉ LA POESIA SENZA INDIRIZZO È SOLO FUMO):
📍 Dove: Chiostro di Campitelli al Teatro di Marcello, Sala Baldini – Piazza Campitelli, 9 – Roma
📅 Quando: Da sabato 1 agosto a domenica 27 settembre 2026. Due concerti al giorno: 18:30 e 20:30 (con visite guidate dell’area storica alle 19:45 per chi ha il biglietto – sì, è inclusa, e no, non è una trappola per turisti).
🎫 Biglietti: 36, 25, 14 euro. Tre fasce, scegliete quella che vi fa sentire meno in colpa per la cena fuori.
📞 Info e prenotazioni: +39 348 780 43 14 | afjs@tempietto.it
🔗 Programma completo: www.tempietto.it
🔗 Acquisto biglietti: https://www.tempietto.eu/tickets/
IL VERDETTO DI UN CRITICO (CHE NON SIETE VOI):
Se amate la musica, venite. Se odiate la musica, venite lo stesso: potrebbe essere l’inizio di una storia d’amore. Se siete a Roma per caso, se siete a Roma per lavoro, se siete a Roma perché non sapete dove altro andare – venite. Il Teatro di Marcello ha visto passare imperatori, poeti e probabilmente qualche alieno. Ad agosto e settembre vedrà passare voi. E la musica.
Perché la musica, signori, non è mai stata così viva.
I Concerti del Tempietto ringraziano il Festival Musicale delle Nazioni, il Chiostro di Campitelli, e tutti i musicisti che hanno accettato di suonare in un chiostro romano invece che in una sala con l’aria condizionata. Coraggio, ragazzi.